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Bando slittato, nuove coperture

Strali da Lerici: "Sui lavoratori Iren ha giocato sporco"

L'amministrazione in commissione: "Per la clausola sociale ci hanno dato i nomi di quattro dipendenti che operano non solo su Lerici, senza menzionarne invece altri davvero attivi". L'opposizione: "Criticate la Provincia? Gianstefani si dimetta".

Commissione a Lerici

Il piano iniziale dell’amministrazione comunale lericina era fare grossomodo metà 2019 con Acam Iren e il resto dell’anno con il nuovo gestore intercettato con il bando per il servizio rifiuti. Ma il ritocco del bando stesso – in particolare su aspetti relativi a clausola sociale e qualità del servizio – ha visto slittare i termini al 20 agosto. Qualora tutto filasse liscio, quindi, il nuovo gestore potrebbe insediarsi a metà autunno. Necessario a questo punto – visto che il nuovo affidamento prevede riduzione del costo del servizio e delle tariffe – rivedere le cose per garantire le coperture finanziarie, visto che si spenderà, quest’anno, un po’ di più rispetto a quanto preventivato. Ritocco, di conseguenza, anche sulle tariffe, in particolare un incremento di circa l’8 per cento per le utenze non domestiche (invariate quelle casalinghe). A spiegarlo, stamani in commissione, la dott.ssa Katia Serio del Servizio economico finanziario, che ha altresì comunicato come il Tar abbia rigettato la richiesta di sospensiva del bando chiesta da Acam-Iren e Provincia della Spezia. Nel merito della scelta lericina di trovare un altro gestore i magistrati si esprimeranno invece a ottobre. “Il no alla sospensiva è elemento di grande soddisfazione – ha osservato l’assessore a bilancio e partecipate Aldo Sammartano -. Ci ha fatto ricorso tutto il mondo: Acam, Iren e la Provincia, ente quest’ultimo che ci ha inserito tra i Comuni in house, un grossolano errore per il quale Via Veneto non ha pensato di fare una delibera in autotutela, per mettere a posto le carte. Anzi, ha fatto ricorso contro”. Provincia – ancora una critica dall’ingegnere – “che da tempo immemorabile, per ragioni sconosciute, non fa una gara d’ambito sui rifiuti”.

“Andiamo avanti con il nostro impegno politico finalizzato a uscire da un sistema monopolistico che non garantisce servizi e tariffe adeguati – ha affermato il sindaco Leonardo Paoletti – Ci contrastano? Ne sono ben fiero, vedendo chi ci contrasta”. Tra gli ‘avversatori’, la già menzionata Provincia, nei confronti della quale Paoletti ha assicurato che non sarà mai “supino per trarne eventuali benefici a livello di carriera politica: non è così che ragioniamo”. I riferimenti a Via Veneto hanno stuzzicato l’opposizione, presente con i capigruppo De Luca, Fresco e Ornati. “Ve la prendere con la Provincia – ha sbottato l’ex presidente del consiglio comunale -, ma in Provincia la maggioranza ce l’avete voi, ce l’ha i centrodestra, e in consiglio, con La Spezia popolare, c’è la nostra consigliera Gianstefani. Allora dica che le cose non vanno bene, magari si dimetta”. Non è mancata la risposta da parte della delegata al ciclo dei rifiuti: “In Provincia è in piedi un confronto, se ci sarà bisogno di dimissioni arriveranno al momento opportuno. Certo è che non abbiamo da rendere conto a nessuno”.

Riprendendo poi quanto illustrato dalla Serio, Fresco ha affermato che “c’è un chiaro dato politico: avete gridato ai quattro venti che ci sarebbe stato un risparmio tariffario ma oggi ci troviamo a tornare indietro complice lo slittamento del bando dovuto alla sua modifica. In quest’ottica sarebbe da ‘tirare le orecchie’ alla società Ars, scelta dall’amministrazione per progettare il bando stesso”. Su analoga lunghezza d’onda la considerazione di Ornati: “35mila euro spesi per un bando non pienamente conforme e per il 2019 non ci sarà alcuna diminuzione di spesa”. Su questo punto l’assessore Sammartano ha ribattuto che “l’affidamento potrà avvenire operativamente già a ottobre, massimo novembre. Abbiamo tuttavia voluto mettere in sicurezza il bilancio stanziando le coperture illustrate prima”, assicurando che “nel 2020 ci saranno già effetti importantissimi”, evidentemente su costi e servizio. Sia l’assessore che la consigliera Gianstefani hanno spiegato che il bando è stato cambiato per renderlo ancora più in linea con i dettami europei e dell’Anac, e la ex capogruppo di maggioranza ha ricordato che “la base d’asta è inferiore del 15 per cento rispetto al costo dell’attuale servizio (cosa di Acam, ndr). Chi concorrerà naturalmente non potrà far altro che ribassare ulteriormente. Il servizio delineato dal bando è migliore rispetto a quello odierno”.

Non è mancato un passaggio sulla clausola sociale. “Acam – così Sammartano – ci ha dato il nominativo di otto dipendenti (da mantenere all’opera col futuro gestore, ndr) di cui quattro sconosciuti, senza dirci nulla circa il resto dell’attività, svolta da terzi”. E terzi significa quella trentina di lavoratori della Cooperativa Maris attivi sul territorio lericino, che, ha affermato l’assessore, “noi ci siamo sentiti in dovere di inserire nell’elenco dei dipendenti che effettivamente svolgono le operazioni”. Includendoli quindi nel ragionamento della clausola sociale. “Iren ha giocato sporco non trasmettendo dati, non fornendo chiarimenti e attribuendo al comune di Lerici dei dipendenti che in realtà lavorano per tutta la comunità provinciale”, ha duramente concluso il primo cittadino Paoletti.