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Via a Seafuture, per quattro giorni l'arsenale è vetrina del comparto marittimo e militare italiano - Citta della Spezia
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Il primo giorno

Via a Seafuture, per quattro giorni l’arsenale è vetrina del comparto marittimo e militare italiano fotogallery video

Questa mattina ha aperto i battenti l'edizione 2021 della rassegna organizzata da Italian blue growth e Marina militare e sostenuta da grandi gruppi come Fincantieri, Leonardo, Mbda e Naviris. Al taglio del nastro erano presenti anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini e il capo di stato maggiore della Marina, l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.

In un contesto mondiale sicuramente imprevedibile solamente un paio di anni fa, Seafuture ha aperto i battenti all’interno dell’arsenale militare spezzino. I protocolli anti-Covid hanno complicato non poco la vita degli organizzatori (e in parte quella dei partecipanti) ma quello che ha contato davvero per tutti è stato poter riprendere da dove si era interrotto, partecipando alla business convention biennale sull’economia del mare e sul comparto militare che avrebbe dovuto svolgersi nel 2020. Dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, al “capo” della Marina italiana Giuseppe Cavo Dragone, alle Marine militari di altri Paesi, sino, soprattutto, alle decine e decine di imprese: tutti attendevano il taglio del nastro di questa mattina.

Con un Lorenzo Forcieri, presidente del Distretto ligure delle tecnologie marine, nell’inedita veste di cerimoniere, ad accogliere le autorità, gli espositori e i visitatori è stato il discorso del sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini: “Non dobbiamo mai cadere nell’errore di pensare che l’avanzamento ingegneristico militare e gli investimenti fatti sul comparto della Difesa non abbiano avuto e non abbiano ricadute fondamentali sui settori civili ad essa collegati. Le istituzioni hanno il dovere di spiegare proprio questo, la catena dei benefici che ricade su tutto un territorio nel momento in cui risorse importanti sono sbloccate nella ricerca e nello sviluppo, e accompagnare in modo coerente ed armonico quei cambiamenti”, ha detto il primo cittadino dopo aver ringraziato organizzatori e istituzioni. L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Andrea Benveduti, in sostituzione del presidente Toti, ha fatto riferimento al Salone nautico di Genova appena concluso, sostenendo come quella del militare possa essere la seconda gamba della blue economy ligure insieme alla nautica, che in buona parte ha gli stabilimenti proprio nella provincia spezzina.
La presidente di Italian blue growth Cristiana Pagni, presentata come “anima della manifestazione” ha sottolineato come “l’Italia stia riprendendo a correre, anche prima di altri, e lo sta facendo ripartendo dalla blue economy, che nel nostro Paese rappresenta 200mila imprese e di queste una su dieci è capitanata da un under 35. Oggi vogliamo dare una vetrina a questa Italia, senza dimenticare l’insegnamento to be green think blue”.

“Sono particolarmente fiero della grande partecipazione di tante Marine straniere amiche e di tante aziende. Seafuture è la prima occasione per vederci e ripartire dopo un anno e mezzo di grandi difficoltà, e non a caso lo facciamo parlando di mare, una risorsa da intendere sotto il profilo militare, diplomatico, dell’industria, del commercio e del mondo accademico. Il mare è un elemento fondamentale, e lo è in maniera trasversale. In questo senso dobbiamo lavorare in maniera coordinata – ha aggiunto Cavo Dragone, capo di stato maggiore della Marina militare dal palco che ha accolto gli interventi di apertura della rassegna -. Nel futuro ci saranno sfide antiche e nuove. La terna pace – crisi – conflitto è stata sostituita da confronto – crisi – conflitto. Non c’è più una condizione di pace totale. Bisogna sempre interfacciarsi con l’altro. Per questo è importantissimo l’elemento marittimo: non possiamo derogare dall’attenzione strategica e dalla protezione degli interessi nazionali che ci sono state richieste nell’area di tutto il Mediterraneo, di recente con particolare riferimento alla zona orientale”, ha concluso l’ammiraglio.
Un riconoscimento all’organizzazione anche da parte del ministro Guerini: “Le difficoltà che ha comportato l’organizzazione di questa edizione di Seafuture, dopo un anno e mezzo di pandemia, dimostra la spinta e la voglia di ripartenza del nostro Paese. Qua ci sono i fattori centrali della nostra sicurezza e della crescita dell’Italia. È significativo che questo messaggio venga da una realtà legata al mare che per la nostra nazione è legame, occasione di incontro e conoscenza, con gli altri popoli. Si parla di secolo blu – ha proseguito il ministro – e indubbiamente il mare è anche via di comunicazione, patrimonio ecologico e riserva alimentare. È un bene comune dell’umanità, strumento di influenza tra Paesi lontani. Oggi è al centro delle contese geopolitiche, anche tecnologiche e industriali. Ma anche il mantenimento della nostra area di preminente interesse strategico per la difesa degli interessi naturali non può prescindere dal controllo della risorsa marina, sempre nell’ottica della collaborazione con altre realtà. Le Fremm sono un esempio concreto della validità delle sinergie industriali ma anche di politiche di investimento mirate e di lungo periodo. L’industria della difesa italiana è una delle più competitive del panorama internazionale: ci garantisce sicurezza e protezione ma ha anche un effetto trainante sull’economia nazionale. Dobbiamo andare avanti per la nostra sicurezza ma anche per essere protagonisti nello scenario mondiale”.
A impreziosire la cerimonia di apertura lo scenografico lancio dei paracadutisti del Comsubin ammarati con il tricolore davanti alle autorità.

Nel corso della giornata si sono poi svolti conferenze, workshop e incontri b2b tra cui il panel organizzato dalla Marina militare e da Occar “Challenges and Opportunities in the wider Mediterranean: the Italian Navy’s perspective”. Nel pomeriggio, su nave Vespucci ormeggiata a cornice della manifestazione, si sono tenuti incontri bilaterali tra l’ammiraglio Cavo Dragone e i rappresentanti di alcune Marine estere. Storica la firma della nota di accesso del Camerun nel Virtual Regional Maritime Traffic Centre & Trans Regional Maritime Network: una rete che consente la condivisione delle informazioni a supporto delle operazioni marittime ottimizzando in concreto il dialogo e la cooperazione di chi è chiamato a svolgere attività di sorveglianza in mare.
Altro evento di grande rilevanza è la firma dell’accordo di collaborazione tra la Marina Militare e il Circolo Fratelli Bonaldi – Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima – Cesmar. E’ un atto che ne sancisce la stretta collaborazione al fine di diffondere il pensiero marittimo nazionale e la dottrina marittima geopolitica e strategica promuovendone lo sviluppo e gli studi. Gli indirizzi perseguiti dal Cesmar rientrano negli obiettivi della Forza Armata ponendosi quale riferimento per studenti e ricercatori nel campo della strategia marittima.
I workshop continueranno anche nei giorni successivi: nella giornata di mercoledì 29 settembre l’Istituto idrografico della Marina Militare dalle 9 organizza un panel al quale parteciperanno rappresentanti di diversi servizi idrografici di altre nazioni, principalmente mediterranei, e le maggiori industrie leader del settore. Il workshop si svilupperà in due sessioni, una mattinale con presentazioni dedicate da parte delle ditte, e nel pomeriggio una parte pratica con mezzi manned ed unmanned. Nella sala 1, dalle 9.30, la giornata dell’industria e dalle 14.30 un panel sul dominio subacqueo organizzato dal segretariato generale della Difesa.

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