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"mancate condivisione e comunicazione"

Il "no" all’antenna arriva nel cuore di Sarzana: "Non ci fermeremo"

I residenti di via Fortino sono arrivati in piazza Luni: "Amministrazione poteva e doveva intervenire prima, dobbiamo difendere la Fortezza e il paesaggio". Rampi: "Petizioni presto in consiglio"

Protesta contro l'antenna

“Finora la nostra è stata una protesta pacifica ma se questo progetto scellerato andrà avanti non esiteremo a fare presidi e magari ad incatenarci per difendere la nostra storia e la nostra cultura”. Così Stefano Cecati, uno dei leader della protesta contro il nuovo impianto per la telefonia mobile che dovrebbe sorgere in via Fortino a due passi dalla Fortezza di Sarzanello. Oggi, per la terza manifestazione in poche settimane, i residenti sono scesi in piazza Luni dove hanno trovato il consenso anche di molti altri cittadini, dopo che a fine luglio è stata protocollata la petizione con quasi mille firme.
“Possibile che servano petizioni e proteste per difendere la bellezza del territorio? – ha proseguito l’ex consigliere comunale – l’amministrazione poteva e doveva intervenire prima per fermare questo scempio. Noi siamo ancora qui per dire “no” e proteggere un bene storico come la Fortezza. Pretendiamo che sia libera, e vogliamo dare una sveglia ad un assopito senso civico. Chiediamo risposte chiare, in linea con la tutela di un bene comune. Creeremo un comitato per il piano delle antenne e incontreremo i presidenti delle consulte”.

Alla manifestazioni hanno preso parte anche consiglieri comunali di opposizione e maggioranza (Cecati ha stigmatizzato l’assenza di chi pur invitato non si è presentato) e del presidente Rampi che come nelle due precedenti occasioni è intervenuto per l’assemblea cittadina: “Tutti vogliamo il telefonino ma nessuno vuole l’antenna vicino casa – ha sottolineato – stiamo facendo tutto ciò che è istituzionalmente possibile e presto le due petizioni presentate saranno esaminate dalle commissioni e poi dal Consiglio comunale. La battaglia che voi state facendo e che noi stiamo affiancando è molto difficile, abbiamo avviato la procedura e preso contatto con la Soprintendenza per valutare il vincolo paesaggistico, ci stiamo anche spendendo in trattative dirette con il gestore”. Bruno Zecchi, altro volto della protesta, ha ripercorso i passaggi che hanno portato alla temporanea sospensione dei lavori, ribadendo l’importanza del Piano antenne come unico strumento utile, mentre Matteo Tiberi ha evidenziato: “Tutto nasce da una mancata condivisione e da una scarsa comunicazione. Abbiamo scoperto la cosa a giugno quando invece la pratica era partita a ottobre. È emersa una sconvolgente superficialità in una norma che equipara l’installazione di un’antenna ad un’opera primaria ma le cose sono cambiate rispetto a 25 anni fa. Credo che un esame di coscienza debba essere fatto da parte di tutti, da noi come dall’amministrazione perché quando qualcosa va storto ognuno deve pensare di aver sbagliato qualcosa senza cercare colpevoli, noi vogliamo una soluzione che aiuti tutti”. Infine fra gli intervenuti Paolo Bufano ha messo in risalto l’assenza di sindaco e assessori, mentre Corrado Bernardini ha chiesto un atto politico della giunta per rafforzare la propria posizione, ma anche che si faccia il possibile per togliere dal centro storico l’antenna già presente in via Landinelli. “Un mostro – ha concluso – non adatto ad una città come la nostra”.

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