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Una nuova darsena per Pagliari, il "piano B" dei cittadini per le casermette - Citta della Spezia
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Una nuova darsena per Pagliari, il "piano B" dei cittadini per le casermette

Tra sogno e realtà, l'Associazione Abitanti Pagliari scrive alla politica per dire no a nuovo cemento e chiedere un confronto.

Il "piano B" le ex Casermette

Lamentano di aver chiesto per 18 volte udienza al sindaco Pierluigi Peracchini, senza mai ricevere risposta. Volevano parlare del progetto di valorizzazione delle casermette, che definiscono “un irreversibile scempio ambientale e sociale”. Stamattina l’Associazione Abitanti Pagliari ha rotto gli indugi, presentando al protocollo di Palazzo Civico le proprie osservazioni sul progetto di allargamento della darsena nautica. Un documento di una decina di pagine indirizzato al sindaco stesso, alla presidenza del consiglio comunale, a tutti i consiglieri e alla segreteria generale.
Un excursus che parte dal 2012, da quando l’allora amministrazione Federici organizzò i primi incontri esplorativi per parlare dei futuri progetti per la zona di raccordo tra il porto commerciale, l’area dei grandi cantieri navali e la zona industriale di Vallegrande. Anni di confronti interlocutori e “vaghi” che si sono protratti fino ad oggi, denunciano i cittadini, in cui “le poche planimetrie portate dal Comune” sono “più o meno quelle viste già con l’ex assessore Pollio”.
Il progetto finale come emerso negli ultimi mesi ha confermato i timori dell’associazione, come ha ricordato Sergio Tognetti, uno dei portavoce: “Una desertificazione di 6 ettari di bosco e collina, abbattimento di oltre 240 alberi secolari, innalzamento di muri di capannoni fino a 17 metri, cementificazione per 200mila metri cubi…”, secondo una previsione poi parzialmente modificata. Lì dove mancano “scuole, centri sanitari, impianti sportivi, piccolo commercio” in virtù di una “colonizzazione industriale cieca” portata avanti negli anni.

I cittadini sono pronti a fare la propria proposta per coniugare la creazione di un nuovo polo nautico per il refitting, come negli intenti originari, con la “vivibilità ed il rispetto del quartiere di Pagliari”. Chiedono in particolare un progetto ambizioso che parta dal “recupero del capannone degradato ex-Inma compreso nell’area congruente proprietà del Comune della Spezia”. Diecimila metri quadri da bonificare (il capannone presenta quintali di eternit) a cui affiancare “un nuovo specchio acqueo, un ponte mobile sulla via ex Casermette e un ampliamento del Fosso Pagliari nella sua parte iniziale”.
Una nuova darsena interna dunque “moderna, efficiente, che riqualificherebbe un’area non sfruttata”. Dalla parte opposta del nuovo specchio acqueo, la costruzione di un edificio a servizio del quartiere, una eco scuola multifunzionale in cui raggruppare elementari, medie ed un centro congressi. “La viabilità della zona tutta verrebbe garantita sia da una ulteriore strada distante dall’abitato, che unisca Via Pitelli alla via che porta al soprastante campo sportivo di calcio, che dalla stessa Via delle Casermette”. Completerebbe il progetto un nuovo ponte mobile lungo Viale San Bartolomeo.

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