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"serviva aggiornamento mappe"

“Calo residenti legato a servizi e lavoro, non a necessità nuove costruzioni”

Arianna Bucci, consigliere comunale del Gruppo misto a Lerici, interviene sul recente passaggio in aula della revisione del Puc: "Un intervento del tutto tardivo".

Arianna Bucci

“Fra i punti all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio c’era l’aggiornamento del Piano Urbanistico Comunale (PUC) con la votazione della relativa variante su cui mi si sono astenuta per i motivi che seguono: l’intervento consente di limitare l’applicazione della Legge Regionale 49/09, il Piano Casa. Per quando io ritenga l’intento senz’altro lodevole e condivida, nella sostanza, i vincoli inseriti, tuttavia ritengo che l’intervento del tutto tardivo”. Così in una nota Arianna Bucci, consigliere comunale di opposizione a Lerici, Gruppo misto. “Nel corso degli scorsi anni l’Amministrazione si è più volte dichiarata favorevole al Piano Casa – prosegue -, che è stato applicato in maniera esaustiva in tutto il territorio. Parliamo di 6 anni durante di interventi realizzati e diritti acquisiti, rispetto a cui questa variante non avrà alcun effetto. Inoltre, ho potuto constatare anche come le Mappe relative al rischio idrogeologica, dell’Autorità di Bacino, non sono aggiornate: zone conosciute a tutti come fragili e soggette in questi anni a fenomeni franosi (si pensi alla zona della Lama o all’Eco del mare), nelle carte risultano a basso rischio! Prima di adottare misure, senz’altro, ripeto, lodevoli negli intenti, credo fosse necessario ovviare al problema, provvedendo ad un aggiornamento autonomo delle mappe oppure all’utilizzo di studi di questo tipo, finanziati con l’utilizzo di soldi pubblici e realizzati nel recente passato e che, per quanto risalenti a qualche anno fa, sono ben più aggiornati delle attuali caratterizzazioni”.

“Altro punto che non condivido della Relazione allegata alla proposta – conclude Bucci – è la correlazione fra il tema del calo dei residenti e la necessità di nuove costruzioni. Credo che il calo di residenti sia piuttosto legato alla mancata creazione di condizioni di lavoro e all’impoverimento, costante, dei servizi, sia individuali che collettivi. Fermo restando che il nostro è un territorio che ha pagato caro il prezzo dell’eccessiva urbanizzazione e abbisogna di una legge urbanistica di salvaguardia che punti alle ristrutturazioni edilizie e al recupero dell’esistente, senza nuovo consumo di suolo in nome, appunto, della residenzialità. Un PUC che sia di partecipato, che renda protagonisti i cittadini e le loro esigenze reali, che si svincoli dalla logica degli oneri di urbanizzazione e veda nella salvaguardia dell’ambiente una prospettiva e non un limite”.

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