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Corvetta

Consegnata Al Zubarah, primo frutto della commessa del Qatar a Fincantieri

L'ingegner Giordo (Dg Navi militari): "Risultato non soltanto industriale, ma di sistema". Confermato l'interesse per l'area sottomarini. E al Muggiano si lavorerà anche all'ordine indonesiano da otto unità.

Questo pomeriggio, allo stabilimento del Muggiano, Fincantieri ha consegnato alla Marina del Qatar la corvetta Al Zubarah, prima consegna nell’ambito del progetto Halul, nato nel 2016, che prevede la fornitura all’emirato di un totale di sette navi. Al Zubarah è la prima unità della classe omonima di quattro corvette commissionate a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar; unità altamente flessibili con capacità di assolvere a molteplici compiti, che vanno dal pattugliamento con capacità di soccorso in mare al ruolo di nave combattente. Lunghe circa 107 metri, larghe 14,70 metri, sono dotate di un sistema di propulsione combinato diesel e diesel (CODAD) e potranno raggiungere una velocità massima di 28 nodi ospitando a bordo 112 persone. La consegna di altre due corvette è prevista per l’anno prossimo, mentre la quarta è in programma per il 2023. Le unità vengono costruite in simbiosi dai cantieri del Muggiano e di Riva Trigoso, ora al lavoro assieme anche su ulteriori navi quali pattugliatori, Fremm e Pattugliatori polivalenti d’altura.

“Oggi è un giorno importante, celebriamo il lavoro di squadra di Fincantieri, Marina militare italiana, team del Qatar presente nel nostro Paese, Pmi e grandi gruppi nostri partner – ha affermato alla partecipata cerimonia odierna Giuseppe Giordo, direttore generale della Divisione navi militari di Fincantieri -. Questo è il risultato di un approccio di sistema, non solo industriale; a tal proposito sottolineo come attualmente oltre 400 rappresentanti delle forze armate qatarine si stanno addestrando in Italia con l’aiuto della Marina militare. Stamani ho avuto il piacere di parlare con le donne e gli uomini che hanno lavorato e stanno lavorando su questo progetto e ho voluto non solo portare loro il ringraziamento dell’azienda, ma soprattutto invitarli a impegnarsi sempre più per raggiungere gli obbiettivi del programma. Dopo questa prima nave ce ne saranno altre, e assieme alla fornitura delle navi assicuriamo anche il supporto da parte di Fincantieri perché le unità siano operate nella maniera giusta. Il Qatar ha scelto il sistema Italia e siamo chiamati, come accade oggi, a dimostrare con i fatti che si tratta di una scelta giusta. Continueremo a lavorare non solo per costruire navi ma soprattutto per un rapporto di partnership strategica con il Qatar”. L’ingegnere, a margine dell’evento, ha spiegato che “prima di tutto dobbiamo completare il programma, che prevede sette navi nuove. Priorità numero due sarà assicurare il supporto alle navi che saranno inviate ma a parte questo con il Qatar stiamo discutendo di diversi progetti sempre nel campo navale, sia per l’aggiornamento di flotte esistenti, sia eventualmente per cose nuove”. Aggiornamento per il quale “l’ipotesi al momento è farlo qua in Italia. Eventualmente potremmo realizzare un hub in Qatar per la manutenzione programmata, attività di questo tipo”. Un passaggio anche sul fronte sommergibili: “Un’area di business che a Fincantieri interessa moltissimo. Stiamo portando avanti le attività per due nuovi sottomarini della Marina militare italiana e stiamo studiando ulteriori classi di sottomarini diverse da quelle della Marina. Confermiamo il nostro interesse a investire in questo campo”. Il direttore generale ha preferito non rilasciare dichiarazioni sull’ipotesi di acquisizione da parte di Fincantieri del presidio spezzino di Leonardo, ex Oto Melara, né su possibili nuovi ordini dall’Egitto, dando invece risposta affermativa in merito al coinvolgimento del Muggiano nei lavori per la commessa da otto fregate per la Marina militare dell’Indonesia.

“Oggi siamo di fronte a un sogno che diventa realtà, a una speranza che si realizza, un frutto che si materializza. Venti impetuosi, alte onde, e tutti si chiedono: il progetto Halul sarà in grado di prendere il largo? La risposta è in un versetto del Corano che recita: procedi e al tempo stesso approda”, ha osservato il generale Salem Hamad Al Nabit, alla guida dello staff delle forze armate qatarine. “Oggi sono molto felice e orgoglioso per il raggiungimento di questo obbiettivo, frutto di un lavoro di squadra tra Italia e Qatar, che hanno lavorato come un unico team sin dalla firma del contratto”, ha affermato Abdullah Hassan Al-Sulaiti, comandante delle forze navali dell’emirato, il quale ha evidenziato “le buon relazioni tra Italia e Qatar”, che, ha sottolineato, potranno riverberarsi anche nella Coppa del mondo di calcio 2022, che si terrà appunto nel Paese asiatico. “Ben consci dell’ancor più rilevante e crescente ruolo di traino che la dimensione marittima ci offre nel Secolo Blu gli amici del Qatar hanno intrapreso questo ambizioso piano di rafforzamento della propria Marina. E nel realizzarlo si sono rivolti all’Italia, dando concreta attestazione di fiducia, non solo alle nostre credenziali produttive e tecnologiche, ma, attraverso la vincente formula Gov-to-Gov, alle capacità del nostro comparto militare, ed in particolare della nostra Marina Militare, di garantire un ‘pacchetto completo’; attraverso la consulenza tecnico-specialistica in fase costruttiva, la formazione delle necessarie professionalità nei vari ruoli, fino all’addestramento individuale e di squadra dei futuri Equipaggi delle Unità navali in costruzione. So che queste occasioni di interazione hanno creato un positivo spirito di squadra tra tutte le figure coinvolte, consentendo una più consapevole e profonda conoscenza reciproca delle nostre culture e delle nostre tradizioni. Uno straordinario valore aggiunto che va oltre la sfera puramente professionale”, ha affermato la senatrice Stefania Pucciarelli, sottosegretario alla Difesa. Presente alla cerimonia anche la Marina militare italiana, rappresentata dal sottocapo di Stato maggiore ammiraglio di divisione Aurelio De Carolis.

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