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"situazione vergognosa"

Storia e impegno di Nicola Torre sulla scrivania del presidente Fico

Con una lettera l'onorevole Luca Pastorino chiede alla terza carica dello Stato di incontrare il giovane studente disabile, da anni in prima linea per treni 'inclusivi'.

Il presidente Fico e, nel ritaglio, Nicola Torre

Prosegue la battaglia di Nicola Torre per una mobilità ferroviaria a misura di tutti. Anche di chi come lui è disabile. 25 anni, di origine genovese ma residente a Sarzana, studente di lingue all’Università di Pisa, Nicola da anni giustamente si batte perché chi come lui vive in carrozzina possa prendere il treno in tranquillità e sicurezza. Una proficua collaborazione con la Direzione regionale toscana di Trenitalia – preceduta da oltre cento reclami – ha portato a miglioramenti tecnici a bordo dei convogli e a una maggiore consapevolezza in merito alle necessità dei diversamente abili che prendono il treno. Lo studente sarzanese è tesserato con il movimento #vorreiprendereiltreno, nato dalle denunce di Iacopo Melio, che proprio a dicembre è stato nominato cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana “per il suo appassionato contributo alla causa dell’abbattimento delle barriere architettoniche e degli stereotipi culturali”.

E adesso la storia e l’impegno di Torre sono finiti sulla scrivania del presidente della Camera Roberto Fico. Merito di una missiva scritta in questi giorni dal deputato ligure Luca Pastorino (Leu). “Da quando è iniziata la sua lotta per ‘prendere il treno’ – scrive l’onorevole Pastorino -, Nicola ha redatto più di 100 reclami finché non è stato contattato da Trenitalia Toscana con cui ha avviato una buona collaborazione. Tuttavia c’è ancora molto da fare, come dimostrano le denunce quotidiane che descrivono una realtà che, francamente, mi fa vergognare. Conosco questo ragazzo da tempo, una forza della natura, mi aggiorna costantemente sulle piccole-grandi conquiste ottenute e gli ostacoli ancora in piedi. Dietro suo impulso, lo scorso ottobre ho interrogato i Ministri per la famiglia e le disabilità e delle infrastrutture e dei trasporti descrivendo i permanenti problemi e chiedendo quali siano le iniziative che vorranno porre in essere affinché le persone affette da disabilità fisiche o psichiche possano viaggiare sul territorio nazionale in modo agevole, corretto, sicuro e dignitoso. Non ho ancora ricevuto alcuna risposta. Non merita questo silenzio delle Istituzioni, così come non lo meritano quanti versano nelle sue condizioni, è una questione di civiltà. Vorrei proporTi di incontrarlo insieme, credo sia doveroso da parte nostra per il ruolo che
ricopriamo e per quanto rappresentiamo. Conosco la Tua sensibilità e sono certo che
accetterai l’invito”.

Contattato da CDS, Nicola naturalmente esprime soddisfazione per l’iniziativa presa da Pastorino. E fissa le tappe future del suo percorso di sensibilizzazione. “Il mio prossimo impegno? Far sì che non solo le Frecce, i treni Jazz e gli Intercity abbiano la carrozza disabili al centro, ma che siano strutturati così anche gli altri convoglio: Vivalto, media distanza, media distanza ucx. La carrozza al centro consente operazioni di incarrozzamento più semplici e veloci ed è migliore per questioni di sicurezza, visto che i treni, in fondo, sono spesso deserti. E c’è anche una ragione sociale, di inclusività, visto che la carrozza al centro consente più facilmente l’incontro con gli altri passeggeri. E ancora, per quanto riguarda i quadri degli orari, serve più chiarezza: non è facile capire quali siano le vetture attrezzate”. E non finisce qui: “Mi batto anche perché i nuovi treni Jazz siano dotati di maniglia per disabili. Non è obbligatoria, ma comunque menzionata tra le più aggiornate Sti – Specifiche tecniche di interoperabilità. La maniglia darebbe più autonomia e sicurezza ai disabili in viaggio”. Tema, quest’ultimo, contenuto anche nelle interrogazioni parlamentari di Pastorino. Palla ora al presidente pentastellato Fico.

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