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Green pass sul posto di lavoro, anche Acam e Atc si preparano: obiettivo garantire il servizio - Citta della Spezia
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Più di mille i lavoratori interessati

Green pass sul posto di lavoro, anche Acam e Atc si preparano: obiettivo garantire il servizio

C’è grande attenzione su come andranno le operazioni di ingresso al lavoro nella mattinata di venerdì 15 ottobre per milioni di lavoratori in centinaia di migliaia di aziende italiane. L’elemento dirimente sarà infatti il possesso del green pass (per avvenuta vaccinazione o grazie al tampone negativo) e oltre alle possibili code che si potrebbero verificare ai varchi d’entrata c’è anche il timore che, visti gli episodi di sabato scorso, si possano verificare disordini o forme di protesta. In città gli occhi saranno puntati in particolare sul porto (leggi qui), ma il rispetto dei protocolli e l’applicazione delle sanzioni per chi sarà sul posto di lavoro senza il certificato (dai 600 ai 1.500 euro) saranno protagonisti anche in tutte le altre realtà lavorative. Tra queste anche due “colossi” a partecipazione pubblica, come il gruppo Acam e Atc Esercizio, che insieme superano di slancio i mille lavoratori.

Per i dipendenti Acam si prospettano i controlli all’ingresso della sede di Via Picco e delle altre sedi in cui l’afflusso dei lavoratori è concentrato in un orario (anche se in azienda vige una certa elasticità rispetto all’orario di ingresso) mentre per le altre realtà (piazzali o stabilimenti) potranno essere effettuati i controlli a campione previsti dalla normativa.
In totale il nuovo provvedimento riguarda circa 700 dipendenti del gruppo Acam-Iren che operano sulla provincia spezzina ma la capillarità e la  distribuzione delle sedi sul territorio fa ritenere che non dovrebbero verificarsi code o ingorghi, con la verifica del Qr code da realizzare contestualmente con la strisciata del badge aziendale.

In Atc Esercizio le scelte di applicazione del decreto non saranno dissimili, ma, data la natura del servizio, saranno messi in campo alcuni accorgimenti per limitare il più possibile eventuali assenze impreviste di dipendenti sprovvisti di certificato verde.
“L’obiettivo – spiega a CDS il direttore generale dell’azienda, Francesco Masinelli – è prima di tutto quello di garantire il servizio pubblico all’utenza. Applicheremo le norme con buonsenso e in maniera assolutamente neutrale. Ai due principali accessi aziendali, alla Spezia e a Sarzana, verranno effettuati i controlli da parte del nostro personale verificatore tra le 6.30 e le 8 di mattina e nel primo pomeriggio, momento di inizio del secondo turno. Poiché ci sono anche gli autisti che prendono servizio nelle rispettive zone di residenza sparse nella provincia, applicheremo anche i controlli a campione a rotazione, come previsto dalla legge”.
Per il personale di linea, di officina e di biglietteria, quello più a contatto con il pubblico, i vertici di Atc hanno previsto l’obbligo di avvertire il giorno precedente nel caso in cui siano impossibilitati a presentarsi con il green pass. Un provvedimento che mira a limitare il più possibile sorprese, che in questo caso si tradurrebbero in grossi problemi sotto il profilo dell’organizzazione del lavoro.
Ma l’impegno di Atc Esercizio per non andare incontro a imprevisti non si ferma qui: l’azienda ha contatto alcune farmacie riuscendo a ottenere la “precedenza” per i dipendenti Atc nel caso in cui debbano effettuare un tampone in emergenza per potersi presentare al lavoro.
E infine un obiettivo ancora più ambizioso: allestire un hub per la somministrazione di tamponi rapidi in azienda. Una soluzione non semplice da realizzare poiché sarebbe necessaria una convenzione con una struttura sanitaria che possa anche mettere a disposizione il personale. E sino a ora la ricerca non ha dato buoni frutti.

Quale possa essere l’incidenza dei dipendenti di Acam e Atc non vaccinati, che quindi dovranno sottoporsi con una certa regolarità ai test rapidi per poter andare a lavorare e non rischiare una multa salata, non è chiaro. Si parla da tempo di qualche decina di lavoratori no vax nelle due aziende, ma è possibile che la percentuale rispetti semplicemente l’andamento nazionale attestandosi intorno al 20 per cento, superando così le 200 persone su un migliaio di individui.

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