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"Vendemmia alle Cinque Terre: siccità e cinghiali minano il raccolto" - Citta della Spezia
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"sarà comunque una buona annata"

“Vendemmia alle Cinque Terre: siccità e cinghiali minano il raccolto”

Per i soci della Cooperativa ancora una settimana di tempo prima di iniziare a raccogliere. E il problema degli ungulati riguarda tutti i viticoltori.

Heidy Bonanini impegnato nella vendemmia

Settembre mese di vendemmia. Anche se alle Cinque Terre non è ancora cominciata. Il caldo agostano e i danni provocati dai cinghiali – ennesima piaga di questo territorio fragile – hanno ritardato i tempi del raccolto e in parte sacrificato un po’ di vigna, come se se ne potesse sacrificare ancora (qui un approfondimento sul tema). “Posticipare la vendemmia alla metà di settembre permetterebbe all’uva un’ulteriore maturazione”, dichiara Matteo Bonanini, presidente della Cooperativa Agricoltura Cinque Terre con sede al Groppo che produce ogni anno circa 1000 ettolitri di vino bianco e 3700 litri di Schiacchetrà. “Ancora qualche settimana di attesa e avremo un vino di gradazione alcolica maggiore”, prosegue Bonanini in una nota. E quindi per i 187 soci che conferiscono le loro uve alla Cooperativa, c’è ancora una settimana di tempo prima di inaugurare il momento più atteso per ogni viticoltore.

Vendemmia ritardata di un paio di settimane (ma in parte già iniziata) anche per l’Azienda Possa di Riomaggiore. Heidy Bonanini racconta che raccolto sarà questo del 2021: “Per ora abbiamo iniziato e finito di raccogliere l’uva da Sciacchetrà, tra qualche giorno inizieremo con l’uva per il Cinque Terre. L’unico enorme problema – confida Bonanini – è la presenza dei cinghiali che ci ha creato parecchi danni, oltre al caldo di agosto. Ma nonostante questo credo sarà un’annata di buona produzione”. E le bottiglie del 2020 rimaste in parte invendute per la chiusura dei ristoranti? “Per fortuna ultimamente c’è stato un balzo in avanti dal punto di vista delle vendite. Nonostante il lockdown, sono riuscito a svuotare la cantina!”.

Anche a Schiara di Tramonti, sempre territorio del Parco delle 5 Terre, la vendemmia inizia tra pochi giorni, esattamente l’8 settembre come narra Gianni Paxia presidente dell’Associazione TRA.Monti (approfondisci qui). “L’uva quest’anno è molto abbondante, a differenza della pessima annata del 2020 causata del marciume nero che non ci ha risparmiato neanche quest’anno, ma almeno abbiamo saputo affrontarlo nel modo giusto. Anche a livello di qualità – continua Paxia – è un buon anno. L’uva è bella, fatto salvo per qualche pianta che ha patito la mancanza di acqua, dato che da giugno a oggi non ha mai piovuto. Per non parlare dell’uva mangiata dai cinghiali”. Ma con un po’ di ottimismo il traguardo delle mille bottiglie di Cimento, il vino prodotto dall’Associazione cui fa capo Paxia, potrebbe essere raggiunto. “Nei giorni scorsi abbiamo iniziato a fare la prima selezione con le uve da Sciacchetrà – racconta Riccardo Giorgi dell’azienda Cian du Giorgi che si estende sui terrazzamenti di Riomaggiore che Vernazza – Alla fine di questa settimana, cominceremo con la raccolta delle uve per il bianco secco, con qualche giorno di ritardo rispetto agli ultimi anni, e la vendemmia durerà un paio di settimane circa”. E anche per Giorgi il nemico numero uno della vigna è sempre lui: il cinghiale. “Cinghiali e caprioli ci mangiamo l’uva, superando reti e scavalcando se non rompendo muri. Quest’anno mi hanno distrutto un terrazzamento e mezzo, circa 600 metri quadrati”. Come risolvere questo annoso problema, probabilmente causato dai troppi terreni incolti e da una mancata selezione degli animali, è materia di esperti. Intanto i viticoltori delle Cinque Terre si consolano sapendo che quella del 2021 sarà una buona annata.

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