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Consumo suolo in aree ad alto rischio idraulico, guida Bonassola

Seguono La Spezia, Porto Venere e Monterosso.

Quanto suolo è stato utilizzato nelle aree dove il pericolo di alluvioni è maggiore? Lo illustra una mappa realizzata da Info data Il Sole24Ore avvalendosi dei dati del più recente rapporto dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), riferiti all’anno 2019. L’elaborazione grafica illustra appunto, comune per comune, quanta parte di suolo è stata utilizzata nei luoghi in cui vi è più alta probabilità di eventi alluvionali intensi. “Le rilevazioni mostrano che in diverse località lungo tutta l’Italia, dalla Lombardia alla Calabria isole incluse – si legge nell’articolo disponibile su Info data, larga parte del territorio è stato consumato nonostante il pericolo di alluvioni frequenti. Nei piccoli comuni è facile trovare numerosi esempi dove il consumo è stato praticamente totale, ma anche guardando soltanto alle grandi città troviamo luoghi come Trieste in cui questo indicatore arriva a superare di pochissimo il 70%. A Palermo è il 65, a Genova il 60, a Milano e Venezia rispettivamente il 56 e il 53%”. La situazione spezzina? I comuni con i più suolo consumato in aree a pericolosità idraulica elevata, che la mappa restituisce in un blu di intensità media o alta, sono Bonassola (86 per cento), La Spezia (79), Porto Venere (70), Monterosso (66), Vernazza (60), Riomaggiore (55), Levanto (35), Luni (31), Ameglia (30), Arcola (24), Lerici (23). Sotto il 20 per cento gli altri territori comunali; un passo fuori provincia la mappa rileva il 51 per cento del comune di Carrara.