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75° anniversario

"Tour in barca in arsenale, come a Tolone"

Oggi in Confartigianato l'incontro con il presidente nazionale dell'associazione di categoria Marco Granelli. Tanti i temi sul tavolo, locali e nazionali. Figoli: "Pontremolese e bretella Santo Stefano sono una necessità".

Il presidente nazionale di Confartigianato Granelli, Paolo Figoli e Giuseppe Menchelli presidente e direttore di Confartigianato la Spezia

Infrastrutture è la parola d’ordine per la ripresa dell’economia, assieme a sburocratizzazione. Questo uno dei punti salienti dell’incontro di oggi pomeriggio, nella sede di Confartigianato la Spezia in Via Fontevivo, con il presidente nazionale Marco Granelli. La giornata è stata anche occasione per rilanciare dei temi spezzini forti: a partire dal raddoppio della Pontremolese, all’utilizzo dell’area Enel dopo l’arrivo del turbogas e una maggiore integrazione tra Marina militare e città con il rafforzamento del Museo Navale. E’ spuntata anche una richiesta che a breve Confartigianato la Spezia proporrà nelle sedi opportune: portare i battelli turistici all’interno dell’area dell’Arsenale, come già avviene a Tolone.
La partita però si gioca con il Piano nazionale ripresa e resilienza. “Abbiamo chiesto più infrastrutture, per la connessione di merci, e di persone – ha spiegato il presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli -. Lo mette in evidenza anche il Pnrr. Tante città importanti come la Spezia, che è stata anche un importante centro militare, hanno bisogno di infrastrutturazione che deve tener conto anche della digitalizzazione. Molte delle nostre attività potrebbero compiere questo passo, ma devono averne la possibilità. Per questo chiediamo al governo di mettere delle risorse in velocità. Perché il tempo stringe e serve una sburocratizzazione. Solo così ci potrà essere una vera ripartenza”.

La visita spezzina del presidente ricade in un anno importante per Confartigianato, il 75esimo anniversario dalla sua nascita, segnato dalla pandemia. “Le imprese partono da un periodo angoscioso e triste – ha aggiunto il presidente -. In questo anno drammatico abbiamo dimostrato di avere grande capacità di resilienza e resistenza, flessibilità e capacità di stare sul mercato anche in momenti difficili. Oggi partiamo da questo concetto e dal valore artigiano che si traduce in unicità, valorizzazione qualità. Associazioni come Confartigianato la Spezia sono determinati per fare un salto di qualità, in mondo competitivo e globalizzato”.
Il presidente nazionale si è confrontato con il presidente provinciale di Confartigianato la Spezia Paolo Figoli per focalizzare meglio sulle esigenze del territorio. “Speriamo che questo 75 esimo anniversario sia di buon auspicio per la ripresa effettiva – ha detto il presidente Figoli -, varianti permettendo. Festeggeremo dopo l’estate per capire quanto sia consistente la ripresa”.

Non sono mancati i temi spezzini. “Usciamo da un anno pesantissimo a partire dal comparto turistico e da tutto quello che ci gravità attorno – ha proseguito Figoli -. Pensiamo agli hotel, agli affittacamere, ai tassisti, alla navigazione rimasta ferma. Non dimentichiamo poi tutte le famiglie dei dipendenti cosa hanno subito. E’ vero, c’è uno spiraglio ma tanti giovani lavoratori si spostano all’estero, parallelamente abbiamo realtà che hanno difficoltà a trovare personale. La formazione gioca un ruolo centrale, il nostro compito sarà fare matching tra lavoro e offerta”.

Nel corso dell’incontro sono emersi anche i macrotemi del territorio, in merito ai quali Confartigianato la Spezia si attiverà per trovare risposte e avanzare una serie di proposte.
Tra i primi punti, l’arsenale militare e il comparto difesa. “L’arsenale militare rischia di diventare una parte della città fantasma – ha sottolineato il presidente Figoli -, lo spettro del passato storico della città che potrebbe non avere un futuro. La storia della Marina militare ha modellato la nostra città e ha occupato gran parte della popolazione, un rapporto stretto che rischia di allentarsi se non rivisto e modernizzato. Confartigianato propone di allargare il ragionamento all’impatto positivo che potrebbe avere sul territorio la destinazione, anche parziale, ad uso turistico e formativo. Pensiamo ad un progetto di reinterpretazione in chiave turistica moderna del Museo tecnico navale, con l’ampliamento delle aree espositive, ai tanti reperti e cimeli contenuti nei magazzini e che realizzi finalmente l’esposizione del sommergibile Da Vinci. Un progetto di valorizzazione aiuterebbe anche le strutture strettamente legate al turismo, alberghi, affittacamere, case vacanze vedrebbero incrementare le loro prenotazioni, senza contare le possibili visite dei crocieristi. Pensiamo poi al Consorzio Turistico Navigazione Cinque Terre e Golfo dei Poeti che, come già anni fa aveva richiesto, potrebbe organizzare delle visite via mare per mostrare l’Arsenale Militare, proposta ancora lontana qui da noi, eppure i tour dell’arsenale su imbarcazione sono già una realtà in Francia nella vicina Tolone”. L’Associazione di via Fontevivo punta anche sulla formazione professionale subacquea, chiedendo “che il recente Protocollo d’intesa sul distretto della subacquea elaborato dalla Regione Liguria nel 2019 metta radici alla Spezia. La storia della Spezia e la crescita della piccola e media impresa nel settore della meccanica e della carpenteria è strettamente collegata alla storia dell’Oto Melara prima e della Leonardo Company oggi. Per questo motivo Confartigianato, che sin dalla sua fondazione ha rappresentato una fetta importante del comparto delle piccole aziende della meccanica e della difesa, segue con preoccupazione l’evoluzione del comparto, per evitare che la centrale di acquisti e la gestione delle gare d’apparto e delle subforniture perda competenze e capacità produttive dei consorzi formatisi nel territorio spezzino, in seguito ad avventate verticalizzazioni manageriali”.

Per il tema infrastrutture, il presidente Figoli ha rilanciato sulla Pontremolese e sulla Bretella Santo Stefano-Ceparana: “Sono necessità. La realizzazione di infrastrutture strategiche e la competitività, anche sui mercati internazionali, delle imprese (soprattutto quelle più piccole, oltre il 98 per cento) del totale) sono legate a doppio nodo l’una all’altra. Il problema della raggiungibilità e degli spostamenti attiene sia alla produzione manifatturiera che al turismo. Nonostante ciò, la Liguria non spinge abbastanza l’acceleratore sullo sviluppo delle grandi opere infrastrutturali, finendo così per guardare il resto d’Europa dagli ultimi posti in classifica. In questo contesto, da una recente ricerca dell’Ufficio studi Confartigianato (dati Istat, Unioncamere, Eurostat) emergono alcuni interessanti dati su cui riflettere. Tra questi, il fatto che l’Italia conti la quota più elevata di piccole imprese che esportano direttamente, ma paradossalmente il nostro Paese evidenzia anche un indicatore di dotazione infrastrutturale inferiore del 19,5 per cento alla media Ue: 41,8 contro 52. A tal proposito, la Liguria mostra un indice del 38,7, di gran lunga inferiore non solo alla media nazionale, ma anche a tutta quella nel Nord Italia. La provincia della Spezia sta vivendo notevoli problemi viabilistici, a causa delle chiusure autostradali, dei cantieri e dei cambi di corsia, sia sulla A12 La Spezia-Genova che sulla A15 La Spezia Parma. Le priorità infrastrutturali di Confartigianato sono: terminare le rampe di collegamento con l’A12 (per superare i problemi causati dal crollo del ponte di Albiano), il completamento della Variante Aurelia, la Pontremolese e la Bretella Ceparana – S.Stefano Magra”.

Sarà fondamentale giocare bene le carte sul futuro dell’area Enel: “Il futuro della Centrale Enel, stando al dibattito cittadino, sarebbe quello di una trasformazione dell’impianto a turbogas. La centrale sarebbe ridimensionata e occuperebbe poco più di 4-5 ettari. Appare evidente per Confartigianato che il futuro dell’area restante, circa 67-68 ettari, dovrà essere deciso e condiviso insieme al territorio e al mondo imprenditoriale, cercando di far convivere la problematica ambientale e quella occupazionale”.

E nel focus sul turismo il presidente Figoli ha sottolineato: “Quando parliamo di turismo consideriamo il complesso delle imprese che vivono in tutto o in parte grazie a viaggi e soggiorni compiuti sul nostro territorio a scopo ricreativo o di istruzione: hotel, affittacamere, B&B, ostelli, trasporti marittimi, taxi, bus, ncc, guide turistiche, imprese balneari, ristoranti, agriturismi, bar, diving, darsene, ecc.; un vero e proprio esercito di piccole imprese, migliaia di dipendenti, un mare e un territorio che rappresentano un patrimonio di certezze per il nostro futuro che tutto il mondo ci invidia. Confartigianato ha avuto modo di seguire alcuni importanti seminari formativi promossi dal nazionale sul turismo ma auspica sia necessario un maggior protagonismo nazionale in grado di organizzare, coordinare e promuovere il settore. Gli operatori lamentano di trovarsi di fronte a troppi attori, interlocutori che hanno acquisito competenze ma sono poco organizzati per esercitarle, ad altri che hanno perso competenze e finanziamenti e vivono in uno strano limbo. Un labirinto di competenze e un’eccessiva burocraticità delle normative e negli adempimenti (basti pensare alla comunicazione delle presenze alberghiere alle Questure, all’Istat e alla contabilizzazione della tassa di soggiorno)”.

Mentre sulla nautica in una nota dell’associazione si legge che “per quanto attiene all’economia del mare, alla Spezia si è costituito un distretto produttivo dedicato alla nautica e a tutte le attività connesse, grazie alla presenza dei cantieri navali Baglietto, Cantieri navali La Spezia, Cantieri Riva, Ferretti Group Fincantieri, Cantiere navale Michelini, Perini navi, Porto Lotti e Sanlorenzo Yatch, oltre ai porti turistici di lusso, quali Porto Lotti e Porto Mirabello, in grado di offrire ogni servizio necessario ai diportisti. Il distretto nautico spezzino è al primo posto in Italia per numero di addetti nella produzione cantieristica da diporto con oltre 1.600 occupati, e da qualche anno ha superato Viareggio”.

Infine, la formazione: “Il Covid19 ha impoverito la nostra provincia – spiegano da Confartigianato -, il tessuto produttivo, gli ordinativi, dando una ‘batosta’ soprattutto al comparto del turismo, alla ristorazione, al comparto alimentare, ecc. La pandemia ha in qualche modo ingessato alcuni comparti, mentre ha dato spinta propulsiva ad esempio al settore della logistica e del commercio on line. E’ necessario rivedere l’offerta formativa per permettere da un lato a coloro che hanno perso il posto di lavoro di acquisire le competenze necessarie per ricollocarsi, dall’altro per consentire alle imprese di aggiornare le competenze dei lavoratori, a seguito dei repentini cambiamenti socio-economici, anche frutto dell’accelerazione sul versante tecnologico e digitale. Restano inevase moltissime offerte di lavoro. Le imprese non riescono a trovare giovani: muratori, cappottisti (posatori di cappotto termico), lavapiatti, aiuto cuoco, barman, camerieri, pizzaioli, meccanici, verniciatori auto, iscritti ruolo conducenti persone, saldatori con patentino, addetti al controllo numerico, comandanti di macchina,. Questo deve far riflettere anche i genitori e la scuola sulla necessità di aiutare maggiormente i giovani nell’orientamento delle scuole superiori e la formazione professionale”.

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