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Per garantire l’irreversibilità delle riaperture

Gimbe raccomanda “terza dose e mantenere l’obbligo di mascherina”

La Liguria è tra le sette regioni che segnala un leggero aumento nei positivi nella settimana 13-20 ottobre.Nello stesso periodo stabili i decessi: 271 negli ultimi 7 giorni (di cui 28 riferiti a periodi precedenti), con una media di 39 al giorno rispetto ai 38 della settimana precedente.

Mascherina

La Liguria è tra le sette regioni in cui si è registrato un aumento percentuale dei contagi nella settimana 13-19 ottobre 2021. “In termini assoluti gli incrementi sono modesti”, avverte la Fondazione Gimbe che cura lo studio, appuntamento con le analisi indipendenti dell’associazione presieduta da Nino Cartabellotta. “A livello nazionale – dichiara – scendono da sette settimane i nuovi casi settimanali. Nell’ultima settimana tuttavia il calo è solo dell’1.9% anche in ragione di un aumento dei tamponi totali che sfiora il 50%: ben +930 mila rispetto alla settimana precedente”.

Le regioni che spingono questo aumento sono Liguria (+14) appunto, Umbria (+19), Friuli Venezia Giulia (+114), Campania (+120), Lombardia (+129), Piemonte (+131) e Lazio (+156). Scendono a nove le Province con incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti e nessuna conta oltre 150 casi per 100mila abitanti. Sostanzialmente stabili i decessi: 271 negli ultimi 7 giorni (di cui 28 riferiti a periodi precedenti), con una media di 39 al giorno rispetto ai 38 della settimana precedente.

Vaccini. Al 20 ottobre il 78.2% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino: sono 46.320.599 di italiani, in crescita di 424.517 rispetto alla settimana precedente. Il 74.3% ha completato il ciclo vaccinale con la seconda dose. In Liguria è vaccinato il 77.6% della popolazione residente, la stragrande maggioranza con doppia dose: il 73.6%.

L’efficacia è “molto elevata nel ridurre i decessi (94.3%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (92.4%) e in terapia intensiva (94.8%). Tuttavia, a partire da metà agosto, pur rimanendo superiore al 90%, il trend è in lieve riduzione per ospedalizzazioni (-2.5%), ricoveri in terapia intensiva (-2.2%) e decessi (-2.9%). Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo, rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce nettamente l’incidenza di diagnosi (del 77.6%-84.8%) e soprattutto di malattia grave (dell’87.1-95.5% per ricoveri ordinari; del 89.4-98.9% per le terapie intensive) e decesso (dell’80.7-96.8%)”.

Gimbe mette in numeri la corsa al tampone instaurata dall’obbligo di green pass sul posto di lavoro. “Il numero dei tamponi antigenici rapidi ha registrato una netta impennata, aumentando del 78,5% in una settimana: la media mobile a 7 giorni è salita da 173.235 del 13 ottobre a 309.297 il 19 ottobre; complessivamente, nell’ultima settimana sono stati effettuati 2.151.081 tamponi antigenici rapidi”.

In virtù della situazione ben diversa di altri Paesi europei (il Regno Unito per esempio), la stagione invernale alle porte ed il previsto declino dell’efficacia del vaccino a sei mesi dalla sua effettuazione, la Fondazione Gimbe stila le priorità per garantire l’irreversibilità delle riaperture. Tra queste “vaccinare il numero più elevato possibile di over 12, accelerare la somministrazione della terza dose per gli overo, obbligo della terza dose per gli operatori sanitari, dose booster alla fascia 50-59 e infine mantenere l’obbligo di utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi”.

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