proposta non nuova
|"Affondiamo le vecchie navi della Marina per ripopolare la fauna"
La Marina Militare Italiana ha in dotazione armamenti militari di rilievo che concorrono a formare la flotta di difesa della Nazione. Gli armamenti navali hanno una loro vita utile dal punto di vista dell’efficacia, della modernita` e dell’attivita` effettiva, all’interno della visione strategica di difesa di un Paese. Una pratica ancora poco conosciuta in Italia, lo scuttling, consente di affondare il naviglio dismesso, in maniera volontaria e pilotata, al fine di effettuare una rivalorizzazione ambientale in zone che necessitano di un ripopolamento floro-faunistico.
“Alcuni mezzi della Marina Militare vengono, per raggiunta obsolescenza, ritirati dalla flotta e, quindi, depennati dal ruolo e accompagnati alla dismissione. – dichiara Alessandro Bozzano, consigliere regionale di Cambiamo! – Secondo le normative vigenti il mezzo dismesso e` considerato un rifiuto e viene, dunque, avviato alle usuali procedure per il recupero. In questo quadro generale abbiamo pensato di chiedere alla giunta regionale di attivarsi presso il Governo per sollecitare il riconoscimento formale e legale dell’attivita` di scuttling”.
“La pratica dell’affondamento navale, volontaria e controllata, e` ancora abbastanza poco conosciuta in Italia, – prosegue ancora Bozzano – ma in futuro puo` rappresentare una fonte di reddito importante per chi avra` le competenze e la capacita` di poterci investire. Lo scuttling puo` facilitare il ripopolamento della fauna marina e la protezione della pesca da strascico in corrispondenza delle coste, auspico che il nostro Paese si attivi per l’ufficializzazione e la normazione di una pratica sulla quale abbiamo il dovere di muoverci per tempo”.
“Rispetto al mero smantellamento, inoltre, l’affondamento programmato si fa preferire per molteplici motivazioni; – conclude il consigliere varazzino – consente di valorizzare il naviglio in termini storici e culturali, puo` fungere da attrazione turistica sui territori per le specialita` sportive considerate e puo` diventare elemento di esercitazione da parte dei corpi generici e speciali (Capitanerie di Porto, Comsubin, Carabinieri subacquei), infine, potrebbe generare la creazione di luoghi idonei all’immersione e al conseguente conferimento dei brevetti specifici, favorendo la nascita di nuove aziende costituite per questo scopo: un potenziale volano per l’economia del mare che non possiamo assolutamente permetterci di tralasciare”.


