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"Sarzana ha voglia di cambiare. Per il candidato non c’è fretta"

Ieri sera brindisi natalizio al Loggiato di Gemmi per gli amministratori del centrodestra. Toti: "Alle politiche il Pd prenderà una scoppola. Qui qualcuno dovrà trovarsi un lavoro".

Toti e Giampedrone al Loggiato di Gemmi

Il presidente della Regione Toti e l’assessore Giampedrone hanno scelto Sarzana per il brindisi natalizio con gli amministratori del centrodestra, un luogo non casuale visto in Primavera piazza Matteotti vivrà una delle sue partite amministrative più incerte degli ultimi anni. Una sfida che la coalizione a guida arancione affronterà sulle ali di un entusiasmo ulteriormente rafforzato dalla vittoria spezzina nell’ultima tornata.
Ottimismo palpabile anche nelle sale del Loggiato di Gemmi che ieri ha ospitato sindaci, assessori e sostenitori della lista e dove la prossima sfida per Palazzo Roderio è stata ovviamente l’argomento principale fra auguri e strette di mano.
“Il nome del candidato? Ormai ci sono squadre che giocano con tutti stranieri e potremmo prenderne uno anche noi. Io mi sono deciso il 25 aprile per il 31 maggio – ha affermato Toti – Bucci e Peracchini lo hanno fatto due mesi prima, quindi anche per scaramanzia fino ai primi di marzo non diremo nulla. Probabilmente non si voterà prima del 28 di aprile – ha aggiunto, forse anche qualche settimana dopo se il Pd vorrà riprendersi dalla scoppola che prenderà delle politiche”.
Inevitabile in quest’ottica l’affondo sui principali avversari: “Qualcuno dovrà iniziare a trovarsi un lavoro serio, anche a Sarzana e in questa provincia. Sono convinto che dopo Genova, Savona e Spezia anche qui abbiamo buone chance di vincere, la città ha voglia e bisogno di cambiare – ha proseguito Toti – non ci sono mai state amministrazioni particolarmente amiche nostre ma sicuramente ce ne sono state molto più capaci di quella che c’è oggi. Negli ultimi cinque anni non ha risolto un problema perché il piano spiagge glielo sta salvando la Regione, né è riuscita a dare una vocazione turistica speculare a quella di Pietrasanta e della Versilia. Mi sembra che abbia tutti i peggiori difetti – ha evidenziato – che aveva quella di Spezia come autoreferenzialità, immobilismo e incapacità di progetto. Spira un vento di cambiamento alimentato anche dalla buona amministrazione odierna di Spezia. Sarzana ultima roccaforte del centrosinistra? Verrebbe voglia di lasciargliela – ha concluso sorridendo – per garantire la biodiversità politica della Liguria ma non lo faccio per i sarzanesi che invece vogliono cambiare”.