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Emergenza umanitaria

Afghanistan, Caritas: "Pronti ad accogliere"

Don Palei: "Al momento non abbiamo ancora avuto conferma degli arrivi ma siamo in contatto con tutte le istituzioni chiamate in campo".

Don Luca Palei in un ritratto di Jacopo Grassi

L’emergenza in Afghanistan ha colpito l’Europa e il mondo intero. Mentre le immagini che continuano ad arrivare sono di persone disperate che cercano di fuggire dai talebani, alla Spezia pulsa il cuore della solidarietà. La Caritas spezzina è in attesa delle ultime direttive, sulle quali il vescovo della Spezia Luigi Ernesto Palletti si è già confrontato con la Cei, per dare la disponibilità ad accogliere dei nuclei famigliari in arrivo dall’Afghanistan. Già in passato delle famiglie afghane sono state accolte alla Spezia e vista la piena emergenza sanitaria la disponibilità si rinnova. “Saremo sempre accoglienti e le nostre porte saranno sempre aperte – ha detto Don Luca Palei direttore della Caritas diocesana spezzina -. Al momento non abbiamo ancora avuto conferma degli arrivi ma siamo in contatto con tutte le istituzioni chiamate in campo. Le immagini che arrivano da quei luoghi sono dolorosissime e noi, come sempre, non ci tireremo indietro”.

“Sarà fondamentale – ha aggiunto Don Luca – da qui in poi e per tutti, i protocolli di accoglienza in accordo con le prefetture come prevede la legge. Per lo Spezzino Caritas è l’ente capofila nell’accoglienza, tutte le realtà diocesane che vorranno fornire beni e spazi si interfacceranno con noi. Come detto al momento non abbiamo ancora avuto comunicazioni ufficiali, ma saremo pronti. Questo alla luce di un’accoglienza alle prese con la pandemia: anche queste fasi sono state rimodulate in base ai protocolli anti Covid”.
C’è già chi chiede come si possa fare qualcosa di concreto per chi arriverà qui, mentre a Savona ieri sono giunti i primi 85 profughi: la più giovane ha appena tre mesi. “Gli spezzini quando si parla di solidarietà – conclude don Luca – hanno sempre saputo distinguersi in grandi gesti e sappiamo che se ci saranno necessità particolari vorranno dare il proprio contributo. Chiunque volesse tendere la mano e avere informazioni più dettagliate quando ci saranno nuovi sviluppi dovrà contattare Caritas”.

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