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Il pci apre una sezione

“Espropriare la Vaccari per rilanciare la socialità”

Alla ex Ceramica la presentazione della lista del Partito comunista italiano, in corsa con il candidato sindaco Pierpaolo Venturini.

“È un’emozione essere qua con i compagni e le nostre bandiere, legittimando un percorso iniziato cinque anni fa, quando avevamo messo in piedi l’unica lista di sinistra – io il Pd non lo considero di sinistra. Poi quell’esperienza, senza una struttura e un partito dietro, è andata un po’ scemando, ma la quasi totalità dei compagni e dei simpatizzanti della lista si sono iscritti al nostro partito, il Pci, costituitosi qualche tempo dopo le elezioni del 2016”. Così oggi pomeriggio Matteo Bellegoni, segretario regionale del Partito comunista italiano, dal gazebo allestito alla ex Vaccari per la presentazione della lista della falce e martello, che candida a sindaco di Santo Stefano Pierpaolo Venturini, 51 anni, dipendente Difesa. “Nella lista che presentiamo oggi – ha proseguito Bellegoni – abbiamo cercato di coinvolgere altre forze politiche, una in particolare che riteniamo vicina a noi (il riferimento è a Rifondazione,  componente della lista a sostegno della sindaca uscente Sisti, ndr), ma abbiamo purtroppo visto che non c’erano le condizioni, quindi siamo andati avanti da soli, con il nostro simbolo, il nostro partito, e a questo punto credo sia stata la soluzione migliore”. Il segretario ha altresì annunciato l’apertura di un point a Santo Stefano: “Diventerà la sezione locale e stiamo ragionando della possibilità di farla diventare la sede della federazione spezzina del partito”.

Parola quindi a Venturini. “Non siamo venuti fuori l’ultima settimana con un programma strascinato, ma arriviamo da cinque anni di lavoro, un lavoro lungo e gratificante. Il programma si basa su quattro punti fondamentali: lavoro, sanità, socialità e ambiente. Sul primo tema, è vero che una amministrazione comunale non può gestire le politiche del lavoro, di competenza nazionale, ma può fare accordi con le società che aprono nel comune per dare sbocco occupazionale a chi cerca impiego; e nel programma abbiamo anche inserito la creazione di società cooperative composte da percettori di Reddito di cittadinanza dando loro modo di rendere servizi alla comunità. Sulla sanità, vogliamo ad esempio creare un polo all’interno del comune, come c’era in passato, dove si possano fare prelievi e piccole visite. È poi necessario, per giovani e anziani, creare punti di aggregazione, che negli ultimi cinque anni sono andati scemando. In quest’ottica si può guardare proprio al posto in cui siamo, la ex Vaccari, un luogo dalle altissime potenzialità. La proprietà è in debito con il Comune per svariati milioni che permetterebbero l’esproprio di terreni e capannoni, i quali potrebbero essere riutilizzati per promuovere la socialità. Altro punto, come detto, l’ambiente. Una delle questioni su questo fronte è il biodigestore. Realizzarlo, ne siamo fermamente convinti, è una scelta sbagliata. Come amministrazione non daremmo possibilità di costruire altre realtà industriali che possano agevolare le lavorazioni dell’impianto, che produce gas e ha bisogno di centrali di stoccaggio. E a quanto abbiamo appreso, in Commissione ambiente è già stato portato il progetto di costruzione di un serbatoio per accumulare il gas prodotto dall’eventuale digestore”. Nel programma, sul quale si sono altresì soffermati i candidati consiglieri, si parla, tra i vari temi, anche del viadotto Santo-Stefano Ceparana, definito “opera per noi inutile”, e del nuovo polo scolastico: in merito, per il Pci occorre individuare “un sito dove sia possibile costruire un plesso scolastico adeguato alle richieste d’iscrizione di ogni ordine e grado. La tanto discussa nuova struttura che sorgerà a Ponzano Madonnetta, trattandosi esclusivamente di scuola primaria, non sarà in grado di farlo perché trattasi esclusivamente di scuola primaria, mentre le criticità sono riscontrabili anche nei plessi delle scuole d’infanzia e della secondaria di primo grado”. Sulla ex cava della Brina il gruppo scrive di “maggiore attenzione che faccia emergere verità e che renda la cittadinanza parte attiva tramite un controllo straordinario, periodico di osservatori ‘popolari'”.

I candidati al consiglio della lista Pci: Vincenzo Baruzzo (pensionato), Marina Battistini (avvocato), Oscar Bruno Battistini (pensionato), Chiara Castagna (disoccupata), Mariagrazia Cerri (casalinga), Franco Cimoli (imprenditore), Claudio Luciani (impiegato), Elisabetta Nardini (archeologa e docente), Nicola Perazzo (impiegato), Francesco Profiti (pensionato), Daniele Rossi (impiegato).

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