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Talento puro

Qualcosa di Schick e Milik, Pecini scommette su David Strelec

Nato a Nové Zámky, a pochi chilometri dal confine con l'Ungheria, la nuova giovanissima punta slovacca dello Spezia ha le caratteristiche per continuare a bruciare le tappe. "

David Strelec

Non aveva ancora compiuto 17 anni quando Riccardo Pecini lo ha scovato, studiato, visto dal vivo per portarlo alla Sampdoria. Sarebbe stato un colpo di mercato in prospettiva per il club genovese, uno dei tanti piccoli capolavori del nuovo Chief Football Operations Officer aquilotto nella sua veste di scopritore di talenti. Lui in David Strelec, nuovo attaccante dello Spezia, crede fortemente e, come detto, non da oggi. Per arrivare a lui, Pecini ha girato mezza Europa, finendo pure in Grecia perché la trattativa non è stata facile, per sua stessa ammissione: “Non è molto conosciuto ma ha caratteristiche che gli fanno ricoprire ogni ruolo in attacco e ha mostrato che può fare gol. Secondo me in prospettiva è utile, sa fare gol in molti modi diversi. E’ un buon momento per prenderlo” – spiegava a Città della Spezia negli ultimi giorni di agosto.

La Fortuna Liga, la massima serie slovacca, è un campionato che ha regalato al calcio europeo giocatori molto talentuosi negli ultimi anni e anche la Sampdoria ne ha giovato con la scoperta di Milan Skriniar, acquistato nell’estate di cinque anni fa dai blucerchiati, proprio grazie alle relazioni di Pecini. Classe 2001, Strelec nasce a Nové Zámky, sulle rive del fiume Nitra, una città che dista circa 25 chilometri dal confine con l’Ungheria. Quel cognome sblocca un ricordo, seppur lontano: il nuovo attaccante aquilotto è figlio d’arte visto che papà Milan ha militato nel Fortuna Düsseldorf dopo essere cresciuto in quello stesso Slovan Bratislava che è il club più importante del piccolo stato slovacco.

Ha segnato tanto, David: è la classica punta centrale che sente il gol ma non è soltanto un uomo d’area, un finalizzatore. Ha qualcosa sia di Schick sia di Milik, due ragazzi partiti dall’est europeo che hanno già fatto tantissimo e oggi sono a Leverkusen e Marsiglia. Prima di esordire tra i professionisti nel 2018, valanghe di reti nelle giovanili, giocando sempre sotto età e guadagnandosi le chiamate nelle diverse rappresentative. Tre anni fa con l’Under 17 slovacca, ha preso parte al Development Cup ed è in quella competizione che si mette in luce in modo determinante, facendo alzare le antenne agli osservatori: con 7 goal in 5 partite, è stato il miglior marcatore di quel torneo. Gol anche in Under 19, prima del debutto nell’Under 21 dove è uno dei calciatori più importanti. E ora anche la nazionale maggiore dove, con i minuti giocati contro la Slovenia, ha staccato quattro presenze con una rete. Stasera la sua nazionale giocherà con la Croazia, martedì ultimo impegno contro Cipro.

Chi lo segue da tempo giura che abbia un potenziale enorme che va oltre la sua struttura fisica: una delle sue specialità è la capacità di smarcarsi e destreggiarsi nel cuore dell’area di rigore, in virtù di una tecnica indivuale che col sinistro raggiunge i massimi livelli. E poi è uno che capisce il gioco, sa lavorare per i compagni di reparto, non disdegna la fase di non possesso.

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