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Ammiraglio Lazio via dopo cinque anni. Il successore Ribuffo alle istituzioni: “Lavorare insieme per servire il Paese” fotogallery video

Dopo quasi cinque anni dal suo arrivo in riva al Golfo, l’ammiraglio Giorgio Lazio lascia il testimone al parigrado Pierpaolo Ribuffo consegnando nelle sue mani la guida del Comando marittimo Nord. Una permanenza alla Spezia assai lunga, quell’ufficiale trevigiano: nel dicembre 2016, all’atto dell’insediamento al posto dell’ammiraglio Roberto Camerini, erano in tanti a ritenere che poco dopo Lazio sarebbe ritornato al comando di progetti e missioni internazionali, palcoscenico che lo ha visto protagonista per quasi un ventennio della carriera. Il destino e le necessità della forza armata hanno voluto diversamente, portando l’ammiraglio verso il collocamento a riposo direttamente dal suo incarico al vertice del Comando Nord. Cinque anni complicati, conclusi “in bellezza” dal biennio Covid.

Questa mattina, nel corso della cerimonia del passaggio di consegne tra il comandante uscente e il collega che ne prenderà il posto, Lazio e Ribuffo si sono avvicendati di fronte alle massime autorità civili e militari e, come da prassi, sono stati introdotti e accompagnati dal capo di stato maggiore della Marina militare, l’ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone. Nel suo discorso Lazio, in procinto di lasciare, ha tracciato un bilancio dei cinque anni di attività, con tanto di sottolineature e riferimento a concetti che ha approfondito con la stampa a margine: tra questi la carenza di risorse umane e finanziarie con la quale si è trovato a fare i conti a più riprese nel corso dell’opera di riorganizzazione strutturale e logistica della base spezzina. Un appunto rivolto alla politica nazionale, mentre agli esponenti locali Lazio ha consegnato il rammarico per un rapporto con il territorio che non è stato proficuo come avrebbe voluto. Al successore Ribuffo l’ammiraglio Lazio ha rivolto un poderoso in bocca al lupo, ma si è anche messo a disposizione per proseguire con nuove vesti il ruolo di cerniera tra la Marina e la città, visto che presto andrà al comando della Fondazione Tender to Nave Italia, ente benefico che ha sede a Genova e che opera in maniera prevalente alla Spezia.

Più istituzionale il saluto dell’ammiraglio Ribuffo, che ha iniziato le visite ai rappresentanti istituzionali locali in questi giorni. Nel suo passato, come per moltissimi ufficiali di Marina, è già comparso un incarico alla Spezia: in questo caso si è trattato del comando di Nave Libeccio.
“Ho piena consapevolezza della responsabilità che mi attende”, ha dichiarato facendo riferimento sia all’ammodernamento della flotta che al rapporto con il territorio. “Sarò esigente, prima di tutto con me stesso”, ha aggiunto, e rivolto alle istituzioni ha invitato a lavorare insieme: “è il miglior modo per servire il Paese“.

L’ultimo intervento dal palco è stato quello del “capo”, l’ammiraglio di squadra Cavo Dragone, che, come spesso accade nei suoi interventi, ha esordito omaggiando la città e il territorio che ospita la Marina.
“La Spezia è una città che incarna le caratteristiche che Marina militare cerca di promuovere e disseminare in tutte le audience. La marittimità è spinta e ci sono stakeholder che operano a 360 gradi, dal traffico merci al trasporto di tipo turistico, oltre al polo cantieristico navale e nautico e ai centri di ricerca”. Parlando dei cinque anni di reggenza dell’ammiraglio Lazio: “Ha dimostrato di saper conseguire risultati di cui andiamo fieri e ha indicato la via per portare a termine ciò che gli era stato richiesto”. Sul neo comandante Ribuffo: “All’accademia di Livorno ha ottenuto grandi risultati, non solo sotto il punto di vista formativo, ma anche dei col territorio. Ci sono grandi aspettative per il suo nuovo incarico”, ha concluso il capo di stato maggiore della Marina.

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