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Il nuovo Spezia si disegna a mano libera - Citta della Spezia
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A thiago motta la risposta

Il nuovo Spezia si disegna a mano libera

Un anno fa c'era un modulo preciso e si cercarono sul mercato i giusti interpreti. Quest'anno la duttilità e l'intercambiabilità è la vera cifra della rosa aquilotta. Dal 4-3-3 al 4-2-3-1, quale modulo scegliereste?

Infografica - Come giocherà lo Spezia 21/22?

Fedeli al 4-3-3 fino quasi all’intransigenza, così erano Pasquale Marino e Vincenzo Italiano. E lo Spezia di quel sistema di gioco ha fatto un marchio nelle ultime tre stagioni, mostrando bel gioco, valorizzando tanti giovani e centrando spesso gli obiettivi. Se c’è una cosa su cui Thiago Motta è stato chiaro da subito è invece il desiderio di non fossilizzarsi su un modulo, di non voler abituare il suo gruppo a giocare in maniera monotematica e di riservarsi di accomodare la sua formazione a seconda delle necessità e delle caratteristiche dell’avversario di turno.
Propositi che ora potrà provare a mettere in pratica con una rosa definitiva, quella uscita dal mercato estivo concluso poche ore fa. Nelle prime tre partite stagionali – contro Pordenone, Cagliari e Lazio – la difesa a tre è stata quasi una scelta obbligata vista la penuria di centrocampisti. Così come l’utilizzo delle ali offensive, data la buona disponibilità già garantita da luglio. L’ultima settimana di trattative ha approfondito la rosa, portato qualche alternativa e ampliato il ventaglio di possibilità.

Lo Spezia potrebbe oggi sostenere nuovamente il 4-3-3. Quattro precisi i centrali di difesa da ruotare, con Erlic che si candida a giocare accanto ad un mancino (Nikolaou o Kiwior) e le coppie Amian/Ferrer e Bastoni/Reca per i terzini. Fondamentale il recupero di Leo Sena, perfetto davanti alla difesa per fare argine e dare i tempi, ma Bourabia è comunque adatto a giocare da perno basso. Sulle mezzali capitan Maggiore e magari Kovalenko, che ha già giocato così in Ucraina. In avanti grande scelta sulle ali ed un posto per Manaj al centro.
Cambia una sola posizione rispetto al 3-4-3, ma cambia di molto il modo di stare in campo. Nikolaou si dimostra particolarmente adatto alla difesa a tre vista la possibilità di trattare il pallone fino alla metà campo. Lo stesso Hristov ha sempre giocato in un trio e in virtù di questo si è deciso di tenerlo anche in serie A. Da scegliere bene la coppia di mediani, forse Bourabia e Maggiore sono la coppia sulla carta meglio assortita. La mancanza di un interdittore puro è evidente.

Ma Motta al Genoa riteneva anche Agudelo un centrocampista. Per la precisione una mezzala, potenzialmente impiegabile anche in un 4-3-1-2. Sia come braccetto che eventualmente come trequartista, dove per caratteristiche e qualità può agire il solito Kovalenko. Questo modulo permetterebbe di schierare Manaj accanto ad un’altra punta. E qui la scelta non manca: Strelec è potenzialmente adatto al compito, così come l’imprevedibile Antiste, prezioso nel gioco aereo. Senza contare Salcedo, se il tesseramento andrà a buon fine.
In avanti anche uno schieramento 4-2-3-1 permetterebbe di fare fondo alla grande disponibilità di attaccanti. Volendo giocare a piedi invertiti, all’ala sinistra ci sono Colley e Gyasi, a destra Verde e Antiste. Oppure il solito Agudelo, un jolly capace anche di fare la sottopunta per uno come Manaj o Mraz. Formazione questa da pressing alto, ad altissimo tasso di velocità. E le alternative non finiscono qui volendo.

Forse la differenza sostanziale rispetto al calciomercato di un anno fa sta proprio in questo aspetto. Si andò allora alla ricerca di calciatori forse di non grande nome, ma funzionali ad un modulo consolidato. Una strategia che permise a tutti di esprimersi al meglio, non senza qualche preziosa intuizione: Bastoni terzino e Agudelo falso nove, per esempio. Lo Spezia 21/22 è invece un disegno a mano libera.

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