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Sono oltre 70mila secondo coldiretti

C’è un cinghiale ogni 22 liguri: “Ormai è una questione di sicurezza delle persone”

Si va verso l’eliminazione del vincolo dell’autodifesa esercitabile solo su “terreni in attualità di coltivazione”. Inoltre c'è la possibilità, per l’imprenditore agricolo senza porto d’armi, di potersi avvalere dell’aiuto di un confinante in possesso.

Secondo le stime Coldiretti in Liguria i cinghiali hanno superato quota 70mila: uno ogni 22 abitanti circa. La situazione è ormai fuori controllo secondo l’associazione: “Gli esemplari sono liberi di aggirarsi nei campi e nelle stalle, distruggendo le colture e aggredendo il bestiame; è diventata normalità, inoltre, incontrarli per le vie della città, nei parchi o sulle spiagge, con evidenti rischi per la salute e per l’incolumità dei cittadini che sempre più spesso se li trovano all’improvviso in mezzo alla strada”.

 L’8 luglio Coldiretti ha organizzato una manifestazione nazionale in tutte le principali piazze d’Italia: migliaia di agricoltori, cittadini e istituzioni avevano partecipato per riportare l’attenzione sul problema ormai insostenibile. In quell’occasione il vicepresidente Piana aveva preso un impegno chiaro e preciso, davanti ai migliaia di presenti, ovvero modificare la normativa rendendola più snella ma soprattutto più efficace. Nei giorni scorsi, la giunta regionale ha cominciato a lavorare al testo, recependo diverse richieste avanzate da Coldiretti, fra cui l’eliminazione del vincolo dell’autodifesa esercitabile solo su “terreni in attualità di coltivazione”. Inoltre c’è la possibilità, per l’imprenditore agricolo senza porto d’armi, di potersi avvalere dell’aiuto di un confinante in possesso del porto d’armi che pertanto potrebbe esercitare l’autodifesa sul fondo dell’imprenditore agricolo che lo ha contattato.

“Ma resta ancora tanto lavoro da fare: per questo a seguito della mobilitazione e per una questione non più solo di risarcimenti ma di sicurezza e tutela dei cittadini, resta prioritario per Coldiretti il problema del contenimento della fauna selvatica, motivo per cui sta chiedendo che la Regione Liguria renda noti tutti i numeri del problema, compresi gli abbattimenti della stagione venatoria appena iniziata e come vengono calcolati i contingenti; è necessario inoltre fare luce una volta per tutte anche sulla filiera delle carni che oggi, non solo dal punto di vista economico, ha delle zone d’ombra”.

 “La situazione è diventata insostenibile nelle campagne con danni enormi alle produzioni agricole, ma viene compromesso anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi in aree di pregio naturalistico, con la perdita di biodiversità animale e vegetale – hanno affermato il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa scesi in Piazza De Ferrari a Genova l’8 luglio – Non è più solo una questione di risarcimenti, è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Serve un piano straordinario concentrato tra Ministeri e Regioni, Province e Comuni per uscire da questa situazione di emergenza”.

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