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Salita Canata, ricorso contro l'intervento edilizio - Citta della Spezia
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Salita Canata, ricorso contro l’intervento edilizio

Legambiente impugna il permesso di costruire rilasciato dal Comune.

Passeggiata di sensibilizzazione contro il progetto edificatorio in Salita Canata a Lerici.

Ricorso di Legambiente nazionale contro l’intervento edilizio in corso in Salita Canata a Lerici. L’associazione, attraverso l’avvocato Piera Sommovigo, si rivolge al Tar per l’annullamento del permesso di costruire rilasciato al privato dal Comune, lo scorso maggio, per la realizzazione di due edifici residenziali “mediante ricomposizione volumetrica di più fabbricati esistenti posti in area ad elevato rischio idraulico”, al Senato. L’intervento, che in questi mesi ha animato il dibattito lericino, poggia sulle possibilità offerte dal ‘Piano casa’, tra cui – per casi quali lo spostamento da aree ad alta pericolosità idraulica – incrementi volumetrici fino al 50 per cento, “al pari di quanto avvenuto nel caso in oggetto”, si legge nel ricorso. Oltre all’annullamento del permesso, Legambiente chiede, sì, la sospensione dei lavori (partiti in queste settimane), da decidersi in sede di udienza cautelare (che probabilmente si terrà a fine mese), ma anche, prima, un repentino stop al cantiere attraverso un pronunciamento monocratico ai sensi dell’articolo 56 del Codice di procedura amministrativa. “I lavori di realizzazione dell’intervento – si legge a questo proposito nel ricorso – stanno procedendo spediti e stanno determinando un rilevante pregiudizio ambientale, comportando peraltro la rimozione di gran parte dell’uliveto. Trattasi, pertanto, di situazione di contingente e potenzialmente irrimediabile alterazione dello stato dei luoghi che non consente, allo stato, di attendere la fissazione dell’ordinaria camera di consiglio cautelare”.

Numerosi i rilievi contenuti nell’iniziativa legale dell’associazione ambientalista, che ritiene che “l’intervento in esame va ad incidere in maniera pesantissima ed irreversibile su una zona di rilevante valore ambientale e paesaggistico, causando un’alterazione permanente dello stato dei luoghi e del contesto circostante. Trattasi di interventi che stanno interessando il territorio comunale di Lerici in modo sempre più frequente, consentendo la consumazione di suolo e la compromissione di un territorio già fortemente penalizzato”. Il ricorso riprende poi la convenzione siglata a marzo tra Comune e privato, in cui “si afferma che ‘la zona in cui è ricompresa la proprietà oggetto di intervento è posta all’interno di area già completamente urbanizzata e servita da viabilità carrabile’ […] Salita Canata, contrariamente a quanto affermato in sede di convenzione, è una strada pedonale, con un piccolo tratto carrabile, che consente l’accesso alle proprietà, ed è ancora ampiamente utilizzata quale rapido gradevole percorso di collegamento tra la frazione di Pugliola, le località di Barcola e Bellavista con il centro storico di Lerici: su tale aspetto, oltre che sull’importanza dell’uliveto e dell’ambiente, è stato richiesto con istanza inoltrata a mezzo pec l’intervento della competente Soprintendenza”. L’avvocato Sommovigo segnala altresì che “una reale ed effettiva descrizione dell’intervento edilizio in questione la si rinviene solamente nello schema di convenzione urbanistica” dello scorso marzo; “nella relazione tecnica presentata in sede di procedimento per il rilascio del permesso di costruire, nella descrizione delle scelte progettuali dell’opera, si prevede la realizzazione ‘di una casa isolata, con tipologia a villino’ e non dei due fabbricati sopra descritti”. E si legge ancora che “uno dei condomini presenti in zona, che dovrebbe essere interessato da servitù di passaggio a favore del secondo fabbricato residenziale previsto in progetto, ha già formalizzato il proprio dissenso in ordine alla sussistenza di tale servitù di passaggio e si è riservato di adire le vie legali: di conseguenza, allo stato, il secondo fabbricato risulterebbe essere privo di accesso”.

L’attenzione del ricorso va anche al Senato. Legambiente ha chiesto all’Autorità di bacino gli atti che hanno interessato il procedimento di classificazione dell’area di partenza quale area interessata da rischio idraulico. “Pur non essendo ancora stati consegnati gli atti del predetto procedimento – si legge -, si è potuto per l’intanto apprendere che la modifica/aggiornamento del Piano è stata avviata sulla base di una mera segnalazione di un privato riguardo l’interessamento dell’area dall’evento di piena avvenuta in data 23.12.2010. Siffatta segnalazione sarebbe stata inoltrata dal privato nel 2016 e quindi ben sei anni dopo il verificarsi del citato evento alluvionale. Peraltro, sempre secondo quanto si è per ora potuto rilevare, la segnalazione non era corredata da specifica documentazione tecnica, nonostante la previsione dell’art. 15, comma 5 delle NdA del PAI (Piano assetto idrogeologico, ndr) prescriva espressamente che ‘le istanze di modifica e/o aggiornamento delle carte di pericolosità possono essere avanzate dagli Enti Locali, anche su richiesta di altri Enti e soggetti pubblici e privati, sulla base di idonea documentazione tecnica acquisita con studi ed indagini di dettaglio’”.

Tra i vari rilievi alla base del ricorso legambientino, alcuni toccano il rapporto dell’intervento con il Puc (Piano urbanistico comunale). Per l’associazione, il progetto è “incompatibile (e non in deroga) con il Puc vigente” e “tale difformità […] attiene sia alla disciplina dell’area di localizzazione dei nuovi manufatti, che risulta essere già satura, sia alla delocalizzazione di un’area prevista area verde a servizio di quartiere”. In particolare, il ricorso afferma che il sub ambito di ricaduta dell’intervento “è da considerarsi ‘saturo’ e non è ammessa la nuova edificazione a completamento dei lotti liberi”; e sull’altro punto, l’associazione nel ricorso sostiene che “risulta che il Comune di Lerici ne ha deliberato il trasferimento in altra area attigua di proprietà dello stesso controinteressato (la parte privata, ndr), con conseguente variazione al Puc, verificatasi nuovamente in mancanza –secondo quanto risulta- di approvazione regionale”. Infine la considerazione che gli edifici in costruzione sono “in contrasto con le tipologie costruttive presenti nella zona, determinando, peraltro, un incremento del carico urbanistico complessivo, oltre che del traffico veicolare che, come si è già evidenziato, va ad incidere su Salita Canata che è una strada pedonale, con un piccolo tratto carrabile, che consente l’accesso alle proprietà, determinando l’insorgere di problemi di sicurezza e di congestione della zona”. Nella persona del sindaco Paoletti, il Comune di Lerici, contro cui muove il ricorso, si è costituito in giudizio con una delibera approvata oggi dalla giunta, affidando l’incarico per la tutela dell’ente.

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