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“Ho chiesto alle metastasi di darmi vent'anni perché voglio vedere l'ospedale” - Citta della Spezia
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Dal castello di lerici

“Ho chiesto alle metastasi di darmi vent’anni perché voglio vedere l’ospedale”

L'attivista e paziente Lorenza Zanoni: "Non è possibile che il reparto di oncologia sia diviso in tre".

L'intervento di Lorenza Zanoni

“Una veterana del cancro”, così si è presentata Lorenza Zanoni l’altro giorno al castello di Lerici, al convegno Non di solo Covid (video integrale a fine articolo), promosso da Cittadinanzattiva – Tribunale dei diritti del malato. Attivista del gruppo locale Sos oncologia, Zanoni ha avuto il primo incontro con la malattia nel 1996 e anche adesso sta lottando contro il riproporsi di alcune metastasi. Con cui, ha spiegato, a imparato a parlare. “Alle mie metastasi – ha affermato – ora chiedo di darmi altri vent’anni di vita, perché voglio vedere realizzato il nuovo ospedale del Felettino. Quanto ci vorrà ancora? Cinque anni? Sei? E io questo ospedale lo voglio pubblico, non privato, perché al privato la prevenzione non interessa. Le battaglie per averlo ripartiranno”. Uno sguardo alla situazione dell’oncologia: “Mi chiedo come sia possibile, l’ho riferito anche al direttore Asl Cavagnaro, che il reparto sia diviso in tre punti. È tutto in un correre a destra e a sinistra, quando alcuni pazienti oncologici fanno anche fatica a camminare. Per non parlare della sala d’attesa, in realtà un corridoio: col Covid potevano stare dentro cinque-sei persone, le altre fuori, anche al gelo o sotto il sole. Ho visto una signora svenire dal caldo. E mio figlio per quando c’è da attendere al freddo mi ha comperato un giubbotto che si scalda, con le pile. Mi chiedo come facciano gli spezzini ad accettare una situazione come questa o come quella del nuovo ospedale”.
L’attivista spezzina ha altresì dato lettura di alcuni passaggi del testo che ha scritto per dare coraggio a chi, come lei, affronta la dura esperienza della malattia oncologia, e ha rivolto un ringraziamento al personale: “A livello di cure non posso lamentarmi. Anche durante il Covid sono stata curata più che bene, da medici e infermieri favolosi che spesso riuscivano a sorridere nonostante fossero stanchi morti”.

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