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La diocesi si prepara ad accogliere i primi profughi afghani - Citta della Spezia
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Domenica la giornata del migrante

La diocesi si prepara ad accogliere i primi profughi afghani

“L’accoglienza che manifestima esprime proprio il cammino verso un ‘noi’ più grande", dice padre Ameglio.

Santuario di Gaggiola

Domenica prossima la Chiesa cattolica celebra in tutto il mondo la Giornata del migrante e del rifugiato: argomento, questo, di rilevante importanza nel nostro mondo globalizzato ed ora accentuato da vicende recenti, come quella delle persone profughe dall’Afghanistan. Lo sottolinea in una lettera il nuovo responsabile diocesano “Migrantes”, padre Gianluigi Ameglio dei frati minori francescani, lettera nella quale annuncia che la diocesi sta preparandosi ad accogliere appunto un primo gruppo di afghani. “L’accoglienza che manifestiamo – sottolinea padre Ameglio – esprime proprio il nostro cammino diocesano verso un ‘noi’ che diventi sempre più grande, come indica il tema della giornata”.

Un impegno quindi ad essere sempre più ‘cattolici’, realizzando quanto san Paolo raccomandava alla comunità di Efeso: ‘Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione, un solo Signore,  una sola fede, un solo Battesimo’ (Efesini, 4, 4-5)”. Padre Ameglio ricorda anche la più recente lettera enciclica Fratelli tutti, della quale Papa Francesco riporta, nel messaggio per questa Giornata, una frase, che è la seguente: “Voglia il Cielo che alla fine non ci siano più gli ‘altri’, ma solo un ‘noi’”. “Siamo tutti nella stessa barca – aggiunge il Papa – e siamo chiamati ad impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, verso un ‘noi’ grande come l’intera umanità”: parole, ovviamente, di grande ed indiscussa attualità. 

A livello diocesano, domenica prossima, il vicario generale monsignor Enrico Nuti presiederà alle 15 una celebrazione nella chiesa di Nostra Signora della Salute, in piazza Brin alla Spezia. Il vescovo Luigi Ernesto Palletti porterà un saluto iniziale. La scelta della chiesa di piazza Brin non è casuale: oltre a disporre di un ampio spazio in grado di rispettare le norme di distanziamento, infatti, la parrocchia è ormai da anni al centro di un quartiere, l’Umbertino, nel quale sono presente diverse comunità non italiane, ed è quindi soggetto attivo ed impegnato di dialogo e di confronto a diversi livelli, così come di iniziative continue di accoglienza e di integrazione.

Nella sua lettera sopra citata, il nuovo responsabile diocesano dell’ufficio “Migrantes” sottolinea come la Giornata di quest’anno, celebrata appunto domenica prossima, sarà la 107esima da quando la ricorrenza venne istituita. In un primo tempo si celebrava in gennaio, nella domenica dopo l’Epifania, ma dal 2019 Papa Francesco l’ha spostata all’ultima domenica di settembre.

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