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Il viaggio fotografico: fotografo e famosa regista a bordo di un furgone fotografico - Citta della Spezia
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Il viaggio fotografico: fotografo e famosa regista a bordo di un furgone fotografico

Un vero viaggio fotografico.
Questa la notizia: Agnes Varda, illustre regista novantenne, e il fotografo Jr girano la Francia a bordo di un furgone fotografico.
Ecco articolo ed intervista agli autori

Ma cosa sarà mai un “furgone fotografico”?!?!
Forse lo possiamo intuire ma la definizione rimanda direttamente alla conoscenza della fotografia “a palmi” che ci regalano i media italiani.
In ogni caso il titolo dell’articolo coglie l’attenzione e ti costringe a curiosare tra le righe, complice il nome altisonante della novantenne regista Agnes Varda.
Insieme al fotografo JR, percorre l’entroterra del paese a bordo del famoso mezzo fotografico: un camper dalla “faccia” di macchina fotografica che contiene un piccolo studio ed una grande stampante digitale. I due girano, incontrano persone, le intervistano e le fotografano. Poi stampano il ritratto in formato gigante e lo espongono sui muri del paese. Nel frattempo girano un film, si interrogano sulla vita e la situazione del nostro mondo, guardano e pensano.
Il lavoro che avrei voluto fare io.

Anzi che ho fatto: con la differenza che lavoravo con Alessia Carozzo al posto della famosa regista, e che il camper, che lei aveva scovato non si sa come, era in realtà un vecchio carrozzone da circo che si muoveva con difficoltà! E le interviste non le potemmo pubblicare perchè non pensammo ad una liberatoria specifica. E le foto le stampavamo molto piccole ma erano tantissime e bellissime (non per la bravura del fotografo ma perchè ogni persona è bella!). Archivio fantastico per il quale ho fotografato oltre cinquemila persone in giro per l’Italia.

Questo lavoro sulla Francia dunque non poteva non conquistare: ora il film esce nelle sale, attendiamo con estrema curiosità e lanciamo appelli alle sale spezzine perchè ci diano la possibilità di vederlo presto!

C’è bisogno di capire davvero cosa sia il viaggio: siamo immersi in un’orgia di “fotografia di viaggio” che molto ha a che fare con chi scatta (e la sua collezione di vedute famose) e pochissimo con le persone che si incontrano.
Cormac McCarthy in un bellissimo romanzo dice che non è il mondo che contiene l’uomo, ma è questi che nel suo cuore contiene il mondo e non si può conoscere il paesaggio senza incontrare le persone che lo abitano.
Ecco, credo che mai fu data definizione migliore della “fotografia di paesaggio”: una relazione incrociata tra chi vive un luogo, chi lo guarda da dietro la macchina ed il luogo stesso. Aggiungiamo pure l’osservatore finale della fotografia, che può essere completamente estraneo alla relazione iniziale: il viaggio è un incontro con la vita, con la sua bellezza ed il dramma che la accompagna. Senza questo diventa…non so cosa rispondere.
Dillo tu: è possibile attraversare un luogo e fotografarlo senza conoscere le persone che lo vivono, lo hanno formato, lo plasmano? L’ azione può avere lo stesso valore nei due casi?

P.s.: leggendo “tra le righe” si ricava anche che il viaggio fotografico non richiede necessariamente migliaia di chilometri di spostamento. Basta uscire di casa, a volte neppure quello.

www.davidemarcesini.com