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Il ponte tra i due club

Pecini vs Pecini, venerdì sera “farina del suo sacco” in Sampdoria-Spezia

Di là Yoshida, Colley, Askildsen e Bereszynski. Di qua un plotone di giovani, da Antiste a Strelec. Passato e presente dell'uomo-mercato e talent scout, che Ferrero avrebbe voluto avere ancora con sé e a cui i Platek hanno offerto il ruolo di punto di riferimento dell'area tecnica per tutti i club del newtork europeo.

Maya Yoshida

Sulla base degli undici titolari dello scorso turno, potrebbero essere otto in totale. Sono i giocatori scovati da Riccardo Pecini e portati in Italia negli ultimi anni. Fin qui nulla di particolare. Il punto è che, in Sampdoria-Spezia di venerdì prossimo, sarebbero distribuiti equamente tra le due formazioni. E poi un’altra manciata, tra le panchine di Thiago Motta e Roberto D’Aversa e sulla tribuna del Ferraris. Tutta farina del sacco dello scout lunigianese. Ex scout, ora chief football operations officer da quando i Platek hanno deciso di affidargli l’area tecnica del club più importante dei tre (presto quattro, domani anche cinque) che si sono comprati in Europa.

Uno scatto di carriera in fatto di responsabilità. Massimo Ferrero, forse, avrebbe perduto più volentieri Carlo Osti (come poi è stato) di lui. “Voglio bene a Pecini, ma è un ragazzo irrequieto, leopardiano. Non è andato via perché abbiamo litigato, voleva fare un’altra esperienza. Talvolta i figli si approfittano del papà, ma per lui qui ci saranno sempre le porte aperte”, ha detto a luglio durante una conferenza stampa che seguiva la separazione. D’altra parte è stata costruita proprio negli anni di Corte Lambruschini la lista di plusvalenze che ha spinto gli americani a consegnare una fetta importante di futuro proprio a lui.

Se davanti a Maggiore si piazza Kristoffer Askildsen è perché Pecini lo ha seguito per un anno e mezzo, quando ancora giocava nella Norvegia U18. Nato centrale di difesa, spostato a centrocampo, un po’ interno ed un po’ mezzala. Fa un percorso che suona come quello che potrebbe seguire Aimar Sher: presto per la Primavera a settembre, a gennaio Ranieri lo trascina in prima squadra, lo fa debuttare e lo usa come rincalzo di Silva. Calciatore di fisico, non veloce ma di corsa elegante e buona visione di gioco.

Non un Morten Thorsby, che a Genova non porta Pecini nonostante quanto si possa pensare. Anzi, fa un tentativo per strapparlo quando è all’Empoli ma poi la spuntano i blucerchiati. Semmai Thorsby, che venerdì sera sarà squalificato, è più un modello per Emil Kornvig, il danese che è stato spedito al SonderyjskE a farsi le ossa. La Scandinavia è territorio di caccia, come l’est Europa. Tipo la Polonia, di Bartosz Bereszynski come di Jakub Kiwior. Difficile si incrocino, lo spezzino ha rimediato una caviglia acciaccata con la nazionale U21. Magari la prossima volta si vedono in nazionale maggiore. Più facile vedere in campo i cugini Colley: Omar ed Ebrima. Il difensore prelevato dal Genk nel 2018, l’attaccante solo in prestito dall’Atalanta.

D’altra parte certi prospetti vanno anticipati. O li prendi quando ancora devono esplodere, oppure dopo le cifre diventano proibitive. Patrik Shick a 19 anni costava 4 milioni e a 21 fu venduto a 31 milioni; Mauro Icardi a 18 anni fu preso per 300mila euro e a venti partì per 13 milioni, giusto per rimanere in casa Pecini. Non è che comprare in campionati più poveri significhi necessariamente strappare il prezzo che vuoi.

Se David Strelec non avesse puntato i piedi per venire allo Spezia, forse sarebbe ancora allo Slovan Bratislava. “Vogliamo solo calciatori che siano convinti al 100% di giocare per lo Slovan – lo salutò un po’ freddamente il direttore del club Ivan Kmotrik -. David ha mostrato grande interesse a muoversi in Italia e non abbiamo voluto rovinare l’ambiente dello spogliatoio. Così abbiamo cercato e trovato un accordo con lo Spezia. Grazie a Strelec per quanto dato a questa maglia”.

 

 

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