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Animali sentinella

Dragaggi, Adsp realizza nuove indagini per la caratterizzazione

Nel giro di due mesi dovrebbe essere disponibile il quadro completo del secondo e del terzo bacino. Di Sarcina: "Scavi necessari per la competitività dello scalo. Per questo bisogna fare bene la caratterizzazione".

Una draga in azione

L’utilità dei dragaggi per un porto moderno non è da mettere in discussione. Canali di accesso più profondi consentono l’arrivo di navi più grandi e di conseguenza maggiori volumi di traffici sulle banchine, vera e propria linfa vitale di ogni scalo. Da cinque anni a questa parte entrando in argomento non si può che pensare alla moria di muscoli che si verificò nei vivai dei mitilicoltori spezzini, anche se sul rapporto diretto tra le attività di scavo dei fondali e il disastro che investì i molluschi si deve ancora attendere il pronunciamento della magistratura. E’ anche per questo che per tutto il mandato di Carla Roncallo e ancora oggi l’Autorità di sistema portuale ha voluto confrontarsi a più riprese con i muscolai prima di riprendere il discorso.

Un anno fa è stato dato il via alla caratterizzazione dei fondali antistanti il secondo e il terzo bacino, mentre sono state portate avanti le operazioni di livellamento dei fondali del Molo Fornelli Ovest e, ancora pochi giorni fa, sono state prorogate di anno in anno le polizze fideiussorie per i completamenti delle escavazioni in corrispondenza della banchina orientale del Fornelli e di quella di Calata Paita.
Sulla base delle risultanze delle analisi ecotossiche l’Authority “ritiene opportuno – si legge in una recente determinazione firmata dal segretario generale Francesco Di Sarcina – procedere con una verifica di approfondimento e di controprova, volta ad accertare e confermare i risultati ottenuti in ragione della fattibilità tecnico-economica del prossimo progetto di dragaggio complessivo”.
“Le indagini – spiega Di Sarcina a CDS – sono state svolte nella prima metà dell’anno scorso con animali sentinella che non sono stati reperibili in alcuni periodi del lockdown, pertanto c’è la necessità di verificare se i risultati emersi siano stati influenzati da questa particolare condizione. Le caratterizzazioni, per esperienza, devono essere certe: se è necessario bisogna ripetere gli studi anche più volte. Inoltre potremmo pensare di allargare i campionamenti anche allo specchio acqueo antistante il Canaletto, visto che se Lsct dovesse chiedere una modifica del piano industriale potrebbe esserci più interesse su quell’area che sul Molo Garibaldi”.

In Via del Molo si danno un paio di mesi di tempo per concludere gli approfondimenti e tracciare un quadro completo della situazione.
“Fatto questo predisporremo un progetto di intervento equilibrato, che risolva le problematiche del porto nel pieno rispetto dell’ambiente, quindi lo proporremo per l’autorizzazione e poi andremo ad appaltarlo. Stiamo lavorando fianco a fianco con le strutture della Regione – prosegue il segretario – per avere il conforto di proporre un piano che rispetti tutti i criteri per avere l’autorizzazione”.
Se tutto andrà come sperano in Adsp entro il 2021 potrebbero prendere il via i lavori di scavo per portare i fondali, che oggi variano tra i 13 e i 15 metri, a una profondità di 15 metri uniforme nei canali di accesso e negli spazi di manovra.
“Fondali più profondi significano la possibilità di utilizzo di navi più capienti da parte degli armatori e di ottimizzazione delle rotte e delle operazioni di banchina. Si tratta di un nuovo salto di qualità che il porto della Spezia deve fare se vuole mantenere la sua competitività. E’ per questo che stiamo facendo le caratterizzazioni e soprattutto è per questo che le vogliamo fare bene”, conclude Di Sarcina.

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