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L'appello

La lettera al ministro Cingolani: “Chiediamo di archiviare la Via per la centrale a turbogas alla Spezia”

La centrale Enel "Eugenio Montale"

“Egregio Sig. Ministro, con questa lettera le associazioni, i comitati e le forze politiche facenti parte della “Rete per la rinascita delle aree Enel di Vallegrande” le formulano un cortese invito ad archiviare la procedura di Via concernente la richiesta di Enel di costruire, alla Spezia, una nuova unità a turbogas da 800 Mgw“. Inizia così la lettera che le associazioni ambientaliste e per la tutela della salute, insieme ai partiti del centrosinistra, al Movimento cinque stelle e a diverse realtà associative e sociali, hanno inviato al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.
Dopo i pareri tecnici sul progetto, prima critici e poi di assenso, si è registrata l’approvazione del progetto di una centrale a gas a Fusina, che secondo alcuni potrebbe portare alla rinuncia dello stabilimento spezzino, non più indispensabile per coprire il fabbisogno della rete.
“Le motivazioni generali per questa richiesta – proseguono i sottoscrittori, soffermandosi sull’impianto spezzino – sono da ricondurre alla necessità di una accelerazione nel passaggio alle energie rinnovabili e il conseguente abbandono di quelle derivanti da fonti fossili”.

A sostegno delle loro argomentazioni associazioni e partiti portano “la considerazione ormai diffusa che l’apporto fornito dalla centrale della Spezia non è necessario nel quadro nazionale di produzione di energia; la indisponibilità alla permanenza sul territorio di impianti di produzione energia da fonti fossili, dimostrata unitariamente dalle forze politiche e dalle amministrazioni, sia a livello comunale (consigli comunali della Spezia e di Arcola) che del Consiglio regionale ligure, posizioni espresse all’unanimità da parte di tutte le forze politiche presenti in questi consigli; tale indisponibilità muove anche dagli effetti negativi sulla salute della popolazione causati dalla permanenza già da sessanta anni della centrale nel perimetro urbano, effetti testimoniati anche nel recente parere espresso dall’Istituto superiore di sanità; la possibilità di utilizzare l’area in oggetto per progetti compatibili con l’ambiente da studiare con Enel, che contribuiscano alla creazione di posti di lavoro in maniera più significativa di quanto previsto per il progetto a turbogas in discussione.

La Rete per la rinascita dell’area Enel, promossa da Cittadinanzattiva, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Vas, La Piazza Comune, Comitato acqua bene comune e sostenuta da Auser, Federconsumatori, Acli, Uisp La Spezia Val di Magra, Anpi provinciale La Spezia, Partito democratico, Articolo 1, Le Ali a Spezia, Lista Sansa, Europa Verde, Linea condivisa, Movimento cinque stelle, Avanti insieme e Circolo Pertini, chiede inoltre al ministro e al governo tutto “di proporre con urgenza alla città scenari alternativi, basati sulla sostenibilità ambientale, sul rispetto della salute della popolazione, su possibilità occupazionali e di sviluppo economico significativi per il territorio. La scelta da noi sollecitata – proseguono – trae motivazione e si iscrive nei nuovi indirizzi della normativa e delle politiche Ue in materia di neutralità climatica e tiene conto dei principi di concertazione Stato Regioni nelle scelte sui singoli territori degli impianti per la transizione energetica affermati dal vigente Pniec”.

Per tutti questi motivi, ricordando anche la richiesta di sospensiva della procedura di Via che il Comune di Arcola ha inviato al ministero il 23 febbraio 2021, associazioni, movimenti e partiti spezzini chiedono la definitiva archiviazione del progetto in essere e l’avvio di una discussione sulle prospettive dell’area.