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Nessun abuso edilizio a Marinella, assolti titolari dei chioschi - Citta della Spezia
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Fatti risalgono al 2018

Nessun abuso edilizio a Marinella, assolti titolari dei chioschi

La sentenza del Tribunale dispone anche la restituzione dei manufatti ma sono stati demoliti. I titolari potrebbero chiedere i danni

Guardia di Finanza a Marinella

A tre anni anni dal blitz della Guardia di Finanza, partito da un esposto, sono stati assolti i titolari dei chioschi di Marinella Pitì, Acciuga Beach, Tramontana, Grecale, Maestrale e Capannina, accusati a vario titolo di abuso edilizio in zona vincolata, abusiva occupazione del Demanio e falso ideologico. Secondo il Giudice del Tribunale della Spezia Elisa Scorza infatti il fatto “non sussiste” o “non costituisce reato”. I balneari dunque non avevano commesso alcun abuso edilizio poiché era corretta la pratica con la quale le precedenti giunte comunali concedevano per il trimestre estivo la possibilità di avere strutture per la somministrazione di cibi e bevande ma anche servizi servizi igienici e salvamento. Il tutto ovviamente nel rispetto delle norme demaniali e con il conseguente obbligo di rimuovere le strutture alla scadenza del periodo previsto.

“Il Comune di Sarzana – si legge nella sentenza – risulta per ben due anni avere autorizzato, tramite la convenzione, gli imputati alla realizzazione di manufatti anche destinati ad uso magazzino, a corredo di quelli destinati ai servizi convenzionati, escludendo l’applicabilità della disciplina paesaggistica. L’ente locale poi, si è addirittura espresso tramite il dirigente dell’ufficio Urbanistica nel senso della insussistenza di profili di illegittimità delle opere in questione. Ciò non può non avere ingenerato nei prevenuti un incolpevole affidamento sulla natura libera dell’attività edilizia degli stessi posta in essere. Sicché i predetti in buona fede hanno proceduto a comunicare all’amministrazione l’inizio dei lavori, esattamente come avevano fatto negli anni precedenti senza incorrere in alcuna contestazione.
Il giudice infine ha disposto anche la “restituzione agli aventi diritto dei manufatti in sequestro qualora ancora esistenti, (sebbene ne sia stata testimoniata l’avvenuta rimozione)”. Gli operatori ora potrebbero chiedere i danni per quanto accaduto.

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