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"fiumaretta come berlino est"

Ameglia al voto, post al veleno fra De Ranieri e Galazzo

Nelle sue parole di commiato il sindaco uscente ha parlato di "una cappa di tristezza e oppressione che oscurava Ameglia", la replica del candidato del centrosinistra e suo predecessore: "L'ho anche difeso da chi gli ha dato tutte le colpe per le inefficienze degli ultimi anni".

Comune di Ameglia

In una campagna elettorale senza grossi sussulti, priva di un incontro pubblico fra i candidati e con poche poche occasioni di confronto, un po’ di pepe sul dibattito politico amegliese lo hanno messo nelle scorse ore il sindaco uscente De Ranieri e il candidato – e suo predecessore – Umberto Galazzo. Ad accendere la miccia è stato l’esponente della coalizione arancione, con un lungo post di fine mandato pubblicato su Facebook, nel quale non ha risparmiato attacchi nemmeno troppo velati all’aspirante sindaco del centrosinistra, che replicando ha tirato in ballo anche eventuali strascichi.

“I primi anni sono stati durissimi – ha ricordato De Ranieri iniziando un lungo elenco di questioni affrontate e cose fatte – i problemi economici lasciati da Galazzo erano soverchianti. Fiumaretta è la frazione di cui vado più orgoglioso, 7 anni fa sembrava Berlino Est, oggi è viva e ordinata. Bocca di Magra è stata  portata al nostro tempo, Montemarcello è divenuto la vetrina del Comune da Cenerentola che era in passato. Il Cafaggio ha visto numerosi interventi per la sicurezza dei pedoni e per migliorarne la vivibilità. Infine su Ameglia ho dedicato gran parte delle risorse comunali per un progetto di recupero delle mura storiche che darà nuovo lustro alla sua storia e nuovi spazi ai cittadini. Se ripartissi oggi come fosse il 2014 penso che farei sicuramente meglio, se guardo indietro posso affermare però che la persona che ero non è la persona che sono oggi e che tutto ciò che ho fatto è stato fatto al meglio delle condizioni del momento. Sono cresciuto molto e ho imparato molto. Adesso è il momento di dedicarmi alla mia famiglia e al mio lavoro, ma continuerò anche con l’attività politica, alcuni miei compagni di viaggio sono candidati con Mauro Ciri e spero che vengano rieletti, come spero che sia lui il prossimo Sindaco del paese, tornare indietro di 7 anni sarebbe angosciante per tutti. Lascio sulla scrivania dell’ufficio la fascia da Sindaco con a fianco la Costituzione, vera guida e faro della nostra Repubblica democratica e civile”.

Frasi alle quali ieri ha replicato lo stesso Galazzo che non ha esitato a parlare di “numerose bugie” rispondendo punto per punto e aggiungendo: “Intanto “i problemi economici soverchianti” lasciatigli in eredità semplicemente non esistono. Verrebbe da dire che se è vero che solo chi non fa non sbaglia mai, nel caso dell’amministrazione uscente vale il principio contrario in base al quale pur non avendo fatto nulla ha sbagliato tutto. Per il resto non vale neanche la pena di controbattere a chi è convinto che Fiumaretta prima fosse una Berlino Est e che tutte le altre frazioni sono grazie a lui migliorate. Voglio però riconoscere a De Ranieri che è coerente. Ha utilizzato tutto il suo mandato per attaccarmi, offendermi e denigrarmi e così ha fatto nel suo post di commiato da Sindaco. In effetti durante il suo mandato si è quasi esclusivamente dedicato a distruggere tutto quello che avevamo fatto nei 10 anni dei miei due mandati. Magari poteva evitare di mettere la foto della fascia e della Costituzione. E pensare che io ho cercato più volte pubblicamente di difenderlo da quanti da un bel po’ di tempo a questa parte – e specialmente oggi in campagna elettorale – nel suo schieramento danno ingiustamente e scorrettamente a lui tutte le colpe delle evidenti inefficienze degli ultimi anni. Tra questi anche tanti suoi ex colleghi di Giunta che hanno messo mi piace al suo post. Insomma, aveva modo di chiudere da Sindaco e ha scelto per l’ennesima volta di parlare come uomo di parte. Anche in questo è stato coerente”.

Galazzo ha poi concluso: “Dell’accusa di “clienteralismo” ne parliamo poi in altre sedi”, rispondendo a De Ranieri il quale aveva scritto di una “sfida lanciata alla gente di rompere il clientelarismo e la cappa di tristezza e oppressione che oscurava Ameglia”.