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Sanità, le sigle: “Carenza di infermieri insostenibile, non solo al Pronto soccorso pediatrico”

I rappresentanti di Nursind, Anaao, Fp Cgil e Uil Fpl hanno chiesto un dietro front ad Asl 5, ma sostengono serva un cambio di passo straordinario su tutta la linea. Melley propone un documento unitario contro la riorganizzazione.

Dai problemi del Pronto soccorso pediatrico alla cronica carenza di personale della sanità spezzina il passo è breve. Nel corso dell’audizione dei sindacati che è andata online nel pomeriggio quale seduta della IV commissione consiliare si è infatti ripreso a parlare della riorganizzazione del Pronto soccorso dedicato ai bambini, che prende le mosse proprio dalla necessità di tappare buchi di personale, ma i rappresentanti delle sigle hanno finito col ribadire tutte le criticità strutturali, organizzative e di organico che fanno della sanità spezzina la cenerentola della Liguria. Protagonisti dell’incontro presieduto da Oscar Teja sono stati i rappresentanti sindacali di Nursind, Assunta Chiocca, di Anaao, Michela Ardini, di Cgil, Daniele Lombardo, e di Uil, Massimo Bagaglia.

A stimolare una nuova discussione sul tema è stato il capogruppo di Leali a Spezia, Guido Melley, che si è detto poco convinto dalla posizione espressa da Asl in precedenza.
“Questa problematica – ha esordito Chiocca – è sentita sia all’esterno che all’interno dell’ospedale. Diciamo che siamo partiti male. La direttrice sanitaria Franca Martelli ha spiegato che la chiusura notturna del Pronto soccorso pediatrico era stata fatta per recuperare infermieri per far fronte alle vaccinazioni, che erano la priorità. Questo preoccupa perché quando si potevano assumere infermieri non è stato fatto, a discapito dei lavoratori e della cittadinanza. Oggi gli accessi dei bambini sono ritornati a salire, siamo al 120 per cento, perché le persone non hanno più paura di venire in ospedale. Per visite, esami e prelievi ai bambini servono spesso due infermieri, che al Pronto soccorso ordinario vengono impegnati magari a fronte di codici rossi importanti”. Dopo un valzer di numeri e turni iniziato il giugno scorso dal primo ottobre in Pediatria ci sarà un nuovo rimescolamento delle carte. “Siamo in attesa di formare le ostetriche affinché possa essere assorbito il nido, liberando gli infermieri che potranno essere impiegati nelle strutture dell’area infantile. Non va bene così: ci sono orari di lavoro ma anche condizioni insostenibili”.
Il quadro tracciato dalla segretaria del Nursind è a tinte fosche, ma è nulla se paragonato a quello della collega Ardini di Anaao: “Quello del Pronto soccorso pediatrico è solo un esempio. Ce ne sono molti e non c’è più rispetto del margine di sicurezza per gestire una materia delicata come la salute. Il servizio è stato snaturato e squalificato come se fosse la produzione in serie di bulloni. Non solo è difficilissimo avere un rapporto umano con i pazienti, ma in situazioni di urgenza non si riesce a far fronte al meglio ai problemi per la mancanza di personale. Di recente è accaduto che, non essendoci anestesisti, si sia chiusa Terapia intensiva al San Bartolomeo a favore del Sant’Andrea, dove però non si può fare la divisione Covid sporco-pulito in maniera ottimale. La situazione è drammatica, fuori controllo: non può essere più sanata con interventi di routine. Asl, Regione e sindaco capiscano che serve un mandato straordinario per la sanità spezzina, non basta un intervento ordinario. Qualcosa è stato fatto in termini di assunzioni ma così non si può procedere”.
Il segretario della Fp Cgil Lombardo ha insistito: “I problemi che avevamo paventato a giugno al momento della comunicazione del depotenziamento del personale infermieristico nel reparto e nel Pronto soccorso si sono puntualmente verificati nel corso dell’estate. La direttrice sanitaria dice che questa decisione è in linea con quanto previsto per un Dea di primo livello e che la situazione è stata analizzata nello specifico reparto. Però a oggi c’è di fatto una marcia indietro da parte di Asl, che in Pediatria sta ritornando a livelli di personale precedenti alla stagione estiva, di fatto ammettendo l’errore”.
“Il comune denominatore delle richieste dei lavoratori e degli utenti è la sicurezza. Viene proposta la chiusura di un piano e il trasferimento in un altro allo scoccare delle 20, ma in sanità non si può garantire sicurezza in questo modo – ha aggiunto Bagaglia, di Uil Fpl -. Parrebbe, e il condizionale è d’obbligo perché non c’è stato nessun tavolo di confronto ma solo comunicazioni unilaterali, che si sia alle soglie di un dietro front. Quel che è certo è che per la Uil bisogna ritornare a dare tranquillità agli operatori sanitari e di conseguenza ai piccoli pazienti. Bisogna rivedere questo depotenziamento”.

Melley ha chiesto all’assessore alla Salute, Filippo Ivani, collegato e in ascolto, di spiegare “a quale partita sta giocando il Comune”? Da parte del rappresentante della giunta non ci sono state prese di posizione, ma il ringraziamento nei confronti dei sindacati per aver espresso le proprie considerazioni, che, ha promesso, verranno portate a conoscenza dei vertici Asl. Sempre da parte del leader di Leali a Spezia è giunta la proposta di stendere un documento unitario per dire ad Asl che così la riorganizzazione del Pronto soccorso pediatrico non va bene. Un invito che la commissione valuterà nei prossimi giorni, come ha spiegato Teja.
Nel finale, però, ancora la parola ai sindacati. E Ardini, in particolare, è ritornata sulle problematiche relative alle assunzioni: “Non possiamo accettare che si prosegua perseguendo un turn over in pari, se mancano più di centro operatori all’appello. Rimarremmo comunque sempre in carenza. La cosa incredibile, però, è che i numeri continuano a scendere perché i professionisti scappano dalla Spezia, dove la situazione ospedaliera è tutto fuorché attrattiva”.

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