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Allo studio un piano per candidare la città a essere Capitale della cultura - Citta della Spezia
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Un progetto a 360 gradi

Allo studio un piano per candidare la città a essere Capitale della cultura

L'amministrazione ha incaricato Promo P.A. Fondazione di realizzare il "Piano per la valorizzazione del sistema culturale". Peracchini: "Un asset positivo per le attività commerciali e la città".

Pierluigi Peracchini nel suo ufficio

Musei, mura, testimonianze, monumenti… tutto quello che fa parte dell’asset culturale sarà inserito in un progetto attraverso il quale il Comune della Spezia cercherà di valorizzare il suo patrimonio. E’ il “Piano per la valorizzazione del sistema culturale” che l’amministrazione ha affidato a Promo P.A. Fondazione per un importo di 18.300 euro (Iva compresa) con lo scopo di “individuare un set di azioni progettuali in grado di dare una connotazione specifica al territorio della Spezia nei prossimi anni e di indirizzare la città verso un’azione di posizionamento competitivo in ambito culturale, definendo gli assi prioritari di attività”.

“Si tratta di capire come mettere a sistema e rendere spendibile nell’attrazione dei turisti le nostre ricchezze. E’ una parte del lavoro che stiamo facendo con gemellaggi e grandi eventi per lanciare la città a livello europeo e mondiale. Siamo al lavoro”. A parlare è il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, che da qualche mese detiene anche la delega alla Cultura.
“Puntiamo a elaborare un progetto di valorizzazione dei beni culturali – prosegue il primo cittadino ai taccuini di CDS – e capire se possiamo candidarci a essere capitale della cultura italiana o europea nei prossimi anni. Dobbiamo cercare di creare una rete, un prodotto commerciale molto più attraente per il mercato turistico, vedere quali sono i modelli che possiamo imitare per valorizzare il nostro patrimonio e farlo diventare un asset positivo per le attività commerciali, per il bene della città”.
Effetti finanziari positivi attesi anche per le casse comunali.
“Più persone riusciamo ad attrarre nel territorio, con i pernottamenti e l’imposta di soggiorno, più ci sono possibilità di ritorno economico. A questo si aggiunge il beneficio indiretto di tutte le attività culturali, che è maggiore se si opera in maniera sistemica. Abbiamo tanto che non conosciamo da valorizzare, come la città medievale e i percorsi storici. Dobbiamo creare un piano economico, un piano industriale. La cultura d’altronde è un’industria, come il turismo, forse la più importante in Italia e nel nostro territorio. Si vede dai risultati che arrivano se si investe in maniera intelligente”.