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Digestore, comitati e associazioni: "Difensore civico in attesa di determinazioni ministero" - Citta della Spezia
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Digestore, comitati e associazioni: “Difensore civico in attesa di determinazioni ministero”

"Sull’aspetto più delicato della segnalazione: il possibile inquinamento del bacino idrico".

Striscioni "no biodigestore"

I comitati No Biodigestore Saliceti, Sarzana, che botta!, Acqua Bene Comune e le associazioni Italia Nostra e Cittadinanzattiva la scorsa primavera “avevano segnalato al ministro Cingolani – ricordano in una nota i menzionati sodalizi – la violazione della direttiva europea sulla biodiversità. Avevano prodotto una ricca documentazione, evidenziando le lacune dello screening di VINCA effettuato da Recos, che aveva omesso di elencare alcune specie faunistiche e acquatiche di grande pregio perché rarissime. Non avendo ricevuto alcuna risposta, si sono rivolti al Difensore civico regionale, Francesco Lalla, proponendo anche la questione del rischio falda col possibile inquinamento delle acque potabili”. Il tema è, ovviamente, il progetto del biodigestore di Saliceti.
“Lalla, ex procuratore della Repubblica di Genova – proseguono comitati e associazioni -, che da oltre un anno sta seguendo ‘il caso Saliceti’, ha scritto al ministro per conoscerne gli intendimenti in merito alla segnalazione dei movimenti ecologisti. In particolare Regione e Parco sono chiamati in causa perché agli atti della Conferenza il parere del Parco non è mai stato accluso. Ed era un parere critico. Lo stesso Parco però non risulta abbia reagito alla ‘censura’. In una lettera ai comitati il difensore civico sottolinea che è ancora in attesa di conoscere le determinazioni del ministero per quanto riguarda l’aspetto più delicato della segnalazione: il possibile inquinamento del bacino idrico, che rifornisce acqua potabile agli spezzini. Anche in questo caso il richiamo è alle direttive della Comunità Europea fondate sui principi di prevenzione e precauzione. Il sito di Saliceti non è compreso neppure nel Piano regionale di tutela delle acque del 2016. La valutazione sulla sua idoneità a ospitare un impianto di rifiuti l’ha fatta la stessa Recos Iren. Ignorando gli studi decennali prodotti dal professor Giovanni Raggi, la Regione Liguria l’ha avallata. Come del resto ha fatto nel caso della relazione sismica prodotta da Recos, fondata su vecchie cartografie Ispra, che non contemplano le quattro faglie in movimento, che stanno provocando frequenti scosse anche se di debole intensità. Sulla segnalazione al ministro Cingolani gli ecologisti avevano chiesto il sostegno dei politici spezzini, che siedono al governo o in parlamento senza ottenere, per ora, alcun riscontro”.

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