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Insegnanti di religione cattolica: iscrizioni aperte all’istituto che li prepara - Citta della Spezia
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Insegnanti di religione cattolica: iscrizioni aperte all’istituto che li prepara

Insegnante

Più volte si parla degli insegnanti di Religione cattolica e del loro ruolo formativo fondamentale per la scuola di oggi e per la società intera. Si parla di meno invece di come ci si prepari a svolgere un ruolo così importante e delicato. Eppure, gli istituti superiori di Scienze religiose, tra cui quello ligure, del quale Spezia costituisce insieme ad Albenga uno dei due “poli” di formazione a distanza, rappresentano strutture formative di livello universitario delle quali è importante tenere conto, tanto più ora che sta per iniziare un nuovo anno accademico. Proprio nei giorni scorsi, a Tele Liguria Sud, il responsabile del “polo” spezzino monsignor Paolo Cabano e il professor Nicola Carozza, docente stabile dell’area Scienze umane, hanno illustrato le caratteristiche di una formazione teologica, storica e culturale a tutto tondo, che si articola, come nei cicli universitari tradizionali, nei tre
anni iniziali e nel biennio magistrale di specializzazione. Ognuno dei due cicli si conclude con la discussione di una tesi di laurea. Al termine degli studi, le persone laureate possono accedere alle graduatorie per la docenza di religione nelle scuole di ogni ordine e grado. Ma l’istituto – hanno spiegato monsignor Cabano e Carozza – svolge anche altri compiti, in quanto i corsi possono essere frequentati, in tutto o in parte, anche da quanti intendano approfondire la conoscenza religiosa o ancora desiderino percorrere un cammino di maturazione nella propria appartenenza ecclesiale pur senza ambire al conseguimento di un titolo. Le lezioni, nella nuova organizzazione di livello regionale, alla quale sovrintendono i vescovi della Conferenza episcopale ligure, si svolgono in parte in presenza in parte a distanza, in aule appositamente attrezzate: questo modello era già stato deciso e sperimentato prima dell’esplodere della pandemia da Covid-19.

Per il “polo” spezzino, già istituto “Niccolò V”, quello che sta per iniziare sarà il trentacinquesimo anno da quando, nel 1986, monsignor Dino Ricchetti, per volontà del vescovo di allora Siro Silvestri, trasformò in istituto superiore di Scienze religiose l’allora scuola di teologia per laici. E sarà anche, purtroppo, il primo anno senza la presenza operante del direttore “emerito” Carlo Lupi, scomparso nel dicembre scorso dopo aver guidato il “Niccolò V” per circa vent’anni. In un articolo scritto un anno fa per “Spezia 7”, Lupi, quasi in una sorta di testamento spirituale premonitore, aveva indicato le linee alle quali la formazione dei laici dovrebbe sempre di più conformarsi, come servizio reale per la comunità diocesana e punto di coinvolgimento di tutte le energie presenti, a iniziare dalle parrocchie. Linee sulle quali, seguendo le indicazioni del vescovo Palletti e nel nuovo contesto dell’istituzione regionale, continuano ora ad operare in modo attivo monsignor Cabano e i suoi collaboratori, a cominciare dallo “storico” coordinatore della segreteria Alberto Tuvo. Anche quest’anno intanto, a fronte di numerosi pensionamenti, sono stati diversi gli allievi e le allieve dell’istituto che hanno potuto ottenere nuovi incarichi nella scuola. Il nuovo anno accademico inizierà il 5 ottobre. Per informazioni più dettagliate e per le iscrizioni, la segreteria è aperta dal lunedì al
venerdì, dalle 16 alle 18,30, telefono 0187.735485, mail segreteriaissrsp@libero.it.

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