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La ripartenza

Cassego, cinquant’anni che hanno fatto la storia

di Egidio Banti

Vescovo a Cassego

A ormai mezzo secolo di distanza dal primo “campo” estivo, le attività diocesane di pastorale giovanile “in presenza” non potevano non ripartire da Cassego. E proprio alla casa diocesana, centro “Pio X”, si svolgerà non a caso, subito dopo Ferragosto, una “tre giorni” per animatori ed educatori giovanili delle parrocchie. Alcune decine di giovani e di giovanissimi  provenienti da tutte le zone pastorali saranno dunque a Cassego dal 19 al 21 agosto, e il tema del loro incontro sarà incentrato proprio sul “ripartire insieme”. L’iniziativa di questo incontro, concordato ovviamente con il responsabile della casa di Cassego don Paolo Costa, è della Pastorale giovanile diocesana, con il suo responsabile don Luca Palei e i suoi collaboratori, sacerdoti e laici. Con loro hanno collaborato l’Azione cattolica diocesana e il Centro diocesano per le vocazioni. E’ un’occasione importante, dopo più di un anno di sosta forzata delle iniziative diocesane, per richiamare l’attenzione di tutti su quello che può ben essere definito un “fiore all’occhiello” delle attività giovanili.

Sono ormai alcune “generazioni” i giovani e le giovani per i quali il periodo estivo è stato caratterizzato dall’esperienza di Cassego. Fu infatti a partire dal 1972 che la precedente colonia estiva dell’alta Val di Vara, realizzata dal parroco don Pio Borzone e donata in un primo tempo al seminario di Sarzana, iniziò ad ospitare le attività estive della Pastorale giovanile, riorganizzata alla luce delle indicazioni del Concilio Vaticano II ed affidata alle cure di un giovane sacerdote, don Paolo Costa, lo stesso che ancora oggi – pur essendo arciprete di Beverino e parroco di Polverara e di Castiglione – continua a dirigere il centro. In seguito collaborò per vari anni con lui don Gianluigi Bagnasco, attuale arciprete di Levanto. E se il cinquantesimo anniversario del primo “campo estivo” cadrà formalmente il prossimo anno, non vi è dubbio che il mezzo secolo di attività si compie nel 2021. Torniamo dunque indietro nella storia della diocesi. Don Costa, che era economo del seminario e responsabile per le vocazioni, aveva provveduto, non senza fatica, a ristrutturare l’immobile primitivo della colonia (in seguito più volte ampliato ed ammodernato) e fu così che, dal tre all’otto luglio 1972, poté tenervisi il primo «campeggio», al quale presero parte una quarantina di ragazzi, quasi tutti chierichetti di diverse parrocchie. L’anno successivo, 1973, l’attività si estese a tre settimane, mentre i successivi miglioramenti strutturali portarono a far sì che il centro, intitolato poi a “San Pio X” come aveva desiderato don Borzone, potesse operare per l’intero arco da giugno a settembre, senza contare anche alcune attività autunnali e invernali. Una settimana di fine agosto, inoltre, come era stato ugualmente nelle intenzioni del donatore don Pio, è sempre stata riservata ai seminaristi per le loro vacanze estive, settimana nella quale si è a lungo tenuto l’incontro annuale dei sacerdoti con il vescovo, premessa del nuovo anno pastorale. Nei boschi è stato poi realizzato un «eremo» per piccoli gruppi di preghiera che si riuniscono in forma isolata. Un bilancio di gran lunga positivo, confermato dall’attenzione che tutti i vescovi succedutisi in diocesi hanno sempre portato verso questa realtà pastorale, visitandola regolarmente durante i periodi di attività.
L’anno scorso però il centro di Cassego non ha potuto ospitare gruppi diocesani, ma soltanto alcuni piccoli gruppi parrocchiali. Nondimeno don Paolo e i suoi collaboratori hanno fatto di tutto per tenerlo pronto alla “ripartenza” in linea con i principi ispiratori della casa e con la storia di questo mezzo secolo. Dal 19 al 21 agosto questa “ripartenza” comincia ora a manifestarsi in modo tangibile.

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