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"vaccinarsi è un diritto alla salute"

Boom di vaccinazioni per i più piccoli dopo l’aumento dei controlli nelle scuole materne

La Val di Vara è l'area provinciale dove si vaccinano di più i bambini, seguita dalla Spezia e Sarzana. Grande attenzione da parte delle famiglie extracomunitarie che arrivano da zone del mondo dove la situazione sanitaria è differente e, purtroppo, conoscono bene malattie come la difterite. L'approfondimento di Città della Spezia assieme ad Asl 5 e alla Struttura complessa Cure primarie e Attività distrettuali.

Vaccinazione pediatrica

Aumentano del 15 per cento le vaccinazioni per la fascia pediatrica 0-6 anni, soprattutto per quei bambini che devono andare alle scuole materne. Il dato è confermato da Asl 5 e tramite la Struttura complessa Cure primarie e Attività distrettuali. Questo balzo in avanti è motivato da più fattori, anche se non mancano le stranezze. C’è chi ha chiesto se il vaccino, destinato al proprio piccolo, portasse all’installazione di  un sistema di controllo, fino ad arrivare alla bufala più vecchia del mondo legata all’inoculazione del microchip. Ma non è finita qui, perché alcuni genitori hanno chiesto se non si trattasse di una sperimentazione, altri poi hanno detto apertamente che i bambini con i sieri vengono fatti diventare cavie. Il dettaglio sull’analisi della situazione attuale prosegue nel breve focus di Città della Spezia assieme ad Asl 5 e la Struttura Cure primarie e Attività distrettuali.

Complotti e disinformazione a parte, la vaccinazione in questa fascia permette ai più piccoli di maturare difese immunitarie  contro difterite, tetano e pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo b e epatite B. A queste si aggiunge la vaccinazione contro il rotavirus. Si tratta di un virus che provoca gastroenteriti virali fra i neonati e i bambini sotto i 5 anni. Un malanno che per i più piccoli può portare anche al ricovero in ospedale in condizioni di fortissima disidratazione.

Non è un plotone di no vax a decidere di non vaccinare i figli ma, come conferma Asl tra i fattori più comuni, ci sono i rinvii e le dimenticanze. “La sensibilità nei confronti delle vaccinazioni per i più piccoli è altissima tra i genitori extracomunitari, che provengono da aree geografiche come Sud America e Nord Africa- spiegano dalla Struttura complessa Cure primarie e Attività distrettuali -. Conoscono gli effetti delle malattie, perché li hanno visti, provengono da realtà sanitarie differenti e capiscono l’importanza di difendere i propri figli sin dalla più tenera infanzia”.

Il balzo in avanti delle vaccinazioni non è da attribuire ad una maggiore sensibilità maturata con l’avvento del Covid ma un’attenzione massiccia dal mondo della scuola. Una prima spinta era stata data dall’obbligo vaccinale imposto dall’allora Ministro Lorenzin. Questo c’entra ma forse in maniera marginale.

“Le cose ora sono cambiate – spiegano da Asl 5 -. Non vale più l’autocertificazione e le scuole chiedono un certificato che viene rilasciato dall’Igiene. Le vaccinazioni sono aumentate e pensiamo che ci siano stati maggiori controlli da parte delle istituzioni scolastiche. La fascia di vaccinazione 0-6 anni sono eseguite dalla Struttura complessa, dai 6 anni in su le famiglie si devono rivolgere all’Ufficio di igiene”.

Abbiamo notato – proseguono dall’Asl – che  da parte degli istituti la maggior parte richieste di certificati, fatte ai genitori, avvengono nella fascia della scuola materna. Le famiglie dunque hanno dunque avuto una spinta maggiore per l’inoculazione dei vaccini ai più piccoli. Salvo qualche famiglia apertamente ‘no vax’, altre sono rimaste impigliate in piccoli episodi di trascuratezza. Adesso però  sin dalla materna devono adeguarsi”.

In questi ultimi periodi abbiamo avuto una grande richiesta – sottolineano da Asl – e non ci sono stati problemi per accoglierle tutte. C’è stato un piccolo rallentamento al rientro dalle ferie, verso la fine di agosto, quando molte famiglie hanno fatto richiesta di vaccinazione a pochissimi giorni di anticipo rispetto all’inizio della scuola. Ma anche in questo caso siamo riusciti ad affrontare la situazione,  tutto il personale ha svolto un lavoro encomiabile anche in situazioni che potevano risultare molto complesse”.

I dati e le aree provinciali dove si vaccina di più. “Consultandoci anche con i nostri pediatri – proseguono – l’aumento, tra il 2020 e il 2021, del 15 per cento nelle vaccinazioni è dovuto principalmente all’entrata nelle scuole dell’infanzia di base. I dati sono comunque complessi e in via di definizione perché sono calcolati anche in base ai nati di ogni anno. La riflessione è maturata analizzando tre territori. In Val di Vara c’è grande sensibilità ed è seguita dalla Spezia e poi Sarzana“.

L’appello resta quello di vaccinarsi e in alcuni casi anche durante la gravidanza. “La vaccinazioni sono un diritto alla salute – sottolineano da Asl 5-, conquistato e che va mantenuto. Chi non vaccina nega un diritto ai figli. E’ un atto  importante sia per il proprio bambino ma anche per coloro i quali hanno problematiche gravi di salute. Molti non ci pensano ma esistono bambini che purtroppo hanno dovuto affrontare delle chemioterapie. Se finiscono in una classe dove tutti sono vaccinati potranno stare a scuola e vivere la comunità. Se questa condizione non esiste, dovranno rinunciarci. Tutti i bambini hanno il diritto alla salute, vanno superati egoismi e ignoranza. Non ci sono malattie superate, purtroppo, in tanti paesi anche vicini a noi. Avere un vaccino e un bambino che non si ammala sono conquiste“.

 “Esistono vaccinazioni che vengono consigliate anche alla mamme in gravidanza –  concludono da Asl 5-. Tra i primi c’è quello per la pertosse, tra le 28 e le 32 settimane di gestazione, in modo che la mamma possa formare gli anticorpi. Cos facendo li passerà al nascituro  che fino alla prima vaccinazione sarà coperto, prevenendo così una situazione potenzialmente disastrosa. Questa vaccinazione è consigliata a partire dal 2019 con un decreto ministeriale. Nella stagione indicata è consigliato anche l’antifluenzale solo per la copertura della mamma. Infine nel secondo e terzo trimestre di gravidanza e in allattamento la vaccinazione anti Covid. Questo perché sia durante la gestazione che nel post parto la donna è rientra tra i fragili. Ci sono stati casi gravissimi, anche con ricoveri in rianimazione”.

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Nel “Leggi anche” sono consultabili due articoli del 2015 e del 2016, quando la situazione vaccinale nella prima infanzia era ben diversa e in era pre Covid.

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