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Latte nei campi, Caleo chiama Giampedrone e i costiani vogliono Renovo

Quintali di prodotto smaltiti nei terreni. L'ex sindaco: "L'assessore lavori con me e Cavarra". Sarzana popolare: "Proposta di affitto è seria e concreta".

Incendio nella fattoria di Marinella

In attesa del summit del gennaio che vedrà sedersi attorno al tavolo proprietà, liquidatori e Renovo, la situazione alla fattoria di Marinella si fa sempre più mesta. Stamani 150 quintali di latte sono stati versati nei campi per l’attuale eccedenza dei compratori. Uno smaltimento annunciato di cui si sono occupati i lavoratori – una ventina in tutto – le cui speranze sono attaccate all’esito della riunione del 4, alla quale si arriva certo con auspici non entusiasmanti. Da una parte la proposta a due teste di Renovo – o l’affitto triennale dell’azienda o il suo acquisto per 22 milioni -, dall’altra i ragionamenti di liquidatori e proprietà. Su tutta la vicenda, il rischio concreto di un fine corsa.

Oggi torna a farsi sentire sulla vicenda il senatore Pd Massimo Caleo, con una lettera aperta all’assessore regionale Giacomo Giampedrone. “Non hai volutamente espresso la tua opinione in merito alla vicenda di Marinella – attacca l’ex sindaco di Sarzana -; hai preferito buttarla in gazzarra, dando la colpa alle amministrazioni di centrosinistra e mostrando risentimento contro gli avversari politici e contro di me. Leggo nelle tue parole un atteggiamento solo demagogico e velleitario e questo non fa onore a un rappresentante delle istituzioni. Personalmente ritengo sia meglio stare sul tema e non sulle polemiche alla vigilia di importanti elezioni politiche e amministrative: ci sono da salvare posti di lavoro, c’è da battersi per mantenere l’azienda agricola e c’è da evitare l’effetto devastante della vendita spezzettata della tenuta a salvaguardia della piana. Ora, facci sapere una volta per tutte come la pensi, soprattutto su quest’ultimo punto, al quale non hai né risposto né tantomeno smentito: l’opinione pubblica ha diritto di essere informata bene, soprattutto da un plenipotenziario della Regione. Un ruolo quest’ultimo che potrebbe spingere il governatore Giovanni Toti a incaricarti di una missione speciale: contribuire insieme agli altri attori istituzionali alla salvezza dell’azienda di Marinella e dell’unitarietà della piana. Invece mi sembra che sulla vicenda tu ti sia mosso con fare notarile (cito testuali le tue parole: “Si tratta di un percorso fra privati dal quale la politica deve stare fuori”). No, non ci siamo, caro mio! L’intervento istituzionale nella vita di una comunità è politica per la salvaguardia di quella comunità. Mettiti a lavorare a stretto contatto con il sottoscritto e il sindaco di Sarzana Alessio Cavarra. Passerai giorni interi a incontrare lavoratori e dirigenti, busserai a tante porte, potrai far valere le tue conoscenze e le tue competenze. Ti assicuro c’è stato e ci sarà molto da sudare e poco da ridere. La situazione non è delle più facili. È carica di pretese. Mentre il tempo stringe”.
Chiude Caleo: “Ricordati infine una cosa: Sarzana e Ameglia negli ultimi trent’anni sono andate a braccetto, consentendo di salvare un patrimonio così importante come la piana di Marinella dalla speculazione e dal cemento. Ritengo quella strada ancora giusta e non vivo questa situazione come una sconfitta o come un imbarazzo. Io sono orgoglioso di aver contribuito, assieme ad altri, al mantenimento di questo valore territoriale. Sono mesi che i miei inviti e quelli del sindaco di Sarzana di leale collaborazione alla Regione restano lettera morta. Vi rinnovo ancora questo appello. Siete ancora in tempo ad invertire la rotta. E dato che ci sei, digli anche al sindaco di Ameglia di fare la sua parte”.

E anche Sarzana Popolare intende esprimere la propria opinione sulla vicenda Marinella. “Auspichiamo e chiediamo che i liquidatori e la proprietà di Marinella spa accettino per il momento la seria e concreta proposta di affitto dell’azienda avanzata dal gruppo Renovo Spa in attesa di eventuali accordi definitivi – scrive il gruppo di centrodestra -. Ciò permetterebbe la continuazione dell’attività ed il mantenimento del marchio e dei posti di lavoro. Non si comprende infatti cosa osti ad un tale atto che sembra assolutamente di buon senso e non pregiudica eventuali decisioni successive. Certo, essere arrivati a questi punti dopo decenni di predominio politico e decisionale incontrastato della sinistra in una vicenda in cui è attore principale MPS, notoriamente banca controllata dal partito, fa tristezza e rabbia al tempo stesso. Il nostro territorio non dovra’ più essere governato in questo modo. Leggere gli inviti della sinistra locale a fare… fa nascere spontanea una domanda: ma non siete sempre stati voi nella stanza dei bottoni?”.