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Cinque Terre, la ripresa fa girare la testa e crescere le preoccupazioni

Dalle auto in doppia fila a Monterosso, alla provinciale sopra a Riomaggiore invasa dai camper. A Corniglia vita frenetica fino alle 18. Il turismo si riprende, ma a quale prezzo? Lo abbiamo chiesto ai sindaci.

Corniglia prima delle 18

Le Cinque Terre hanno quasi superato, in due settimane, i dati del turismo registrati nel 2019. Con tutto quello che ne consegue. Balzano all’orecchio soprattutto l’accento francese e agli occhi migliaia di turisti che si accalcano nelle stazioni . C’è tanta attenzione ai luoghi visitati ma in alcune zone del territorio si concentrano tantissime auto private parcheggiate addirittura in doppia fila e decine di camper: poi rimosse oppure allontanati.
Un cambiamento radicale in quindici giorni che sta svelando alcune criticità: a partire dai treni per arrivare anche ai campi coltivati dove, non di rado, molti proprietari hanno trovato anche escrementi umani sui sentieri.

Le amministrazioni comunali di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso quando i flussi turistici hanno cominciato a farsi più intensi hanno incontrato il prefetto Inversini annunciando quello che sarebbe potuto accadere. Da quell’incontro, stando a quanto riferito dagli amministratori, sono stati presi degli impegni soprattutto in materia di trasporto ferroviario. Le immagini pubblicate fino ad oggi raccontano una storia un po’ diversa.
I treni sono pieni e sono già arrivate le segnalazioni dei pendolari che descrivono una situazione complicata con pochi controlli. A Riomaggiore e Manarola è forte e continuo il flusso di turisti a Corniglia la vita resta intensa fino all’ora dell’apertivo, mentre a Vernazza le presenze ci sono con i ristoranti che lavorano fino a tardi e qualche arrivo anche dai borghi limitrofi. A Monterosso poi la vita resta intensa, dal giorno alla notte.
La ripresa del turismo è un ottimo segnale, ma nessuno si nasconde dietro un dito. A partire dai sindaci dei tre borghi.
Fabrizia Pecunia, primo cittadino di Riomaggiore, arriva un’istantanea dal territorio: “Già dalla riunione in prefettura avevamo sottolineato che avremmo potuto avere a che fare con dei numeri in costante crescita. A noi amministratori servono risposte: riceviamo le segnalazioni dei cittadini sui flussi troppo intensi a bordo dei treni e servono inequivocabilmente più controlli. Serve una governance del turismo, lo ripeto ogni volta, la Regione deve darci gli strumenti adeguati per gestire questi flussi e Trenitalia deve garantire i controlli. Come amministrazione comunale facciamo tutto ciò che è in nostro possesso anche con le forze ridotte: i nostri agenti di Polizia municipale sono pochissimi. In questo periodo stiamo facendo i conti anche con tanti arrivi con mezzi privati, e abbiamo chiesto anche alla Provincia un provvedimento sulla Provinciale 370: sono arrivate decine di camper e ci sono state segnalate anche delle situazioni di sporcizia nei campi agricoli lì vicino. Queste circostanze devono fare mantenere alta l’attenzione sul rischio contagio e a mio avviso serve anche un confronto con Asl”.
A Corniglia il tempo rallenta e se la vita fino alle 18 è sempre un po’ più frenetica. “E’ una condizione – raccontano alcuni residenti – che si fa un po’ più intensa quando non ci sono le condizioni climatiche ideali per i turisti che vogliono stare in spiaggia. Però passata la fase più critica del tardo pomeriggio il borgo si libera e torna a respirare”.
Da Vernazza il sindaco Francesco Villa spiega: “Nel nostro caso i numeri del 2019 non ci sono ancora, ci rincuora il grande movimento di turisti e sappiamo quanto bene faccia alle nostre attività economiche. Però ci rendiamo conto del flusso davvero intenso e lo avevamo paventato anche nel recente incontro con la prefettura. Non nascondo la mia preoccupazione sulla questione treni, lo abbiamo sottolineato che servono i controlli che ci erano stati garantiti. Un dato positivo c’è: i turisti si sono dimostrati responsabili e indossano regolarmente le mascherine nelle zone di assembramento”.
Il sindaco di Monterosso Emanuele Moggia fa un ragionamento più ampio, dopo le iniziative messe in campo per il decoro urbano e i parcheggi. Anche a Monterosso si sono verificare delle situazioni di potenziale rischio: automobili in doppia fila che rischiavano di ostruire il passaggio delle ambulanze. Per il primo cittadino deve esserci anche da parte dei cittadini e dai visitatori al senso civico e di comunità.
“Avevamo notato un notevole incremento delle presenze sul nostro territorio – ha detto -, ma nessuno si sarebbe aspettato un’esplosione dei numeri a questo modo. I numeri sono esagerati, i treni sono sovraccarichi e abbiamo avuto soste in doppia fila con rimozioni forzate. Abbiamo rischiato di non poter far uscire l’ambulanza se ci fosse stata un’emergenza. E’ un sollievo sapere che i nostri operatori lavorano ma la situazione e i numeri sono complicati. La pressione antropica in questi giorni sta arrivando a 10-12mila persone al giorno. E si lavora con le stesse risorse”.
“Il turismo – ha aggiunto Moggia – non può essere ricondotto al senso del fatturato. Non siamo un’industria e rischiamo di non poter sopportare troppa pressione: è necessario investire nella qualità dei servizi, nella cultura e nella storia. Il turismo sostenibile non è fatto dai numeri”.
“A queste condizioni dobbiamo anche fare appello al senso di responsabilità di tutti – ha concluso il sindaco -. Chi per primo, che sia un turista o un cittadino, vede dei comportamenti che non sono adeguati deve intervenire e spingere al rispetto comune del luogo dove si è. Non possiamo pensare di rimandare tutto a qualcun altro affinché lo gestisca, ognuno deve fare la sua parte”.

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