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Porto della spezia

Container, con l’Asia centrale oltre un quarto dell’interscambio

Oltre il 19 per cento don il Nord America. Emilia Romagna e Lombardia le regioni del mercato interno da dove e in cui arriva il maggior numero di contenitori.

Un'immagine del porto della Spezia

Il continente asiatico, poi le Americhe, quindi Europa, Africa e Oceania. Questi in ordine di peso percentuale, per quanto riguarda l’interscambio di container, i mercati esteri serviti dal porto della Spezia, come illustrato nel Piano triennale delle opere 2022-24 recentemente approvato dall’Autorità di sistema portuale del Mar ligure orientale. In particolare, si rileva un 26 per cento di interscambio con l’Asia centrale, un 13 per cento con quella meridionale e del Sudest, un 7.8 con il Medioriente; e ancora, 19.3 per cento con l’America settentrionale, 5.7 con quella centrale, 1.3 con il continente sudamericano; 6.5 per cento per l’interscambio con l’Europa del Sud, 4.1 con quella del Nord; il 9.3 per cento dell’interscambio riguarda poi il Nord Africa, infine il 2.3 l’Oceania (più un 4.7 alla voce altro).
Nel documento si illustra anche a quali aree italiane è diretto l’import dello scalo spezzino. Il 27.8 per cento dei container prende la via dell’Emilia Romagna, il 27.7 quella della Lombardia; segue la Toscana con il 13.8; 11 per cento per il Veneto, 10 per la Liguria. Infine il 2 per cento del Piemonte (più altri al 7.7 per cento). E da quali regioni invece arrivano i contenitori destinati a prendere il mare dal porto della Spezia? Guida l’Emilia Romagna (30 per cento), seguono Lombardia (17), Veneto (16.7), Toscana (13.4), Liguria (12), Piemonte (4.1), altri (6.8).

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