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Piazza Cavour, parcheggio o non parcheggio? Si va verso uno stop? - Citta della Spezia
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Tutto sembra tornare in discussione

Piazza Cavour, parcheggio o non parcheggio? Si va verso uno stop?

Lunghissimo dibattito a Palazzo civico, dove sono stati esposti i tre progetti che prevedevano posti auto in struttura, con le relative valutazioni della commissione tecnica. Cenerini attacca Rinaldi, Costantini unico a favore della pedonalizzazione.

La seduta congiunta delle commissioni su Piazza Cavour

Tre ore di progetti, recriminazioni, domande, risposte e valutazioni delle valutazione. La riqualificazione di Piazza Cavour tiene banco nel dibattito cittadino da tempo, con le mosse delle ultime settimane a scaldare gli animi su un tema che di per sé è sempre sembrato complesso da affrontare. E che oggi, ancora di più, sembra difficilmente risolvibile. Nel corso della seduta delle commissioni II e III, presiedute da Marco Tarabugi e Maria Grazia Frijia, si è infatti avuta la conferma di una contrarietà praticamente unanime rispetto al traguardo al quale l’amministrazione è giunta dopo quasi due anni e mezzo di consultazioni, discorsi, selezioni, revisioni e, infine, scontri. E se quello con gli operatori del mercato si era annusato sin dall’inizio, con la loro mancata partecipazione al percorso di consultazione avviato dall’amministrazione, ben altro significato assume quello andato in scena nell’ultimo periodo, con protagonisti i membri della maggioranza consiliare, tanto da imporre una rivalutazione dei progetti già bocciati dalla stessa amministrazione. Una richiesta che appare a molti fuori tempo massimo, ma che si giustifica con la parola magica dello spezzino di ogni censo e categoria: parcheggi.

“Questa seduta congiunta delle commissioni – ha esordito questo pomeriggio a Palazzo civico la presidente Frijia – è stata convocata per offrire la possibilità di avere una conoscenza maggiore della situazione e per consentire una più approfondita valutazione politica, non per interferire nell’iter impostato dall’amministrazione”.
Presenti al tavolo dei relatori (ma in qualche frangente sembrava fosse quello degli imputati) i membri della commissione tecnica, per spiegare i criteri di valutazione dei progetti, gli architetti che avevano proposto le soluzioni bocciate nonostante avessero previsto la realizzare di parcheggi in struttura, e i dirigenti comunali. Al loro fianco gli assessori ai Lavori pubblici, Luca Piaggi, e al Commercio, Lorenzo Brogi.

“Due anni fa – ha ricordato Piaggi, che detiene anche la delega alla Partecipazione e alla Trasparenza – abbiamo avviato un percorso lungo e complesso per raccogliere le istanze da portare nel Documento di indirizzo alla progettazione (Dip) con la consulenza dell’esperto Giovanni Allegretti. Dei 13 progetti arrivati in Comune, uno è stato escluso per motivi tecnici, gli altri sono stati valutati e cinque sono giunti alla seconda fase. Si trattava di idee progettuali, da trasformare in progetti di fattibilità che hanno portato alla selezione di un elaborato da convertire in progetto esecutivo per la messa a bando. Come è normale per qualunque opera pubblica”.

Rosanna Ghirri, presidente della commissione che ha valutato i dodici progetti, ha spiegato come i criteri applicati siano stati quello del rispetto dei costi, della strutturazione dell’area centrale e della chiusura dei padiglioni, della funzionalità del primo e del secondo lotto, del mantenimento dell’attività mercatale anche nel corso dei lavori, dell’individuazione dei varchi e della soluzione eventualmente adottata per i parcheggi.
“Abbiamo effettuato tre macro valutazioni – ha specificato l’ingegner Gianni Benvenuto – che sono il rispetto dei costi, la verifica delle prestazioni e la coerenza con i contenuti del Dip”.

Sono quindi stati svelati i motivi della bocciatura dell’idea progettuale dello studio dell’architetto Riccardo Bazzali. “I costi – ha detto Benvenuto – non erano compiutamente valutabili perché non indicati e la strutturazione dell’opera ha fatto pensare a un superamento del budget a disposizione. Sulla strutturazione dell’area centrale l’ipotesi era debolmente espressa e la funzionalità dei lotti non era garantita e pareva difficilmente ottenibile. Così come il mantenimento delle attività commerciali in corso d’opera. Sui contenuti del Dip la proposta era completa ed esaustiva, meno sull’attrattività permanente degli spazi, se non motivata dalla presenza di banchi di street food, apparsa insufficiente. La soluzione per i parcheggi è stata valutata positivamente. La proposta sembrava risolve un problema ma non ne affrontava altri, soprattutto di carattere commerciale. Per questo la commissione ha concesso 20 punti su 100, che non l’hanno fatta rientrare tra le cinque che abbiamo portato avanti per un maggior approfondimento. Hanno inciso anche le potenziali mancate autorizzazioni relative al vincolo idraulico e ai vincoli della Soprintendenza”.

E’ seguita la presentazione della bozza di progetto da parte dello stesso architetto Bazzali. “L’idea è nata dall’esperienza progettuale e di cantiere. Sono venuto a conoscenza di una tecnologia costruttive applicata per Fca e Ferrari e per l’aeroporto San Marco di Venezia che consente di realizzare metrature simili a quella spezzina in 90 giorni. Si tratta di un misto di calcestruzzo e acciaio, con tempi veloci e certi. Bastano 15 minuti per montare una campata. Ho effettuato un sopralluogo con i tecnici della ditta italiana specializzata in questa modalità edilizia ed è emerso che per loro un’opera come Piazza Cavour sarebbe una banalità. Le tempistiche sono eccezionali, il costo del preventivo che ho ricevuto è pari a 670mila, al netto dei getti. Il parcheggio verrebbe realizzato sopra il mercato, aprendo le coperture oggi esistenti”.
Il dirigente comunale Claudio Canneti ha però fatto notare che sarebbe necessario smontare i quattro padiglioni e fare tutto da capo, con relativi costi, non esplicitati nella documentazione presentata in Comune.

“E’ assurdo bocciare un progetto sulla base di possibili bocciature da parte di altri enti – ha dichiarato Fabio Cenerini, capogruppo di Forza Italia -. E sul fronte economico se i costi superano le risorse a disposizione, ben chiare nel bando, il problema è di chi propone il progetto”. Dopo un battibecco sull’entità delle risorse nette per il primo lotto (poco meno di 3 milioni di euro) e sull’incidenza dell’Iva, ha preso la parola Patrizia Saccone, esponente del gruppo misto.
“I cittadini hanno chiesto per prima cosa i parcheggi. Il problema è che il bando non ne ha tenuto conto. I costi? Vorrei ricordare quello che è accaduto per Piazza Verdi, per l’estate scorsa… d’ora in poi mi aspetto allora che l’amministrazione sia come la Svizzera, che non si spenda un euro in più del previsto per ogni cosa che farà”, ha concluso con evidente spirito critico.
“Non è vero che il bando non contiene le indicazioni sui parcheggi – ha risposto l’archietto Diego Perfigli, collega di Bazzali -, il fatto è che sono nascoste. Ci sono riferimenti al report del percorso partecipato, ed è sulla base di quello che siamo arrivati a questa soluzione. Inoltre vorrei far notare che i 120 posti auto porterebbero all’amministrazione un introito stimato tra i 600mila e gli 850mila euro annui: in cinque anni ci sarebbe un sicuro recupero dei costi, anche se fossero superiori a quelli previsti”.
Il capogruppo del Partito democratico, Marco Raffaelli, ha quindi evidenziato la “discordanza tra lo scritto e il detto. Il bando non ha tenuto conto del percorso di partecipazione. Forse è necessario un ripensamento per questioni economiche e tecniche. Credo che la cosa migliora sia bloccare tutto per un anno e ripartire”.
Sempre per l’opposizione Guido Melley, leader di Leali a Spezia, ha chiesto ai progettisti se valutino di impugnare il giudizio della commissione.
“Non siamo delusi – ha ribattuto Perfigli – semplicemente perché gli altri hanno risposto al bando, noi a un bisogno della città”.

Preso atto di ciò le commissioni sono passate all’analisi di un altro dei progetti filo posti auto giunti a Palazzo civico. Quello dell’architetto Riccardo Maria Nardone, promosso alla seconda fase e giunto sul terzo gradino del podio.
“Sui costi la proposta era in linea con i limiti imposti dal bando – ha spiegato l’ingegner Benvenuto – e sul fronte delle prestazioni appariva più congrua nell’area centrale. La funzionalità del primo e del secondo lotto era un po’ meno sviluppata, ma con una logica sequenziale. L’aspetto prestazionale era migliore degli altri due progetti in visione oggi, così come l’attrattività permanente grazie ai volumi pensati per l’area centrale. Abbiamo valutato positivamente anche le soluzioni per la viabilità, e infatti l’idea ha ottenuto un totale di 66 punti. questo dimostra che non c’era nessuna preclusione rispetto ai parcheggi in struttura… ma dipendeva molto anche dal resto del progetto”.

“La necessità di ricavare nuovi posti auto era trasversale a tutte le categorie di stakeholder presenti nel report – ha illustrato l’architetto – e abbiamo deciso di dare importanza anche agli aspetti della flessibilità e dei tempi del cantiere. Abbiamo ritenuto la creazione di un parcheggio un elemento importante anche per la centralità della piazza rispetto al tessuto urbano e all’assenza di parcheggi in struttura nella zona. Oggi ci sono 94 stalli, con la nostra proposta, che prevede l’autorimessa al piano terra e l’innalzamento del mercato a un piano superiore, sarebbero saliti a 158. La differenza equivale all’area di Piazza Beverini, che si sarebbe così potuta riservare ai residenti o regolare come una Ztl. Innalzare la superficie del mercato sarebbe un cambiamento importante per chi ci lavora, ma abbiamo previsto aree di carico e scarico e montacarichi per limitare il disagio. L’area commerciale diventerebbe un ambiente chiuso, suddiviso per categorie merceologiche, mentre l’utilizzo dell’area centrale ottenuta dall’unificazione del primo piano sarebbe da sviluppare, proprio per il principio della flessibilità a cui alludevo. Questa zona sarebbe la piazza nella piazza prevista dal bando. Gli operatori avrebbero a disposizione box da 12 metri quadrati, celle frigo e magazzini per ridurre gli spostamenti. Il cantiere a rotazione richiederebbe 450 giorni di lavoro. Per quanto riguarda i costi ci sarebbe un risparmio di due milioni di euro nel computo dei due lotti. Anzi, probabilmente la somma di 4,1 milioni prevista per il primo lotto potrebbe essere sufficiente per entrambi”.

Il commissario Roberto Centi, di Leali a Spezia, ha obiettato che l’innalzamento del mercato, al quale si accederebbe con due scalinate scenografiche, interromperebbe l’asse visivo di Corso Cavour.
“L’altezza sarebbe di 3 metri e non genererebbe una interruzione del cono visivo. Abbiamo previsto anche una soluzione che non preveda questa ipotesi, ma verrebbe meno l’unitarietà della piazza”, ha replicato Nardone.

Passando alla terza idea progettuale presentata ai commissari, quella dello studio dell’architetto Carlo Alberto Cozzani, l’ingegner Benvenuto ha subito spiegato che il calcolo dei costi era apparso ottimistico e che le funzioni stratificate su tre piani (mercato, parcheggio e parco urbano) è stata ritenuta una criticità. “Mancavano gli elaborati per la funzionalità dei lotti, mentre l’ipotesi del parcheggio è stata considerata ancora una volta positivamente. E’ parso difficile, invece, sviluppare l’idea a causa del vincolo idraulico (a causa del sovraccarico rappresentato dal terzo livello) e per i vincoli della Soprintendenza. E’ normale che una commissione dia pareri precognitivi”, ha concluso rispondendo alle critiche di poco prima del commissario Cenerini. In totale la proposta ha ottenuto 29 punti.
L’architetto Cozzani, che ha definito la commissione anomala, rimarcando di non aver mai illustrato un progetto scartato da una giuria, ha dichiarato “insindacabile la decisione della commissione tecnica”, annunciando di non voler parlare della sua proposta progettuale. “Parlano le tavole. Noi – ha detto – abbiamo presentato quello che pensiamo serva alla città in quel punto: un edificio ibrido con mercato al piano terra e un parcheggio al livello di mezzo che potrebbe un giorno diventare sede di magazzini. Ricordo a tutti che le città cambiano: Corso Cavour un tempo aveva la auto e se oggi si pensasse di riportarcele si rischierebbe di essere uccisi dai commercianti”.
Interrogato da Cenerini sulla tenuta statica della struttura di tre piani l’architetto ha chiarito che si tratterebbe di realizzare un raddoppio di pilastri e traversi, staccati da quella esistente e che il parco urbano pensato al posto della copertura rappresenterebbe quella piazza nella piazza richiesta nel bando. “Perdere occasioni come questa, per una città, è pericoloso: non si parla di maglioni, che si possono indossare in un secondo tempo. Un’idea bocciata rimane tale. E comunque la piazza non ha vincoli da parte della Soprintendenza”.
Pronta e secca la risposta dell’architetto del Comune, Daniele Virgilio: “La piazza è vincolata. È una piazza pubblica con più di 70 anni e l’intervento è da sottoporre al parere preventivo della Soprintendenza. Lo abbiamo già verificato con uffici regionali”.

Conclusa l’analisi delle tre idee progettuali i commissari hanno preso la parola per le proprie considerazioni di carattere politico.
“Nel Dip è scritto che non si voleva un progetto calato dall’alto. Allora nel bando ci doveva essere tassativamente la richiesta di pensare a una soluzione per i parcheggi, come è emerso dal percorso di partecipazione. Inoltre il centrodestra ha sempre chiesto che si realizzassero più posti auto in città, da anni e anni. Inoltre nel corso della campagna elettorale era stato detto che si sarebbe concretizzata la rotazione dei dirigenti, compreso, non me ne voglia, l’ingegner Rinaldi, che ha firmato il bando ed è Rup del provvedimento. Non dimentico che il Piano del traffico a sua firma è stato rivisto da capo dalla maggioranza. E poi dopo un percorso di un anno e mezzo, costato migliaia di euro, non viene dato l’indirizzo di fare parcheggi in Piazza Cavour?. Dall’amministrazione che appoggio io mi sembra una cosa assurda. Era anche stata chiesta la chiusura laterale per non avere auto dentro le zone di vendita, nel corso del pomeriggio e della notte, anche per questioni di igiene, ma alla fine sembra che resterà tutto così com’è oggi… E infine sentiamo dire che l’amministrazione si riserva di non fare un progetto che ha selezionato e premiato. Non capisco la logica. Fermiamo il processo. Abbiamo già avuto giunte che non hanno ascoltato il volere dei cittadini e abbiamo visto che fine hanno fatto: vorrei che la nostra maggioranza di centrodestra facesse diversamente, soprattutto dopo un percorso pagato con denaro pubblico. O si trova situazione alternativa per i posti auto, oppure così non va”, ha concluso Cenerini, prima di chiedere lumi sulla composizione della commissione giudicante: “Ai progettisti venivano chieste esperienze lavorative specifiche e approfondite, ma non ai membri della commissione. Se Renzo Piano avesse presentato un progetto lo avrebbe potuto valutare una persona che fa l’architetto da un paio d’anni. E’ assurdo”.

Per il Movimento cinque stelle la consigliera Donatella Del Turco ha parlato di un progetto avviato sotto i migliori auspici, “con un percorso partecipato dal quale sono emerse le esigenze di mobilità e accesso alla piazza. Ma poi non si è tenuto conto delle richieste dei cittadini”.
L’esponente di Italia viva, Federica Pecunia, ha valutato la seduta delle commissioni del pomeriggio “confusionaria e un po’ postuma”. “Prima – ha proseguito – l’amministrazione aveva parlato di rifare la piazza in stile liberty. Credevo che avremmo avuto grossi problemi, ma con il lancio del bando ho sperato in un miglioramento della situazione. Poi la Regione ha assegnato fondi in pieno stile da campagna elettorale per rifare il cuore della città. Oggi siamo tutti convinti che servano parcheggi, ma serve anche un’idea di città. E non mi sembra che questa amministrazione ce l’abbia. Siamo fermi al Puc del 2002. Se si sceglie un progetto che non prevede ciò che tutti chiedono si deve pensare a una alternativa, per esempio a un servizio di trasporto pubblico che transiti nella piazza”.

“Due anni anni e mezzo e 15mila euro per sapere quello che sapevamo già: servono i parcheggi per chi compra in piazza – ha aggiunto ironica la consigliera Saccone -. Abbiamo molti progetti in ballo, compreso quello della passerella su Viale Italia, che non convince. Facciamo un’opera sola, ma fatta bene. E poi perché il bando è stato pubblicato su un quotidiano come “Il Dubbio”, che si trova solamente nelle edicole di quattro città?”.
Secondo Lorenzo Forcieri, commissario di Avantinsieme, il problema del progetto nasce all’origine. “Oggi siamo in un paradosso, con la visione di progetto già bocciati, ma possiamo arrivare a qualcosa di positivo, anche utilizzando i fondi stanziati per la passerella su Viale Italia, che mi sembra evitabile. In quell’area è necessario un intervento che riguardi anche il circondario: possiamo pensare a una struttura ex novo, che non può prescindere dai parcheggi. Non credo sia logico pensare alle aree dell’arsenale come alternativa per i posti auto: nel 2020 per le aree a mare bisogna prevedere ben altri utilizzi. Riprenderei invece in considerazione l’ipotesi di un parcheggio interrato alla Pinetina”.

Mentre il tempo a disposizione si riduceva sempre di più l’azzurro Giacomo Peserico ha chiesto ulteriori delucidazioni sui costi, facendo notare come il progetto vincitore sembri di fatto una manutenzione straordinari rispetto ai tre illustrati poco prima: “Non mi sembrano nemmeno paragonabili”, ha spiegato.
Tranciante la risposta dell’ingegner Canneti: “Nessuno di questi tre rispetta i costi previsti”.
Per i totiani Andrea Biagi ha dichiarato importati i parcheggi, ma anche la viabilità e le tematiche relative all’igiene, mentre Umberto Costantini, capogruppo di La Spezia popolare si è distinto per essere l’unica voce che non ha assecondato il tema dei parcheggi: “Non creiamo un ecomostro del quale ci potremmo pentire. Ci sono aree militari e soluzioni che potrebbero concretizzarsi in futuro. Con in piano della mobilità ad hoc si può invece pensare di pedonalizzare, di liberare dalle auto, un centro storico, una zona già sufficientemente intasata dal traffico”.
Di diversa opinione Marco Frascatore, commissario di Spezia vince con Peracchini sindaco: “La priorità, è chiaro, sono i parcheggi. Come si possa fare è da vedere ma sono indispensabili, dentro o fuori l’area della piazza”.

Nelle prossime settimane altre audizioni rinvigoriranno il dibattito sull’argomento: quelle di Confcommercio e del consorzio Spezia vivi il centro e quelle degli operatori e del Civ Mac.