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La vacanza in agriturismo cresce ma il green pass crea tanti dubbi - Citta della Spezia
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Strutture spezzine livello medio alto

La vacanza in agriturismo cresce ma il green pass crea tanti dubbi

Da Cia Liguria Alessandro Ferrante spiega: "Si vede la ripresa anche se su molte strutture pesa ancora il periodo delle chiusure della primavera. Con la pandemia l'interesse per il settore è cresciuto".

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Italiani e stranieri dicono “sì” alla vacanza in agriturismo, ma la poca chiarezza sull’estensione del green pass crea qualche grattacapo. Poi, a pesare ancora sul settore l’effetto chiusure dei mesi scorsi. E’ questa l’istantanea sul mondo delle vacanze nelle strutture che hanno creato un business con la vita all’aria aperta e della buona cucina a chilometro zero.
Il fermo immagine arriva dal presidente di Cia Liguria la Spezia Alessandro Ferrante che spiega: “Non possiamo negare che in merito al green pass ci sono ancora una serie di nodi da scogliere e ad essere penalizzati maggiormente sono quelle strutture che non hanno a disposizione grandi spazi all’aperto. Serve chiarezza anche alla luce della crescita di tutto il settore: sia da un punto di vista di crescente interesse da parte dei turisti che dal grande impegno delle strutture stesse. La provincia spezzina, per la maggior parte, ha agriturismi di livello medio alto che hanno saputo andare incontro a quelli, che in era Covid, potremmo definire nuovi clienti: persone che proprio per la pandemia scelgono spazi aperti e natura per godersi le vacanze”.
Dall’anno scorso qualcosa è cambiato anche se i numeri sono stabili. “Nell’estate 2020 molte strutture avevano respirato con il bonus vacanze mentre erano rimaste penalizzate quelle che avevano fatto la scelta di non adottarlo – prosegue Ferrante – ora la situazione si è allineata. Sono penalizzate quelle strutture che non hanno aggiornato gli spazi e i servizi turistici. Un esempio è l’installazione di una piscina, elemento molto richiesto dalle famiglie. Se cambiano le richieste, l’agriturismo deve essere al passo con i tempi senza snaturarsi. Questo salto è dovuto anche agli effetti della pandemia a seguito della quale, come si diceva prima, cresce la necessità di spazi aperti. Si aggiunge anche il tema della prossimità: chi non vuole andare all’estero, anche per la crescita dei contagi, sceglie sempre più spesso una destinazione vicina e suggestiva. Possiamo dire comunque che in provincia hanno scelto l’esperienza dell’agriturismo sia gli italiani che gli stranieri”.
Un’estate in crescita e l’andamento delle vaccinazioni gioca un ruolo importante. “Questo settore potrebbe riprendersi anche prima degli altri, a patto che la campagna vaccinale prosegua – conclude -. La ripresa è una necessità: stiamo uscendo da un periodo buio. A pesare maggiormente sono state le chiusure comunicate da un giorno all’altro. Si è venuto a creare un danno per molte strutture e recuperare gli introiti mancati non è semplice”.

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