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Limiti ad ampliamenti e spostamenti per un Piano casa a misura di Lerici - Citta della Spezia
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Limiti ad ampliamenti e spostamenti per un Piano casa a misura di Lerici

Giovedì in consiglio la proposta di inserimento della Legge regionale nel Puc, in modo da adeguarne l'applicazione ai lineamenti del territorio comunale.

Piano casa, Lerici, perimetri di origine e destinazione (dalla relazione che andrà in consiglio il 30/9/2021)

Procede l’iter per la revisione del Piano urbanistico comunale di Lerici, un percorso che, rallentato dalla pandemia, ora si è rimesso in moto affrontando come primo punto la regolazione dell’applicazione del Piano casa nel territorio lericino. La pratica è stata affrontata stamani in Commissione territorio e ambiente, presenti l’architetto Doriano Lucchesini (occupatosi della pianificazione territoriale lericina) e l’architetto Caterina Marmori, componente del gruppo che ha messo nero su bianco la proposta di declinazione nel Puc della Legge 49/2009, una norma – introdotta dodici anni fa e diventata elemento permanente della pianificazione nel 2015 – che, come noto, consente di intervenire su immobili in determinate condizioni (quali la collocazione in zone a rischio idrogeologico) per ricomporne altrove i volumi. L’armonizzazione lericina del Piano casa prevede, tra i vari punti, la definizione dei perimetri di origine e destinazione delle delocalizzazioni. In particolare, si definiscono sette zone di partenza e ‘atterraggio’ (nell’immagine): Lerici, San Terenzo, Versanti San Terenzo, Versanti Lerici, Versanti Tellaro, Muggiano e Guercio; gli spostamenti quindi restano all’interno del perimetro di partenza. Toccato anche l’aspetto dell’esclusione di determinate zone dall’applicabilità del Piano, andando a riprendere quelle già previste dall’articolo 3 della legge ma specificandole in relazione alla struttura normativa del Puc; niente Piano casa per centri storici, zone di conservazione, area Parco, aree non insediabili, distretti di trasformazione.

E ancora, le delocalizzazioni sono consentite soltanto per ragioni di rischio idrogeologico o idraulico o di criticità statico-strutturali. C’è quindi il tema degli ampliamenti consentiti nello spostamento del volume: in chiave lericina, il più 35 per cento volumetrico consentito dalla norma lo si applica solo a un massimo di mille metri cubi iniziali, per impedire ampliamenti di una certa imponenza in caso di beni di partenza dalle volumetrie sostanziose. Cesellati anche i limiti ai cambiamenti di destinazione d’uso. Ulteriore punto riguarda le premialità in termini volumetrici ottenibili andando a operare, nell’ambito della delocalizzazione e ricomposizione, interventi di efficientamento energetico e miglioramento sismico, con i primi che, sul fronte lericino, vanno a recuperare maggior peso rispetto alla norma regionale.

La pratica sarà discussa in consiglio comunale dopodomani, giovedì 30 dicembre. Atteso l’ok dell’aula, dopo il quale ci saranno 45 giorni di tempo per le osservazioni. Alla Commissione di stamani, oltre i menzionati professionisti, hanno preso parte il sindaco Paoletti, il vice sindaco Russo, l’assessore Gianstefani, il presidente Crocini, i consiglieri Agnellini, Bucci, Nebbia Colomba.

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