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L'intervista

“Digitalizzare e pensarsi una cosa sola, solo così il turismo farà il salto”

Archiviata una stagione di passaggio, è il momento di guardare oltre. L'assessore Frijia: "Oltre agli idrovolanti, fra storia e trekking nuovi percorsi e attrazioni pronte nel 2022: "Ecco perchè i nostri competitor sono le città lacustri e di montagna".

Maria Grazia Frijia

“Non dobbiamo dimenticare che la Spezia che conosciamo non nasce con la vocazione turistica a differenza di Lerici, Porto Venere o Sarzana. E’ nel giro degli ultimi dieci anni che le cose sono cambiate perché quando ero ragazza la battuta di Dario Vergassola sulle luci del bancomat era assolutamente veriteria. Ci vedevamo in Piazza Verdi solo come appuntamento e poi ce ne andavamo”. Parole ‘amarcord’ quelle di Maria Grazia Frijia, assessore al turismo del Comune della Spezia, che Città della Spezia interpella proprio nei giorni in cui la stagione estiva va convenzionalmente in archivio. Aspettando i dati aggregati dei flussi dell’Osservatorio regionale, è tempo di bilanci e prospettive, nella piena consapevolezza che se quella del 2021 è annoverabile come un’estate di passaggio, la prossima potrà essere quella della vera e propria ripartenza.

Ma ripartire da cosa?

“Dobbiamo essere pronti a calarci nella parte. La digitalizzazione è un processo appena iniziato che si deve portare avanti. Oggi il turismo sta raggiungendo i livelli di altri settori produttivi. Crea posti di lavoro, crea prospettive e soprattutto mette in collegamento tanti settori. Il cambiamento culturale, quello della mentalità, è la base di partenza, un traguardo da conquistare nel tempo. Erogare servizi, costruire esperienze, condividere progetti con gli operatori: sono passaggi complessi, simili in tutte le città ma solo così si edificano progetti concreti. Volendo sintetizzare, vedo tre filoni”.

Prego.

“Innanzitutto città smart, un grande lavoro sul digitale che parte col sito internet, lo studio di un nuovo brand al posto di MySpezia che secondo me oltre a non essere originale, non si identifica cromaticamente nella città. In secondo luogo la Welcome Card pensata nel pre-Covid non è adatta alla situazione odierna: al di là dell’esiguo numero di vendite, la Card va ripensata e dovrà essere digitale: chiaro che può aver senso se riesce ad interagire con la realtà delle Cinque Terre. E poi social, video, contentuti indicizzati nei più importanti motori di ricerca: se oggi scrivi su Google “ristorante Spezia” i primi link sono tutti di TripAdvisor”.

Fin qui la digitalizzazione, poi?

“Rendere la città appetibile. La gente viene qui per le Cinque Terre e noi dobbiamo lavorare per fornire tanti motivi per restare qui. E quando intendo qui, parlo di tutto il comprensorio. Far nascere infrastrutture turistiche deve andare di pari passo con il miglioramento della città: ai localini del centro storico, che con l’ordinanza sul suolo pubblico, sono ancor più belli, si aggiunge l’offerta esperienziale vera e propria. Nel 2022 saranno attivi il Parco delle mura, lo spazio recuperato alle Clarisse, sarà virtualizzata la galleria anti-aerea e recuperata la batteria Valdilocchi. Credo nel Palio, nella possibilità che diventi un’attrazione turistica come lo è il Carnevale a Fano. Perché le manifestazioni tradizionali sono ciò che rendere caratteristico il nostro Paese”.

E il sommergibile che fine ha fatto? E per quanto riguarda il Museo Navale?

“Attendiamo una lettera dalla Marina militare. Penso che collocarlo all’inizio del Porto Mirabello sia un’ottima scelta, vicinissima alla città e visibilissima dalle navi in porto, comprese quelle da crociera. La biglietteria troverà spazio sulla banchina Revel all’interno di un ampio progetto di riqualificazione su cui sta lavorando l’Autorità di Sistema Portuale. Il finanziamento c’è. Per quanto riguarda il museo il prossimo 15 ottobre scadono i termini per la manifestazione d’interesse: ci sono già delle offerte per la gestione e con questo passaggio non banale il Comune potrà collaborare in modo più stretto con il privato cosa che finora era stata più difficoltosa visto che il museo è emanazione diretta del comparto difesa. Visite guidate in Arsenale? Se sarà possibile, noi ci siamo”.

Il progetto idrovolanti è invece prossimo alla sua conclusione. Resta da capire quale incidenza lascerà sul territorio.

“Dal prossimo anno ci sarà una compagnia aerea che proporrà servizi turisitici sia legati al trasporto per persone benestanti sia per tour turistici ad ore nell’area che ci riguarda di più. La zona di ammaraggio sarà al largo del Porto Mirabello”.

E’ ancora difficile essere una cosa unica eppure questa è una provincia piccolissima. Le Cinque Terre temono ancora di rimanere schiacciate dai numeri del capoluogo.

“C’è bisogno di capire che le relazioni col resto del comprensorio garantiscono maggior qualità al turista che arriva. So che scalfire un’abitudine non è semplice, come Comune capoluogo cerchiamo di farlo senza protagonismi ma guardando la realtà. Nessuno ruba i turisti, semmai allargando il campo al territorio circostante si può superare il limite fisiologico che i borghi liguri hanno, a livello di flussi di carico concentrati”.

La Spezia è una città di mare senza mare, un refrain ancor più vecchio della battuta di Vergassola. In questi quattro anni si è parlato di una piscina al molo, di una spiaggia alla Paita mentre in passato scaturì l’idea Diga Beach. Servirebbe però un po’ di concretezza.

“La piscina è stata bloccata dalla Soprintendenza mentre quello della Diga Beach era un progetto della vecchia Autorità portuale: quando lo vidi pensai “bello!” ma è un sogno, un’utopia perchè intervenire sulla diga crea complicazioni cruciali che rendono difficile portare avanti un’iniziativa di questo tipo. Io penso che dobbiamo puntare su altro: viviamo in un Golfo che può accogliere tante attività. La barca e gli altri natanti visti come opportunità di svago, ma anche di sport. Ecco perché una spiaggia, nel senso più generico del termine, non è così importante: quello spazio che Lsct destinerà in tempi brevi va visto come un luogo dove trascorrere un paio d’ore e prendere un po’ di sole. E’ qualcosa di momentaneo, aspettando 4-5 anni quando sarà tempo di affrontare il tema waterfront nella sua interezza. Il getto d’acqua? Opera complessa ma si farà”.

Quale vocazione sarà giusto alimentare?

“Abbiamo incontrato Discovery Channel. Secondo i loro studi i competitor della nostra città sono le città lacustri e di montagna con in più un clima che allunga la stagione. Il trekking è già una realtà, il cicloturismo la può diventare ma il fatto che ci siano turisti in quasi i tutti mesi dell’anno è un fatto. E il record di Cinque Terre Card siglato nel 2021 specificatamente legato ai sentieri è una conferma reale”.

Che pensa dell’idea di una metropolitana leggere d’area vasta che da Levanto giunga a Carrara come proposto dal sindaco di Lerici Paoletti?

“Sappiamo quanto è difficile interagire con le Ferrovie, noi siamo impegnati nel progetto di riqualificazione della stazione di Migliarina. L’idea di Paoletti è interessante per Lerici ma anche per tutto il territorio anche perché collegherebbe ancor di più le due province”.