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Una mazzata per centinaia di automobilisti

Il metano per auto sfonda il tetto dei 2 euro anche in provincia della Spezia

Ad Arcola si arriva a 2,199 euro per chilo, alla Spezia e Sarzana siamo a 1,399 euro. Il carburante economico per definizione gravato da "aumenti continui del prezzo della materia prima da ottobre 2020 a oggi, toccando cifre record superiori del 600%", spiega Federmetano.

Un duro colpo per gli automobilisti a gas naturale. Il metano per auto segnala aumenti importanti al distributore in tutta Italia e anche in provincia della Spezia sfonda il tetto dei 2 euro al chilogrammo. Uno shock per molti utente del CNG, il gas compresso che viene conservato nei serbatoi delle auto che sfruttano questo tipo di carburante. Basti pensare che, solo un anno fa, questo era arrivato a superare quota 1 euro. Garantendo un risparmio che è da sempre la “cifra” di questo tipo di scelta, oltre ad emissioni generalmente più basse rispetto agli omologhi a benzina e gasolio. Un risparmio minato dal raddoppio del costo in pochi mesi.

Della manciata di distributori in provincia della Spezia, è quello di Arcola a segnare i rialzi più decisi. Secondo le rilevazioni di Osservaprezzi Carburanti del Ministero dello sviluppo economico, qui si arriva a pagare il metano fino 2,199 euro per chilo. Alla Spezia si raggiungono per adesso 1,399 euro/kg come a Sarzana, mentre a Bolano si toccava 1,259 euro al chilogrammo qualche giorno fa. “Valori senza precedenti”, era il commento di Federmetano, l’associazione di categoria dei distributori di gas metano per auto in Italia.

“La liberalizzazione del mercato del gas dai primi anni 2000 ha fatto sì che tale mercato sia soggetto a logiche di tipo finanziario, che agiscono a livello mondiale e che inevitabilmente incidono sulla quotazione del prezzo della materia prima e di conseguenza sul prezzo finale del prodotto. Dopo alcuni cali di prezzo occorsi da aprile 2020, causati inizialmente dalla pandemia mondiale, si sono verificati aumenti continui del prezzo della materia prima da ottobre 2020 a oggi, toccando cifre record superiori del 600%”, spiega l’associazione con una nota.

Tra gli elementi che incidono sul prezzo finale: bassi livelli di stoccaggio nei siti europei dovuti a un inverno di lunga durata, ripresa dell’economia asiatica con grande richiesta di energia, forniture di GNL via nave dirottate verso l’Asia e in generale verso mercati disposti a pagare di più, tagli di forniture verso l’Europa dalla Russia a causa di manutenzioni programmate e ritardi nelle autorizzazioni a esercire nuovi metanodotti di importazione. Il consumo di CNG del 1° semestre 2021, secondo Federmetano, ha mostrato una crescita del 13% rispetto al semestre 2020.

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