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Aveva 68 anni

Il mondo della ristorazione piange lo chef Antonio Canese

la La notizia della scomparsa del simbolo de La Marina" di Porto Venere ha suscitato cordoglio in tutta la provincia. Cucina, Juve e famiglia, le sue passioni: "Era un uomo buono". Melley e Lombardi:"Ci mancheranno la tua allegria e il tuo sorriso".

Antonio Canese davanti alla sua attività "La Marina da Antonio"

Porto Venere, il mondo della ristorazione e tutta la comunità spezzina da oggi sono più tristi. Lo chef Antonio Canese, 68 anni, anima e cuore del ristorante “La Marina”, uno dei più apprezzati ristoranti della provincia, ha perso la sua dura battaglia contro una malattia che lo affliggeva da tempo. La triste notizia è arrivata nella mattinata odierna e ha suscitato profondo cordoglio in tutto il territorio: chi non conosceva quel ristorante simbolo di quel borgo? Chi non conosceva, anche solo di fama, quell’Antonio che ha saputo deliziare generazioni di spezzini, di turisti che ogni volta che ritornavano a Porto Venere andavano a trovarlo? Fra le altre, a ricordare le sue immense capacità, anche la Confartigianato della Spezia. “Antonio ci ha lasciato. Tutta Confartigianato partecipa commossa nel suo ricordo e si stringe attorno alla sua famiglia – raccontano dall’associazione -. Se n’è andato in silenzio una bella persona che ha fatto la storia della ristorazione e che mancherà a tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo. Un abbraccio forte a Maria Rosa, Roberto e Olivia e una preghiera per Antonio”. Il direttore di Confartigianato Giuseppe Menchelli lo ricorda così: “Era una persona buona, una bella persona a cui non si poteva non volere bene. Ha fatto la storia della ristorazione e ha fatto storia con la sua passione. La notizia, che non ci coglie impreparati, è un grande dolore per tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo. Un abbraccio forte a Maria Rosa, Roberto e Olivia, un pensiero e una preghiera per Antonio.

Antonio Canese oltre che essere uno chef di grandi qualità, era anche un appassionato di calcio. Il suo cuore batteva più forte quando la Juventus scendeva in campo ma era capace di avere sempre un pensiero gentile e non banale anche per i tifosi dello Spezia. Juventus, Spezia ma anche la Nazionale di calcio, ai tempi in cui Lippi vinse il Mondiale del 2006: proprio l’ex commissario tecnico era un grande amico di Antonio e durante gli anni di permanenza sulla panchina della Juventus, si era avvalso della sua collaborazione culinaria. Da decenni dietro i colori bianconeri di Torino, seguiti in giro per l’Italia e per il mondo intero, durante le trasferte, il campionato, le coppe, le tournee e le amichevoli: arrivava prima della squadra e ritornava indietro subito dopo, nella sua Porto Venere. Commosso il ricordo da parte di Guido Melley e Massimo Lombardi. “Caro Antonio – racconta il commerciante e consigliere comunale – quanti bei ricordi nel tuo ristorante fin dai tempi di tuo padre Angiolino, quanti momenti di piacevole svago da bambino e ragazzo con i miei genitori ed i miei nonni e poi da giovanotto e da adulto con i miei amici ed i miei figli. Quante magnifiche trenette al pesto abbiamo mangiato da te, un piatto di cui andava ghiotto mio nonno Antonio verso il quale hai sempre avuto parole affettuose di sincera riconoscenza e cordiale amicizia. Quanti ricordi con te e Vince, in chiusura del tuo locale quando spesso partiva una spaghettata anche a tarda notte. E poi con Gianfranco, anche lui colpito come te da un brutto male, che magari troverai lassù a parlare di Portovenere, di quella di un tempo che ora non c’è più. Quanti sberleffi e sfottò tra te juventino incallito ed io nerazzurro impenitente, quanti racconti della tua esperienza in giro per il mondo con la Juve e che bello sentirti raccontare, un paio di anni fa, di quando Conte passato all’Inter avrebbe voluto portarti con se’ nello staff interista nonostante la tua fede bianconera. Caro Anto’, ci mancherà la tua simpatia ed il tuo sorriso. Un caro, caro abbraccio a tutta la tua famiglia”. “Un grande ristoratore e amico vero di tutti noi popolo bianco del Picco – scrive Lombardi – mille ricordi si accavallano nella mente, l’accoglienza al suo ristorante a Portovenere era sempre deliziosa, accompagnata dall’immancabile sorriso e dalla domanda di sempre ‘ma le Aquile?’, che accompagnavano i decenni, nelle pessime e nelle buone sorti, ai tavoli spesso trovavi giocatori juventini, estasiati dal panorama fantastico e da quel cibo che ben conoscevano quando lui era stato il super cuoco della Juve, decenni fa al palazzetto dei Prati avevi indossato le scarpette e scesi in campo con Fede La Valle, Oscar Tacchi, Andrea Stabile, Sergio Ferretti, Andrea Telesio e tanti altri, agli ordini di mister Sergio Carpanesi, in una serata strepitosa di allegria e beneficienza. A noi dell’Orgoglio spezzino 1988 piace ricordarti così, mitico Antonio ti porteremo sempre noi cuori, riposa in pace”. E uno di loro, Sergio detto “Il Poeta”, una volta raggiunto dalla tragica notizia, ha commentato con emozione: “Non ho parole per descrivere quello che sto provando, da oggi niente sarà più come prima. Abbiamo perso un’amico un fratello. Una persona come Te difficilmente si troverà ancora. Provo una grande tristezza un vuoto enorme. Un abbraccio a Maria Rosa a Roberto e a chi come me gli ha voluto un gran bene. Rimarrai sempre nei nostri cuori”. A proposito di ex aquilotti, Antonio Soda non ha certo dimenticato quei tre anni indelebili: “Purtroppo e venuto a mancare un grande chef, un grande uomo e un grande amico mio che ricordo con grande affett. Abbiamo condiviso tanti pensieri di calcio ma soprattutto del nostro Spezia”.

Condoglianze alla famiglia anche dalla redazione di Città della Spezia e una richiesta da esaudire, resa nota dai familiari: per ricordare Antonio come lui avrebbe voluto, non fiori ma donazioni alla clinica Nemo di Arenzano dove era stato per un po’ di tempo.

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