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La casaccia di Ortonovo - Citta della Spezia
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La casaccia di Ortonovo

di Piero Donati

La casaccia di Ortonovo

Alcuni anni fa, allorché frequentavo il Santuario del Mirteto di Ortonovo in qualità di funzionario della Soprintendenza di Genova, trovai casualmente, entrando per sbaglio in un piccolo vano privo di finestre e di luce elettrica, la lapide marmorea qui riprodotta, riutilizzata come pietra da costruzione e ricoperta di calce. Alla luce di una candela, inginocchiato a terra, potei distinguere la squadra ed il compasso, simboli del mestiere del muratore, e capii che mi trovavo in presenza della lapide di fondazione dell’edificio di culto (denominato alla ligure casaccia) che precedette l’attuale, maestoso Santuario nel sito del Mortineto, presso Ortonovo, come racconta Elio Gentili nel suo libro del 1992.
Accanto agli strumenti del capomastro – i quali diventeranno in seguito simboli massonici – campeggia un Agnus Dei realizzato probabilmente da quel Johannes che incide il suo nome nell’iscrizione sottostante. La data non è di agevole lettura ma, comparando i dati stilistici con quelli paleografici, il riferimento alla metà del secolo XV è del tutto plausibile.
La fondazione di un oratorio gestito da laici è segno inequivocabile della trasformazione del piccolo villaggio di Ortonovo, avamposto di Lucca all’inizio del ‘400, in un borgo socialmente dinamico, in grado di commissionare, nei primi anni del ‘500, pregevoli opere scuoltoree in marmo, poi trasportate all’interno dell’enorme chiesa costruita nel secolo successivo.
Nella casaccia di Ortonovo i confratelli venivano invitati a meditare sulla Passione di Cristo e questa meditazione avveniva con l’ausilio di pannelli dipinti sulle pareti; uno di questi pannelli, raffigurante la rimozione dalla croce del corpo morto di Cristo, divenne protagonista nel 1537 di un miracolo che ebbe immediatamente vasta eco e che è all’origine di una totale trasformazione del modesto edificio, del cui assetto originario resta ben poco. Per questo risulta importante il rinvenimento della piccola lapide, la quale attende ancora un’adeguata pulitura ed un’adeguata collocazione in uno spazio museale che offra al visitatore le indicazioni necessarie alla comprensione della stratificata storia del Mirteto.