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La colonna di Brugnato

di Piero Donati

Import 2019

Nei pressi dell’abside romanica del Duomo di Brugnato si erge solitaria una colonna in arenaria macigno, completa di base e capitello “a foglie d’acqua” (foto Ismael Carrea). Al grigio dell’arenaria si sposa gradevolmente il bianco della pavimentazione moderna, evocante i rissoeu di tradizione genovese. Nessun visitatore potrebbe mai dubitare dell’appartenenza ab antiquo di questo manufatto al patrimonio della Val di Vara ed invece è vero il contrario: la colonna proviene dal cantiere di demolizione dell’ex-convento degli Agostiniani della Spezia, cantiere avviato negli anni Cinquanta dopo il bombardamento che aveva semidistrutto l’antico edificio, adibito alla fine del secolo XIX a sede del Tribunale Militare.
Il convento degli Agostiniani sorgeva alle pendici del poggio su cui i Genovesi costruirono il Castello di San Giorgio e fu il primo ad essere fondato nel piccolo borgo che stava assumendo, alla fine del secolo XIV, le caratteristiche di terra murata. Soppresso nel 1797 dalla neonata Repubblica Ligure, ospitò dapprima le scuole comunali e poi, come già detto, il Tribunale Militare; delle opere d’arte custodite nella chiesa si conosce soltanto la pala d’altare del Carpenino, datata 1539, oggi collocata presso il Museo Diocesano di Via del Prione mentre non ci sono testimonianze tangibili, al di là del toponimo, dell’antico convento e quindi sarebbe importante che la colonna ritornasse alla Spezia, rimediando così ad un errore commesso in un passato neppure troppo lontano.
L’esercizio della memoria dovrebbe essere il collante più importante di una comunità e quindi dovrebbe essere praticato assiduamente da chi amministra. Nell’immediato, in attesa che i necessari contatti fra le parti interessate producano l’auspicato risultato, il minimo che la Soprintendenza di Genova dovrebbe pretendere è l’apposizione, presso la colonna, di una targa che ne dichiari la provenienza.

PIERO DONATI