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Intesa con fincantieri

Tegola sul depuratore: "Iren ha rivoluzionato tutto"

Il sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti: "Noi abbiamo fatto il nostro dovere, poi la situazione si è capovolta".

Stabilimento Fincantieri di Muggiano

Lo scorso gennaio è stato sottoscritto un accordo tra Acam acque, Fincantieri, Provincia della Spezia e i Comuni della Spezia e di Lerici finalizzato alla realizzazione del depuratore a margine del cantiere navale del Muggiano, a servizio dello stesso e degli abitanti della frazione omonima, di Pitelli e di tutte le utenze civili funzionalmente connesse all’intervento, per un totale di circa 3.500 abitanti serviti. Ma l’operazione, cercata dall’amministrazione Paoletti sin dai primi mesi di mandato, ora deve fare i conti con uno stop i cui contorni sono emersi nel corso del consiglio comunale di ieri sera. “Pensavo che la questione fosse stata definita – ha osservato dai banchi dell’opposizione l’ex sindaco Fresco – e invece leggiamo cose che portano a chiedersi cosa stia succedendo a questo intervento la cui realizzazione sarebbe positiva. Del resto anche quando ero sindaco io provammo a imbastire un dialogo in questo senso con Fincantieri, ma allora non trovammo la disponibilità del cantiere”. Le perplessità dell’esponente del centrosinistra fanno riferimento a quanto scritto dal sindaco Paoletti il 24 novembre nell’ambito di una lunga e articolata risposta social agli attacchi dei circoli Pd lericini inerenti la querelle giudiziaria tra l’ente comunale, da una parte, e Acam-Iren e Provincia dall’altra. Questo il passaggio: “Cari concittadini, inutile che il vostro Sindaco abbia siglato un accordo con Fincantieri per utilizzare il loro depuratore al quale allacciare gli scarichi di Muggiano se poi vi diranno che Iren consiglia di portare le tubature fino agli Stagnoni caricando i costi (circa 10 milioni) in bolletta”.

“Sono arrivati i tecnici di Iren – ha spiegato il sindaco di fronte al consiglio comunale – e hanno rivoluzionato tutto dicendo che i cosi non sono più quelli di prima, che le terre non sono più inquinate. Questa amministrazione il suo dovere l’ha fatto, sia politicamente, sia dal punto di vista della tutela ambientale e della risposta a quelle norme che preservano l’ambiente dall’inquinamento. Un percorso che abbiamo concluso con il sostegno dei tecnici Acam. Oggi Iren mi dice che la via migliore è un’altra. Io a questo punto ho chiesto una relazione tecnica chiara, per iscritto, che poterò anche in commissione, perché voglio capire esattamente perché con l’arrivo di Iren il mondo di colpo si è capovolto. Rispetto Iren, è una realtà che del tutto legittimamente fa impresa, ma sta alla politica arginare certe condotte imprenditoriali”. Un nuovo fronte di lavoro che evidentemente fino a una manciata di settimane fa Palazzo civico non metteva in conto di dover aprire. Una grana che va ad ‘arricchire’ il racconto del rapporto con Iren, accostandosi al braccio di ferro sul servizio rifiuti.