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Pagelle amare, dietro si prende sempre gol. Mediana encomiabile, Colley difetta di lucidità - Citta della Spezia
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Pagelle amare, dietro si prende sempre gol. Mediana encomiabile, Colley difetta di lucidità

Da dieci partite lo Spezia prende gol e succede anche oggi contro un avversario inesistente. Hristov e Nikolaou concedono quello che non devono, mentre davanti Salcedo e Strelec viaggiano a vuoto.

Spezia-Genoa (26/10/2021)

Provedel 6 – Sembra un assurdo ma il primo tiro in porta del match è suo: vedendo Sirigu fuori dai pali prova ad uccellarlo con un lob da lontanissimo che non ha la profondità per impensierire il portiere della nazionale. Atterra Caicedo provocando un rigore su cui c’è ben poco da dire e come lo scorso anno non può nulla contro la battuta forte ed angolata di capitan Criscito.

Salva Ferrer 6 – Morde il freno ogni volta che può, puntando quel Ekuban, che è non a caso l’uomo più discusso in casa rossoblu. Nel secondo tempo sulle sue tracce c’è Sturaro, chiamato da Ballardini ad un lavoro di contenimento che riguarda anche il terzino catalano. Nella mischia mai si tira indietro, finisce sulle gambe ma mai veramente domo.

Hristov 5.5 – Destro gli va via una sola volta quando da spalle alla porta lo aggira con maestria: se non fosse per l’intervento di Salva il Genoa sarebbero stati guai certi. Si rifa nel secondo tempo quando mura una conclusione al veleno del bomber rossoblu ma nel finale è protagonista della dormita collettiva dalla quale nascerà il rigore del pari genoano.

Nikolaou 5.5 – Il giropalla come sempre parte da lui e nella costruzione sembra più sciolto di quando deve affrontare palla a terra l’avversario. Chiaro che sarebbe stato fondamentale chiude senza gol contro un Genoa che non tira mai in porta ma anche oggi basta un episodio che la striscia negativa si allunga.

Bastoni 6 – C’è Kallon dalle sue parti che lo impegna tantissimo e soprattutto lo limita nelle gittate offensive. Proprio da lui riceve un colpo doloroso alla schiena che lo limiterà per il resto della partita. Nel finale cerca fortuna in solitaria contro un Genoa che annaspa.

Kovalenko 6.5 – E’ uno dei migliori di un match sporco, brutto e cattivo. Gli manca il tiro da lontano perché un centrocampista del Genoa esce su di lui ogni volta che ha la sfera fra i piedi da una posizione confacente.

Maggiore 6.5 – Giulio “octopus” è la sintesi di una partita maschia e nervosa dove la sciabola prende ben presto campo fra i combattenti: pochi metri più avanti di Kovalenko, condivide con lui le fatiche di una mediana in inferiorità numerica.

Strelec 5 – Come fu con la Salernitana fa più il centrocampista che non l’attaccante, chiamato ad accompagnare sempre la fase difensiva. Per il resto però è davvero poca cosa, irrerito da Badelj e Criscito che stazionano nelle sue stanze. Corre a vuoto anche quando vorrebbe aiutare, non capisce le intenzioni di Nzola che gli aveva offerto due spunti niente male. Certo che un ventenne deve fare la guerra se vuole incidere in gare così bloccate. (Dal 14’st Colley 6.5 – Quando calci da quella distanza e per giunta su un tap-in è più facile che la parabola finisca ai Buggi, invece la sua coordinazione è al limite della perfezione con la schiena di Sirigu a rimabalzarla in porta dopo lo schizzo sul legno. Ispiratissimo, regala a Nzola la palla del 2-0 ma Sirigu fa meglio di tutti poi è lui a divorarsi la rete che avrebbe chiuso tutto. Se il divario è minimo e hai modo di serrare la partita lo devi fare perché certi punti non tornano più).

Salcedo 5 – Nel primo tempo per due volte ha sui piedi la palla della ripartenza giusta ma entrambe le volte sbaglia lo scarico. Se fai bene il trequartista ti devi ricordare o per un assist o per un gol ma oggi non si vede lontanamente nè uno nè l’altro. (Dal 31’st Antiste n.g.)

Gyasi 6.5 – La 115esima in maglia bianca è da subito gare di sacrificio contro l’unico vero talento cristallino dei rossoblu, quel Cambiaso che ha faccia e movenze da predestinato. Quando esce di scena il 21enne cresciuto al Signorini, si aprono praterie e lui ci si butta a piedi scalzi come quando mette nel mezzo una palla che sarebbe soltanto da spingere in porta. Poi, per due volte, ha sui piedi la sfera del vantaggio: prima è il legno a respingere il suo diagonale quasi perfetto poi è la mira che non lo assiste ad un nulla dalla porta.

Nzola 6 – Masiello e Criscito, 70 anni in due, lo tengono a bada pur nella difficoltà di fronteggiare la sua massa corporea. Ma dopo un primo tempo di apparizioni, nel secondo accompagna l’azione con più qualità e offre a Gyasi l’assist che tutti vorrebbero ricevere. L’esperienza e il senso della posizione di Sirigu gli negano la gioia del primo gol in stagione per due volte; erano già passati più di 75 minuti e la corsa con cui va in porta è forse la notizia che tutti aspettavano. Fisicamente iniziamo ad esserci, ora Mbala deve solo sbloccarsi.

All. Thiago Motta 6 – Fino ad oggi il suo Spezia aveva perso il doppio partite di quanto fece Italiano allo stesso punto del campionato: impossibile che la squadra non senta il peso dei risultati. Non ha grandi alternative e propone la squadra ipotizzabile preferendo Strelec e Gyasi sulle ali sapendo di dover far fronte ad un’inferiorità numerica a centrocampo che pesa tanto se vuoi giocare a calcio. Affronta un Genoa ai limiti dell’imbarazzante e impone un possesso che non aumenta mai di velocità e quando si arriva in porta è più per l’effetto di una giocata singola. Nel primo tempo lo Spezia non calcia mai in porta, nella ripresa il Genoa alza il baricentro ma i cambi che ti aspetti tardano ad arrivare. Ciò nonostante la squadra ha un altro ritmo, costruisce finalmente occasioni poi passa con un gran gol di Colley, appena entrato. Risparma Verde per Firenze, ma in ogni caso non è colpa sua se Sirigu fa i fichi o suoi attaccanti non hanno la freddezza per portarla a casa.

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