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Green pass nei porti: "Il problema è il controllo, in particolare nella catena del subappalto" - Citta della Spezia
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Green pass nei porti: “Il problema è il controllo, in particolare nella catena del subappalto”

Mentre a Trieste è scoppiata la protesta dei lavoratori decisi a scioperare se non sarà tolto l'obbligo per tutti i lavoratori, a Genova il personale sprovvisto di vaccino all'interno del porto genovese è stimato intorno al 20%. Alla Spezia i due momenti "delicati" alle 8 e alle 14 e, vista la situazione, non si possono escludere code e disagi.

Autotrasportatori in coda al varco degli Stagnoni

Il Coordinamento dei Lavoratori Portuali di Trieste lo ha detto chiaro e tondo: il giorno 15 ottobre, quello che darà il via all’applicazione del Green pass obbligatorio, ci sarà il blocco delle operazioni all’interno dei porti di Trieste e Monfalcone. Dopo giorni di battaglie con l’Autorità portuale dello scalo friulano e la Prefettura non solo affinché i tamponi venissero forniti gratuitamente, ma anche perché venga del tutto abrogato l’obbligo di esibire la certificazione verde per recarsi al lavoro, il “no” al green pass è stato ribadito anche nelle ultime ore nonostante la mediazione del presidente dell’Authority Zeno D’Agostino, che dopo un serrato dialogo con l’ente governativo territoriale era riuscito ad ottenere quello che i lavoratori e le lavoratrici chiedevano da mesi: tamponi del tutto gratuiti per ottenere il green pass. Ora la decisione del governo di invitare le aziende a fornire test gratuiti ai lavoratori portuali italiani potrebbe costituire una sorta di “precedente”, ma proprio da Trieste il Coordinamento dei Lavoratori non ci sta e non ci sarà accordo fino a quando non sarà tolto l’obbligo del green pass per lavorare, non solo per i lavoratori del porto ma per tutte le categorie di lavoratori”. A Genova sindacati e aziende del porto a confronto per trovare soluzioni. Il personale sprovvisto di vaccino all’interno del porto genovese è stimato intorno al 20%, un dato che tradotto in termini di defezioni potrebbe inficiare e di molto le operazioni in porto e avere ripercussioni anche sulla logistica e sulle attività dirette sulle navi”. Oggi si valuterà la congruità delle condizioni a proposito della richiesta alle aziende di sostenere il costo dei tamponi per gli operatori.

L’ORDINANZA DELL’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE 

E alla Spezia? Premesso che c’è ancora tanta confusione e moltissimi dubbi sulle normative da rispettare dal 15 ottobre. Il Green Pass day si avvicina ma ci sono ancora molti punti interrogativi e l’impressione è che il Governo si sia concentrato sul pubblico, definendo ed emanando le linee guida che lo regoleranno, molto meno sul privato. Ricordiamo che il mancato possesso e/o esibizione della certificazione verde è punito con la sanzione da 600 a 1.500 euro, raddoppiata in caso di recidiva. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale in un’ordinanza in vigore sino al 31 dicembre 2021 individua nell’area di calata Artom limitrofa al varco portuale del Canaletto, come la fermata delle auto preposta per verificare i certificati Green Pass del personale che accede allo scalo mercantile. “Nell’area anzidetta e in prospicienza del varco portuale e del Canaletto verranno posizionate due strutture di protezione per gli operatori. Qui è vietato la sosta e il deposito di materiali ed è prevista la rimozione forzata di eventuali mezzi che occupano abusivamente l’area. I mezzi che occuperanno abusivamente i parcheggi riservati saranno oggetto di rimozione d’ufficio a spese degli interessati, salva applicazione delle sanzioni previste dalla vigente normativa”.

MONDO AUTOTRASPORTO

“Alle ditte associate abbiamo mandato un elenco di informazioni necessarie e di modalità di accesso, oltre al modulo di delega per il controllo della validità, il registro dei controlli, il verbale di accertamento delle violazioni.- spiega Nicola Carozza, di Confartigianato Trasporti -. L’impressione è che gli imprenditori vogliano il greenpass perché hanno assoluto bisogno di lavorare. Il problema semmai è il controllo, in particolare nella catena del subapalto. L’importante è che il metodo utilizzato sia credibile e accertabile ma mentre l’imprenditore può controllare i “padroncini” che lavorano per lui, è il porto che deve controllare gli accessi”. Quando cioè i container entrano nello scalo serve una persona che oltre ai documenti consueti faccia lo stesso col green pass con il rischio di dilatare i tempi che, nel mondo della logistica, non sono tutto ma quasi. Il tutto al netto del fatto che la legge è chiara e gli autotrasportatori che non vorranno seguirla se ne prenderanno la responsabilità. “Abbiamo chiesto di fare un punto di ascolto al centro vaccinale in cui gli operatori possono spiegare i pro e i contro della vaccinazione: a quel punto l’interessato potrà decidere il suo destino” – aggiunge Carozza. Venerdì 15 ottobre sarà dunque il giorno X e, in particolare, due momenti della giornata saranno osservati speciali. Intorno alle 8 del mattino quando agli autotrasportatori arrivati nella notte si aprirà il varco d’ingresso dagli Stagnoni e dopo le 14 per la tranche del mattino e, vista la situazione, non si possono escludere code e disagi che peraltro sono acuiti dai lavori in corso sulla bretella per Santo Stefano: la Salt è impegnata al momento con un cantiere nella galleria Fresonara e sucessivamente si procederà ad una sola carreggiata unica con chiusura parziale sino al 20 dicembre che potrebbe rendere ancor più complicato l’ingresso/uscita in città, specialmente negli orari in cui i lavoratori “staccano” e devono ritornare a casa, usando il raccordo.

LE RICADUTE SU SCALA NAZIONALE

Il green pass riverserà sulla testa delle imprese italiane di autotrasporto più di 70 milioni al giorno. Questa la previsione minima formulata da Trasportounito che ha individuato anche le cause di questi maggiori costi, destinati a determinare un ulteriore elemento di crisi del settore. Fattori di costo che deriveranno dalla mancata produttività degli autisti che non saranno più impiegabili (e non sostituibili per carenza di personale). Secondo Maurizio
Longo, segretario generale di Trasportounito, mancheranno all’appello circa 80.000 conducenti distribuiti su 98.000 imprese iscritte all’albo; ciò determinerà ritardi delle consegne, circa 320.000 ore/giorno in più rispetto allo standard giornaliero senza per ora calcolare l’incognita costituita dalla fluidità nei collegamenti stradali e intermodali o dai costi derivanti dalle necessarie procedure di riprogrammazione, amministrazione burocratica e della gestione logistica.

 

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