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Battaglia sui rifiuti

Lerici, opposizione accusa: "Sconfitta al Tar già costata 240mila euro"

Il sindaco Paoletti: "Se si rispettassero le norme potremmo risparmiare il 22 per cento sul servizio". L'assessore Sammartano: "Cittadini pagano inoperosità Provincia".

Lerici, consiglio comunale del 15 aprile 2019

Ieri sera il consiglio comunale di Lerici, con il voto favorevole della sola maggioranza e il no dell’opposizione, ha approvato il riconoscimento del debito fuori bilancio legato alle spese effettuate per far fronte alla querelle legale con Acam, Iren e Provincia, che per ora, sede di Tar, ha visto Palazzo civico soccombere (ma si andrà al Consiglio di Stato). “L’amministrazione comunale – ha attaccato l’ex sindaco Fresco dai banchi dell’opposizione – avrebbe dovuto agire con più cautela. Le sentenze del Tar che danno torto al Comune sono estremamente chiare. E c’è l’aggravante dei costi che questa strada sta provocando alla comunità: 7.600 euro per un primo parere legale, 36mila euro per il progetto di Ars, 61mila euro di spese legali, 107mila euro per le sentenze perse, i costi di gara e le spese legali in vista del Consiglio di Stato, che per ora sono a 26mila euro. Siamo sui 240mila euro complessivi, cosa non da poco. Prima di andare al Consiglio di Stato qualche riflessione in più sarebbe stato meglio farla. Ve la prendete con la Provincia? La consigliera Gianstefani è anche consigliere provinciale, si distingua, si faccia sentire. Ad oggi mi pare non abbia proferito parola”. Pronta la replica delle delegata ai rifiuti: “Svolgo il mio ruolo nelle sedi opportune senza uscite eclatanti, non mi appartiene”, ha detto, definendo l’iter giudiziario intrapreso dall’ente comunale “un percorso impervio ma giusto e coraggioso”.

“Ora i cittadini di lerici spendono un 22 per cento in più rispetto a quanto accadrebbe seguendo quelle norme che tutelano appalti e concorrenza”, ha affermato il sindaco Leonardo Paoletti con riferimento al recente – e recentemente congelato – esito della gara per il servizio rifiuti. Il sindaco, che ora nel suo operare social ha sdoganato l’hashtag #ventiduepercento, ha osservato che “il Tar ci ha scippato di questo risparmio e ha fatto una castronata giuridica definendoci in house. Noi non siamo in house, siamo diventati terzi rispetto ad Iren quando abbiamo scelto di non acquisirne le azioni. Il Consiglio di Stato riconoscerà le nostre ragioni”. Il primo cittadino ha comunicato che, oltre al risparmio tariffario, l’entrata in scena della società emiliana che ha vinto la gara “avrebbe non solo comportato il riassorbimento dei 37 lavoratori precedentemente impiegati nel servizio, ma anche il progressivo inserimento di altre dieci unità”. E poi lo sguardo alla Provincia: “Spiace che abbia promosso anch’essa lo scontro. Mi ha scoraggiato constatare la mancanza di sensibilità sul tema da parte di amministratori eletti con una tornata di secondo livello. Fossi stato un consigliere provinciale avrei chiesto il ritiro degli atti compiuti contro dalla Provincia contro il Comune, soprattutto alla luce della gara svolta. Ma i nostri consiglieri lo faranno, ci sarà occasione per farlo”.

“Si dovrebbe dibattere non tanto di quello che coraggiosamente fa il Comune di Lerici, ma di quello che non fa la Provincia – ha aggiunto l’assessore al bilancio Aldo Sammartano -. Nel momento in cui la Provincia fa la gara d’ambito per i rifiuti viene meno l’affidamento al soggetto incaricato. E allora perché non la fa? Se la facesse quel risparmio di 600mila euro all’anno previsto dal Comune di Lerici potrebbe essere trasferito a livello provinciale su un bacino di oltre 150mila abitanti. Con il suo non mettersi operosamente al lavoro la Provincia sta creando un costo aggiuntivo per gli utenti del territorio”.